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Vero Amore

Vero Amore – seconda puntanta

Ho una notizia di carattere medico da darvi e vi prego di appuntarvela da qualche parte perché si tratta di una scoperta che era sfuggita perfino a Veronesi e luminari vari: sui manuali di medicina manca un’informazione di una certa importanza sulle conseguenze degli squilibri ormonali nella fase post-parto. Ci si deprime un po’ e si sapeva. Che si sia un po’ irritabili si sapeva. Poi ci sono le alterazioni del sonno, il mal di schiena, un po’ di emicrania ma si sapeva anche questo. Quello che non sapevo è che d’un tratto una che non l’aveva mai fatto in vita sua, comincia a guardare un programma della De Filippi senza fermarsi alla prima puntata ma perseverando. L’unica spiegazione plausibile è che ad una con squilibri ormonali faccia bene guardare la De Filippi visto che a guardare lei ci si domanda se quello che ha sul collo è un pomo d’Adamo o se ha inghiottito incidentalmente il microfono. Maria in fatto di squilibri ormonali batte tutti, non c’è dubbio. Eccovi dunque il riepilogo dell’avvincente seconda puntata di “Vero amore”: c’è la tizia che si chiama Nunzia (quella col fidanzato geloso che sembra Keanu Reeves dopo un frappè di nandrolone) che viene invitata a fare una passeggiata romantica col single e per carità, uno non pretende come location spiaggia bianca, trionfo di palmizi e tramonto a Bora Bora, ma vedere i due tizi cinguettare in mezzo a qualcosa che sembra la tangenziale all’ora di punta con tanto di antifurti che suonano è davvero troppo. Per fortuna pochi istanti dopo la location cambia completamente: ora Nunzia e il single si trovano nel villaggio turistico in Puglia che ospita tutti i concorrenti. Credo che nella vita non esista niente di più triste di un villaggio turistico in bassa stagione, a parte le piste da sci senza neve e le piscine vuote con foglie morte sul fondo. Nunzia è una che sta lì perché, a suo dire, ha lo stesso fidanzato dall’età di quattordici anni e desidera fare delle esperienze per crescere. Il single, fine psicologo, per aiutarla a crescere le regala una Barbie. Poi il single le organizza una sorpresa originalissima, ovvero dei fuochi d’artificio sulla spiaggia. L’espediente dei fuochi d’artificio è talmente abusato nei reality che vedendo la scena prego fortemente che il villaggio turistico si trovi nelle vicinanze di una polveriera. Poco dopo ritroveremo Nunzia e il single mollemente adagiati su un’amaca a promettersi di rivedersi da soli, una volta finito il programma. Si torna in studio. Il fidanzato di Nunzia già costretto a subire la gogna della cornificazione pubblica, viene obbligato a subire un’altra gogna: quella di sorbirsi un mega pippone sul vero amore da quel grande esperto in materia che è Gianni Sperti , uno che è stato mollato dalla moglie per Raz Degan . Poi c’è Francesca, la fidanzata di Giuseppe Lago, che esce col single che sembra Bettarini dopo una forma acuta di cimurro.

Sono su una spiaggia, lei è talmente convinta di essere una delle protagoniste di Dawson’s Creek che traccia un cuore sulla sabbia . Avrebbe aggiunto anche le iniziali dei loro nomi, se solo sapesse scrivere. Poi i due si rinchiudono in un bungalow per cinque ore. In studio ci si domanda cosa abbiano potuto fare nel bungalow in quel lasso di tempo. Visto che sommando il quoziente intellettivo dei due non si ottiene neppure la metà del quoziente intellettivo di Flavia Vento, è evidente che i due non hanno discusso di recessione ed indice mibtel. A quel punto Lago si fa cupo in volto, dichiara che la ragazza gli fa veramente schifo e quando tutti noi cominciamo a temere che possa uccidere accecato dalla gelosia, per fortuna ci pensa la solita De Filippi a commettere un provvidenziale omicidio ai danni della lingua italiana. Col suo consueto utilizzo allegro di verbi e congiuntivi dichiara infatti: “ Una settimana fa se io ti avessi chiesto se era vero amore cosa mi rispondevi?”. Poi c’è Karina con la Kappa. La tizia è probabilmente l’unica ragazza del programma a cui non infileresti un attizzatoio per caminetto negli occhi . Vorrebbe che il fidanzato si decidesse a sposarla ma dopo dieci anni lui ancora non si convince a compiere il grande passo. Karina appartiene insomma a quella categoria di donne fermamente convinte di aver trovato l’uomo giusto e non hanno capito che quello che hanno accanto è in realtà l’uomo giusto-perché-gli-fai-pena. Il fidanzato di Karina vede i filmati che mostrano la fidanzata avvinghiata a vari single e tutto quello che ha da dire è: “Divertiti!” Facile prevedere che nelle prossime puntate, pur di provocare la gelosia del fidanzato, Karina si accoppierà con single, cameraman, pedalò, reti da pesca e tutto quello che le capiterà sotto tiro. Per finire c’è Bianka con la kappa, quella che sembra Elisa di Rivombrosa però più scialba, il che è come dire che sembra una Monica Bellucci però un po’ più convinta di essere figa. A Bianka gli autori organizzano un’altra di quelle sorprese che nessuno dovrebbe mai fare ad una donna: farle trovare un abito da sera sul letto. A nome di tutte le donne (e parlo semplice, così magari capite una volta per tutte): “Noi il vestito se lo dovemo da provà! Fateci trovare un buono per una boutique, non un vestito che nella migliore delle ipotesi andrà stretto a Rita Levi Montalcini, chiaro?”. Bianka è la protagonista dell’esterna più infelice della storia: lei attende il single in abito da sera. Sente una profonda voce maschile che le narra la favola de “La Bella e la Bestia”. Quella voce si materializza in un tizio col volto coperto da una maschera orrenda e pelosa. A quel punto tutti gli spettatori temono che di fronte a quel travestimento lei possa fare confusione e corrergli incontro gridando: “Che bella sorpresa!!! Maria, tu non dovevi essere in studio?” Non accade, tranquilli. Però sarebbe stato bello.

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