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Qualcuno consegni il tapiro a lui

Della serie: “Tutti pur di portarsi a casa due soldi l’estate fanno serate di piazza pure Mascia Ferri e Marcella Bella e io che so’ più scemo degli altri? no e quindi visto che non sono un comico non sono un cantante non sono un ballerino non sono una bella gnocca e la gente l’estate è rincoglionita dal sole e basta che veda un palco i lupini e due fette di cocomero ed è contenta lo stesso e il sindaco e il comitato pure perchè se la gente è contenta ottengono il secondo mandato, sentite un po’ che me so’ inventato!”… ecco, pure Valerio Staffelli va in tourneè: “Dieci comuni italiani ospiteranno quest’estate lo spettacolo del giornalista milanese Valerio Staffelli. Nel corso dello spettacolo Staffelli racconterà al pubblico le sue storie con l’ausilio di materiale audio e video. Si assisterà dunque a celeberrime consegne di Tapiri d’oro a personaggi che non l’hanno presa molto bene come Valeria Marini, Vittorio Sgarbi e altri ancora.”. Direi che comunque Staffelli va migliorando. Per farsi piazzare delle serate in discoteca l’inverno se ne va in giro per locali regalando al pubblico dei mini-tapiri d’oro con tanto di certificati d’attapirato doc con dedica e autografo. Nell’attesa che il nostro metta in piedi un coro gospel col Gabibbo, Edo Soldo, Elena Barolo e Cristian Cocco per fare la tourneè delle parrocchie bergamasche a Natale, leggete sul suo sito cosa intende lui per “manifestazioni nazionali di grande rilievo”. Poi si lamenta perchè ogni tanto gli danno il tapiro in testa.

Pettegulezzus interruptus

Il pettegulezzus interruptus di questa settimana è : “Dicono che un direttore televisivo esca sempre in coppia con una producer per coprire le sue vere passioni. Per certe ragazze? Non proprio, dicono.” ( mi sa che è facile ) (chi non capisse di cosa sto parlando, la prima puntata QUI)

Tremo anche io all’idea

Non so come stiano andando le cose nelle altre città d’Italia, ma bisogna ammettere che <strong>il comune di Roma</strong> si sta dando parecchio da fare per risolvere <strong>il problema del traffico.</strong> Vi faccio un esempio concreto: per mesi, forse un anno, i romani hanno sopportato pazientemente numerosi disagi sul grande raccordo anulare a causa di lavori di allargamento di corsia, in particolare nel tratto che va dall’uscita <strong>Boccea</strong> all’uscita<strong> Salario</strong>. Per mesi abbiamo sospirato rassegnati di fronte a cantieri, deviazioni, strade dissestate, segnaletica incomprensibile, svincoli aboliti dal giorno alla notte, curve a gomito che neanche il creatore di Daytona ha mai osato tanto, esodi e controesodi sfiancanti. Per non parlare poi degli autentici <strong>atti di eroismo </strong>di cui io e i miei concittadini ci siamo resi protagonisti : tutti romani infatti, a causa dei lavori, hanno rischiato la vita almeno una volta decidendo di concedersi una sosta presso<strong> l’autogrill Selva Candida.</strong> Per chi ignorasse la questione, l’autogrill Selva Candida, ubicato appunto nei pressi dell’uscita Boccea, si è trovato per molto tempo nel bel mezzo di un cantiere autostradale. La pericolosità della questione stava non tanto nel fatto che convinti di regalare il fucile ad acqua delle tartarughe Ninja al piccolino, nell’ultimo anno numerosi papà distratti hanno messo in mano a un undicenne il martello pneumatico di un asfaltatore brindisino, ma in un altro particolare ben più inquietante: una volta terminata la sosta in autogrill, immettersi nuovamente sul raccordo è stata per mesi un’impresa di fronte alla quale anche<strong> Jacques Cousteau </strong>si sarebbe tirato indietro. In pratica, in un punto del raccordo in cui la velocità media delle automobili è leggermente superiore a quella della luce e di poco inferiore a quella di parola di <strong>Enrico Mentana</strong>, spiccava la clamorosa assenza della canonica corsia laterale che aiuta l’automobilista ad immettersi gradualmente sulla carreggiata. Morale della favola: per un trancio di capricciosa da <strong>Spizzico</strong> si rischiava di vedersi tranciato di netto il cofano della propria vettura. Si racconta anche che molti automobilisti con famiglia al seguito, nel periodo di Ferragosto, attendessero pazientemente il passaggio di un tir targato Salerno per farsi travolgere e scroccare un passaggio fino alla costiera amalfitana. Sembra invece più attendibile la voce secondo la quale molti individui transitati presso l’area di servizio Selva Candida, per lo <em>stress da “immissione sul raccordo”</em>, abbiano sviluppato comportamenti criminali quali<strong> “il lancio della Rustichella dal cavalcavia”</strong> e terribili atti di sodomia perpetrati ai danni dei pupazzi parlanti e canterini piazzati all’ingresso dell’autogrill con una spiccata preferenza per i <strong>Babbi Natale su slitta e le mucche pezzate</strong>. <img src="http://www.reseauvoltaire.net/IMG/moton1048.jpg"align="right" border="1" />
Non so come stiano andando le cose nelle altre città d’Italia, ma bisogna ammettere che il comune di Roma si sta dando parecchio da fare per risolvere il problema del traffico. Vi faccio un esempio concreto: per mesi, forse un anno, i romani hanno sopportato pazientemente numerosi disagi sul grande raccordo anulare a causa di lavori di allargamento di corsia, in particolare nel tratto che va dall’uscita Boccea all’uscita Salario. Per mesi abbiamo sospirato rassegnati di fronte a cantieri, deviazioni, strade dissestate, segnaletica incomprensibile, svincoli aboliti dal giorno alla notte, curve a gomito che neanche il creatore di Daytona ha mai osato tanto, esodi e controesodi sfiancanti. Per non parlare poi degli autentici atti di eroismo di cui io e i miei concittadini ci siamo resi protagonisti : tutti romani infatti, a causa dei lavori, hanno rischiato la vita almeno una volta decidendo di concedersi una sosta presso l’autogrill Selva Candida. Per chi ignorasse la questione, l’autogrill Selva Candida, ubicato appunto nei pressi dell’uscita Boccea, si è trovato per molto tempo nel bel mezzo di un cantiere autostradale. La pericolosità della questione stava non tanto nel fatto che convinti di regalare il fucile ad acqua delle tartarughe Ninja al piccolino, nell’ultimo anno numerosi papà distratti hanno messo in mano a un undicenne il martello pneumatico di un asfaltatore brindisino, ma in un altro particolare ben più inquietante: una volta terminata la sosta in autogrill, immettersi nuovamente sul raccordo è stata per mesi un’impresa di fronte alla quale anche Jacques Cousteau si sarebbe tirato indietro. In pratica, in un punto del raccordo in cui la velocità media delle automobili è leggermente superiore a quella della luce e di poco inferiore a quella di parola di Enrico Mentana, spiccava la clamorosa assenza della canonica corsia laterale che aiuta l’automobilista ad immettersi gradualmente sulla carreggiata. Morale della favola: per un trancio di capricciosa da Spizzico si rischiava di vedersi tranciato di netto il cofano della propria vettura. Si racconta anche che molti automobilisti con famiglia al seguito, nel periodo di Ferragosto, attendessero pazientemente il passaggio di un tir targato Salerno per farsi travolgere e scroccare un passaggio fino alla costiera amalfitana. Sembra invece più attendibile la voce secondo la quale molti individui transitati presso l’area di servizio Selva Candida, per lo stress da “immissione sul raccordo”, abbiano sviluppato comportamenti criminali quali “il lancio della Rustichella dal cavalcavia” e terribili atti di sodomia perpetrati ai danni dei pupazzi parlanti e canterini piazzati all’ingresso dell’autogrill con una spiccata preferenza per i Babbi Natale su slitta e le mucche pezzate.

Pare che Veltroni custodisca un dossier molto scottante sui fatti appena descritti in un bunker sotterraneo del Campidoglio assieme agli appunti segretissimi del suo nuovo libro “Il cinema neo-realista, l’arte contemporanea, la musica jazz, la cura del bonsai e i miei amici Francesco Totti, Renzo Piano, Bob De Niro, Roberto Benigni, Clementina, la famiglia Alpi, le due Simone, le tre Carlucci e il Mago Zurlì”. Dicevo. Abbiamo atteso e pazientato. Abbiamo sbraitato, inveito, tamburellato le dita sul volante per un numero infinito di volte. Ma alla fine il risultato è lì, sotto i nostri occhi increduli: sottopassaggio, carreggiate più ampie, asfalto nuovo di zecca. Fin qui tutti contenti. Ora però il sindaco Walter Veltroni mi dovrebbe gentilmente spiegare se il nuovo punto Ikea aperto una settimana fa a Roma all’interno di un’area di 30 mila mq con annesso centro commerciale costruito ai margini del raccordo anulare e più precisamente all’altezza dell’uscita Salario, fa parte del suo geniale piano anti-traffico, perché se è così mi aspetto l’imminente apertura di un Eurodisney sul Lungotevere e la decisione di far dirigere il traffico a Piazza Venezia a Michael J. Fox e Mohammed Alì. Tremo anche io, all’idea.

La sora Eva

Quelli della L’Oreal hanno impostato la nuova campagna pubblicitaria tentando anche in Italia di puntare sulla testimonial patinata e internazionale, Eva Longoria, e il risultato è che ogni volta che la casalinga disperata ammicca e sorride mostrando la folta chioma appena lavata con lo shampoo Elvive, mia nonna fa: “Anvedi la Ferilli, dopo “quanto sce piasce chiacchierare!” era un bel po’ che non si vedeva in una pubblicità“.

L’allegro chirurgo

A proposito di vecchi e nuovi stupri (ad esempio quello di Bologna di questi giorni), il nostro ministro delle riforme Roberto Calderoli: “La soluzione? Presto detto: Per prevenire simili reati serve una sola cosa: la castrazione fisica di quei delinquenti. Un tempo si parlava di castrazione chimica, ma personalmente sono propenso a metodi più semplici: un colpo di forbice da girdiniere, non necessariamente sterilizzata”. Una soluzione moderata e risolutiva che di sicuro permetterà agli italiani di trascorrere un’estate sotto l’ombrellone decisamente più tranquilla. Non mi sento di escludere che troveremo il gadget allegato a Gente Mese di luglio.

Ma, soprattutto, semplici!

(l’articolo è pubblicato anche su <a href="http://www.macchianera.net/archives/2005/06/ma_soprattutto.html" title="Vai al link - Selvaggia Lucarelli" target="_blank" rel="nofollow">MACCHIANERA</a>) Comincio la cronaca del <strong>matrimonio di Ilary e Totti</strong> con una rivelazione : dopo il loro “sì” mi sono iscritta al partito monarchico. Mica per niente, è che se negli altri paese le dirette tv si scomodano per Felipe e Letizia, per Rania e Abdullah, per Diana e Carlo mentre da noi per Francesco Totti e Ilary Blasi, allora non mi resta che auspicare il ritorno della monarchia assoluta. In secondo luogo, permettetemi di fare un piccolo ma sentito augurio a tutti coloro i quali si sono piazzati davanti a Sky alle quindici di ieri pomeriggio per seguire la diretta : <em>“Che vi si possano sintonizzare tutti i canali del televisore, dall’1 al 999, su “Le interviste di Alain Elkann” in onda su La Sette!”</em>. Per quel che mi riguarda, sappiate che non ero affatto intenzionata a seguire la telecronaca, figuriamoci. <img src="http://www.skytv.it/NR/rdonlyres/E3377A2A-EFE8-44F0-B28D-9D1FA9380CAF/7894/sky_tg24.gif"align="right" border="1" />
(l’articolo è pubblicato anche su MACCHIANERA) Comincio la cronaca del matrimonio di Ilary e Totti con una rivelazione : dopo il loro “sì” mi sono iscritta al partito monarchico. Mica per niente, è che se negli altri paese le dirette tv si scomodano per Felipe e Letizia, per Rania e Abdullah, per Diana e Carlo mentre da noi per Francesco Totti e Ilary Blasi, allora non mi resta che auspicare il ritorno della monarchia assoluta. In secondo luogo, permettetemi di fare un piccolo ma sentito augurio a tutti coloro i quali si sono piazzati davanti a Sky alle quindici di ieri pomeriggio per seguire la diretta : “Che vi si possano sintonizzare tutti i canali del televisore, dall’1 al 999, su “Le interviste di Alain Elkann” in onda su La Sette!”. Per quel che mi riguarda, sappiate che non ero affatto intenzionata a seguire la telecronaca, figuriamoci.

E’ che ieri sono stata colpita da un violento attacco di adenite equina che mi ha costretta all’immobilità e mentre mi gustavo un documentario di “The History Channel” sulla battaglia di Guadalcanal, il lampadario in cristallo Swarovski si è improvvisamente staccato dal soffitto piombando sul telecomando ai piedi del letto ed infrangendosi in mille pezzi non prima di aver incidentalmente premuto i tasti 5-0-0. Casualmente, sul canale 500, trasmettevano la diretta del matrimonio. Stavo per cambiare quando una spondilite anchilosante ha immobilizzato tutte e dieci le mie dita e trovandomi nell’impossibilità di chiedere aiuto poichè a casa ho ancora un vecchio telefono pubblico della Sip ed avevo finito i gettoni, sono stata costretta ad assistere alla telecronaca del matrimonio. Liberi di non crederci, ovvio. Preciso che la diretta su Sky è cominciata due ore prima dell’inizio della cerimonia che era previsto alle diciassette, dunque la povera inviata sul posto, una Laura Gobbetti vestita in perfetto stile “oggi c’è il battesimo di mio figlio”, alle ore quindici sfoderava i seguenti argomenti: “Gli ospiti non sono ancora arrivati” (ma dai? Io credevo che almeno Bruno Conti arrivasse un paio d’ore prima per rabboccare la fonte battesimale), “Fra gli ospiti più importanti ricordiamo Antonio Cassano” (me cojoni!, verrebbe da dire), “Ecco la bomboniera degli sposi, vedete , è una scatolina” e va a mostrare una scatolina delle dimensioni di uno dei pacchi di “Affari tuoi”. Scavicchia e apre mostrando l’atroce contenuto: un’alzata d’argento che risulterebbe kitsch anche in casa di Pinina Garavaglia. Infine, specifica che gli ospiti arriveranno su delle navette e sono in molti a sostenere che Totti, non contento di questa soluzione, il giorno prima avesse detto a Ilary: “Li famo venì su una navetta? Mbè non famo i purciari e affittamo uno iotte!”. Quando la Gobbetti era ormai lì lì per iniziare una dissertazione sulle tonalità di grigio del piumaggio delle oche del Campidoglio, lo studio per fortuna ha chiesto la linea. In studio c’erano i due conduttori e l’immancabile parterre di opinionisti: Massimo De Luca, Stefano Petrucci del “Corriere della Sera”, Cinzia Marongiu di “Tv sorrisi e canzoni” e , in collegamento, Roberto Renga e Bice Biagi. Sarà l’effetto-Totti ma parevano tutti leggermente storditi. In pratica, sostenevano all’unanimità che la bellezza di questa cerimonia stava nella semplicità. Nello specifico, il termine “semplice” è stato utilizzato solo dalla signora Biagi la bellezza di 9765 volte, sempre meno, a dir la verità, della quantità di volte che la Lecciso ha ad oggi pronunciato la parola “insomma” ed ancor meno delle volte che Simona Ventura ha utilizzato la frase “Come il limone tra le cozze” in una qualunque puntata di “Quelli che il calcio”. Vi confesso che dopo cinque minuti di commenti degli ospiti sopracitati avevo voglia di irrompere nello studio di Sky con dei gavettoni al napalm. Trascriverò qui di seguito alcune affermazioni degli opinionisti e poi ditemi voi se sono io quella che esagera: “Totti e Ilary si giocano una carta importante, quella della semplicità”, “Con questo matrimonio così semplice ci fanno sentire di casa!”. Dunque, riguardo questa benedetta storia della loro semplicità, la mia complessa e articolata conclusione alla quale sono giunta dopo approfondite consultazioni del “Avere o essere” di Eric Fromm e dell’ermeneutica di Heidegger, è la seguente: “Semplicità un par di ciufoli”. Intendiamoci. I coniugi Totti fanno come gli pare e piace, ma voler far passare per semplicità un banchetto da centomila euro nel castello di Tor Crescenza per quattrocento persone, un addio al celibato a Villa Miani con Baglioni e Andreotti, una lista di nozze con candelabri da seimila euro, delle bomboniere che costeranno l’una quanto lo stipendio mensile nemmeno di un operaio ma di un parlamentare…beh, direi che è una live distorsione della realtà. “Sono due ragazzi che danno poca soddisfazione ai paparazzi”, “Hanno dato poco modo di far parlare di loro”. In effetti hanno ricercato la privacy in tutto e per tutto: immagino sia noto a tutti che se si vuole fare un matrimonio in sordina basta prenotare una chiesa nel centro di Roma e autorizzare una diretta televisiva. La tecnica è utilizzatissima. Non per niente si narra che la famiglia mafiosa dei Madonia sia stata sgominata solo dopo molti anni proprio perché per essere sicuri della segretezza delle riunioni, gli astutissimi boss si assicuravano che i loro incontri fossero trasmessi in diretta su Sky. “Il racconto della loro vita è normale”. Beh sì, quanti ragazzi normali al giorno d’oggi guadagnano normalmente 10,4 milioni di normalissimi euro l’anno? “Seguiamo con affetto la loro vicenda umana”. E qui la Biagi sembrava che parlasse di Enzo Tortora e dei suoi familiari. “Colpisce l’atmosfera semplice e deliziosa, tra gli invitati si contano molte famiglie, molte carrozzine…” Ma perché, ai matrimoni altrui non ci sono famiglie? Chi si invita normalmente a un matrimonio, i granatieri di Sardegna, le ballerine del Carnevale di Rio, le truppe cammellate? “La loro semplicità si evince anche dal fatto che nella lista di nozze c’erano il set lasagna e il set pizza”. Questa poi mi ha fatta imbufalire non poco. Perché, qualcuno era forse convinto che Totti mangiasse solo soufflè? Tanto per cominciare Totti non sa nemmeno il significato della parola soufflè e comunque è evidente che qualora lo imparasse e chiedesse a Ilary: “Amò, me lo faresti un soufflè?” lei risponderebbe senz’altro: “Amò, stasera c’ho mal di testa, le porcherie le famo domani!”. Poi è la volta dei filmati. Appare per prima una vecchia professoressa di Totti che dichiara “Io l’italiano ce l’ho imparato bene ma lui nun c’aveva voja de insegnare”, dopodiché è il turno di un desaparecido della tv, Maurizio Costanzo. Maurizio Costanzo, che superata la fase-Hikmet ormai cita Flaiano anche se uno gli domanda se ha fatto vaccinare i suoi due bassotti, cita appunto Flaiano sostenendo che fa gli auguri a Totti con una frase che una volta il poeta gli ha dedicato, ovvero: “La felicità è desiderare quel che si ha”. A parte il fatto che la frase è originale quanto “Il bacio è un apostrofo rosa tra le parole ti amo” e “Chi dice donna dice danno” l’inquietante sillogismo che ne consegue è: la felicità è desiderare quel che si ha, Costanzo ha la De Filippi, felicità è desiderare la De Filippi . Io con un augurio del genere fossi al posto degli sposi una grattatina me la darei. Infine c’è una toccante intervista a Totti in cui il campione rivela affranto che per colpa dei fan che lo assediano sono otto anni che non fa una passeggiata in via del Corso. Una signora che passa di lì dichiara di identificarsi nel suo dramma perché lei vive un problema analogo. “Sono otto anni che non fa una passeggiata in centro?” le domanda Totti. “No, so’ otto anni che aspetto di fare una tac al centro ospedaliero!”, risponde la signora. Commozione in studio. Per il dramma di Totti, ovviamente. Comincia la cerimonia.

Il primo ad arrivare è lo sposo. Elegantissimo nel suo tight disegnato da Armani e apparentemente calmo, si mostra leggermente agitato solo quando la madre, di fronte ai resti dell’antica Roma ben visibili dall’Ara Coeli, gli sussurra all’orecchio: “Quelli di Sky stanno a inquadrà i Fori” e lui : “I fori? Che me se so’ scuciti i pantaloni novi sur culo ma’?” Mentre si attende l’arrivo della sposa, le telecamere di Sky inquadrano Bruno Conti intento a fotografare Totti immobile davanti all’altare come se si trattasse della salma di Giovanni Paolo. La sposa tarda paurosamente, tant’è che Veltroni, ad un certo punto, domanda a Totti se Ilary ha il permesso per entrare in centro. Nel frattempo in chiesa si toccano le temperature del sellino di Lance Armstrong durante la salita dello Stelvio, tant’è che dopo il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro, da quest’anno in poi il 15 giugno si celebrerà quella della liquefazione di Franco Sensi. Finalmente arriva Ilary. E’ ancora in macchina e se ne intravede appena la sagoma dietro i vetri scuri, che la Biagi già commenta: “Ha un velo d’organza bellissimo!”. Legittimo il sospetto che la Biagi abbia lasciato la direzione di “Novella 2000” per quella dell’ente aerospaziale americano in quanto ha un campo visivo di gran lunga superiore a quello del satellite della Nasa “Swift”. Ilary indossa un abito, neanche a dirlo, SEMPLICE che mette in evidenza il pancione di cinque mesi. Del resto lei stessa aveva dichiarato: “Non coprirò la pancia perché non è un matrimonio riparatore.” E Totti, d’accordo con la sposa, aveva aggiunto: “Brava amò. E comunque se ce sarà da riparasse pe’ sicurezza avemo messo l’ombrelloni in giardino.” Sulla figura di Ilary in studio si sviluppa un acceso e stimolante contraddittorio. Petrucci sostiene che la sposa è bellissima, la Biagi irritata afferma che secondo lei invece la sposa è bellissima, la Marongiu seccata sostiene che non capiscono niente perché la sposa è bellissima e a quel punto De Luca lascia lo studio inveendo contro Renga che continua a ripetere che la sposa è bellissima quando è chiaro a tutti che la sposa è bellissima. Ilary attraversa la navata assieme al padre con l’andatura di chi pensa “Famme sbrigà prima che Flavia Vento aggiunga qualcos’altro” e Totti le dà un bacio sulla guancia di gran lunga meno passionale di quello che aveva dato a Cassano mezz’ora prima. Comincia il rito delle preghiere collettive. Al “Padre nostro” , osservando il labiale di Totti mi è sembrato di leggere le parole “fratelli- d’italia-l’italia-s’è-desta” ma non ne sono sicurissima. Il prete merita un discorso a parte. Padre Max (a me già un prete che si fa chiamare come un cabarettista qualche perplessità me la fa venire), dal Laurentino con furore, è un incrocio tra il Don Alfio di “Un sacco bello” e un ultrà romanista, uno insomma che vuole fare quello ispirato col linguaggio del popolo. Ve lo dico subito: io fossi stata al posto di Totti alla fine della cerimonia l’avrei picchiato a colpi di incensiera. Tutta la sua predica infatti, tanto per non creare imbarazzi, ha avuto come argomento cardine “la fedeltà”. Profondo come certi scritti di Sant’Agostino, Padre Max ha dichiarato (testuale): “Essere fedeli è un fatica, come essere preti. Diceva un mio amico : il sedere tondo e i vent’anni passano.” Tra l’altro, se nella sua predica si volessero cogliere dei segni divini, non c’è di che stare allegri. Chi vive a Roma e ha seguito la diretta di Sky non ha potuto non notare delle strane coincidenze. Giuro che non mento. Nell’esatto momento in cui Padre Max ha dichiarato, guardando Totti in cagnesco: “ Tutti noi pecchiamo. Eppure cosa disse Gesù sulla croce, “Padre fulminali”? No, padre perdonali!” sulla Capitale si abbattevano fulmini e tuoni da ciclone tropicale. E non è finita qui. Quando ha aggiunto con enfasi: “Ora il regalo più bello che possiamo fare agli sposi è pregare per loro. Il signore mandi dal cielo il suo aiuto!” a Roma è venuta giù dal cielo una pioggia vista solo in Bangladesh all’arrivo dei monsoni. E’ il momento della comunione. Ora non si è ben capito se il prete sia stato particolarmente premuroso ed abbia perciò pensato che Ilary in quanto donna incinta debba mangiare il doppio, fatto sta che le ha infilato in bocca un’ostia delle dimensioni di una quattro stagioni con bufala, per cui la poverina l’ha dovuta sputare imbarazzatissima. Totti l’ha ingoiata fingendo scioltezza ma la faccia era quella di Fantozzi che ingoia le mitiche polpettine roventi. Terminato il rito religioso, è stata la volta di Veltroni.

A quel punto tutti da casa si domandano cosa c’entri il sindaco in una funzione religiosa e prima che ci si risponda da soli: “Non c’entra niente ma è il matrimonio di Totti e qui capace che per il taglio della torta si scomodi il Dalai Lama”, Veltroni ricorda ai due sposi che entrambi dovranno contribuire economicamente al sostentamento della famiglia. Ci manca che ricordi a Totti che se fa il secondo figlio il comune metterà a disposizione il bonus di mille euro per aiutarli ad arrivare a fine mese che la gag è completata. Dopo le foto di rito gli sposi scendono la gradinata dell’Ara Coeli. Le guardie del corpo li affiancano e li sostengono perchè non scivolino sugli scalini bagnati e in studio tutti commentano commossi: “Bravi! State attenti perché una caduta di Ilary col pancione sarebbe un dramma!”, mentre da casa tutti, soprattutto i romanisti, cinicamente commentano: “Bravi! State attenti perché se cade Totti e si rompe i legamenti è un dramma!” Gli sposi salgono sulla Maserati e si dirigono verso il castello di Tor Crescenza. L’inviato di Sky si mescola alla folla per il saluto finale. Sa che sono le ultime immagini del matrimonio dell’anno e così decide di buttarsi sul retorico: “Il ricordo che mi porterò di questo matrimonio è che Francesco, un momento fa sui gradini, non ha salutato il pubblico, ma ha sorriso. La gente apprezza questo di Totti, il suo essere SEMPLICE”. (Io, per la cronaca, stasera sul pianerottolo non ho risposto al saluto del mio vicino e mentre stava per varcare la soglia di casa gli ho domandato se mi trovava semplice. “No, stronza” mi ha risposto.) Una signora afferra per la giacca l’inviato di Sky sbraitando che ha una cosa importante da dire, lui le dà la parola con la faccia di chi pensa “Ma sì, sentiamo la voce commossa del popolo !” e la vecchietta tutta seria fa : “Ma gli invitati scendono qui o dall’altra parte?”. La favola finisce qui. E vissero tutti felici e contenti. Ma, soprattutto, semplici. (su TGCOM le foto delle nozze.)

Notizia ansa

Ore 23,30: Dalla finestra di casa mia si vedono e soprattutto si sentono dei fuochi d’artificio dalle parti del castello di Tor Crescenza, luogo in cui si sta festeggiando il matrimonio di Ilary e Totti. Le esplosioni sono discrete ed il rumore contenuto: sembra di essere sotto il cielo di Dresda nel febbraio del ’45. Se er pupone mi sveglia il pupo non gli serviranno altri quattro mesi prima di diventare padre. Gli mollo il mio stanotte stessa.

Non è più quello di una volta

Sono per caso l’unica a credere fortissimamente che l’uomo in foto, una volta uscito dalla casa del Grande fratello, sia diventato spocchioso, vanesio, artefatto, borioso, tutto-una-posa e finto-anticonformista o c’è chi la pensa come me? Personalmente ritengo che se quelli della Endemol rinchiudessero nuovamente Jonathan dentro quattro pareti con un bel po’ di coinquilini senza poter uscire nè ricevere visite, se insomma lo ficcassero nella gabbia degli orsi dal collare del bioparco di Roma, farebbero un bel favore all’umanità.

Pettegulezzus interruptus

Il pettegulezzus interruptus di questa settimana è : “Dicono che un’elegante signora della destra, da giovane, abbia avuto un’attrazione fatale. Per un ragazzo? No, dicono.” ( io non ho la più pallida idea di chi possa essere) (chi non capisse di cosa sto parlando, la prima puntata QUI)