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Frasi da non dire MAI ad una neo-mamma

Tutte le frasi che le neo-mamme (e i neo-papà) non vorrebbero mai sentirsi dire: 1) “Serena! Ora il ritmo sonno-veglia non è regolare ma vedrai che tra un po’ il bimbo si sintonizzerà sui tuoi orari”. Mio figlio, a dire il vero, è regolarissimo. Si è sintonizzato perfettamente sugli orari di una cubista del Cocoricò : sveglio tutta la notte e completamente rincoglionito di giorno.

2) “Non dorme? Tranquilla, è una fase di transizione!”. Ringrazio per la frase rassicurante. Il punto è che anche il periodo che va dal grande gelo del Paleolitico al clima mite del Neolitico è considerato un periodo di transizione. Il problema è che è durato 850 000 anni. 3) “Ti lamenti? Eeeeeee ancora è niente! “ Frase particolarmente infelice che denota una forma piuttosto compiaciuta di sadismo e viene generalmente pronunciata da coppie che hanno già figliato da tempo. Fatemi capire : non dormo più, non leggo più, non mangio più, non esco più, non trombo più e voi mi state dicendo che “ancora è niente”? Cos’altro mi deve succedere? Esploderà lo scaldabiberon e morirò trafitta da parte a parte dal cuiccio di Winnie the pooh? 4) “I bambini di oggi sono più svegli” . Frase pronunciata per tranquillizzare la neo- mamma sulla vivacità del figlio. Il mio ha l’ugola di nonno Adriano quindi mi viene ripetuta piuttosto spesso, eppure mi scervello da mesi ma io il significato di questa frase ancora non riesco a comprenderlo. Cos’è ‘sta storia che i bambini oggi sono più svegli? Mi vogliono far credere che una volta i bambini nascevano tutti con la faccia di Prodi? 5) “Ce l’hai un pediatra bravo?” D’impulso mi viene sempre da rispondere: “ Non serve. Se necessario lo opero io con i vecchi ferri dell’Allegro chirurgo ”. Seriamente. Certo che lo porto dal pediatra . Questo nonostante l’aver scoperto che anche il padre delle sorelle Lecciso è pediatra, particolare che mi fa dubitare non poco del fatto che tale figura professionale sia in grado di darmi consigli efficaci su come crescere dei figli sani.

6) “Non fatelo sudare!” . Allora. Chiariamo la questione una volta per tutte. E’ estate. Ci sono quaranta gradi all’ombra. Se mi chiedete ancora una volta di lasciare mio figlio in un luogo fresco e asciutto sarò costretta ad infilarlo nel contenitore Giò Stile destinato alla conserva delle melanzane sott’olio, d’accordo? 7) “Non lo mettere lì che c’è corrente!” . Ho una notizia di carattere scientifico da darvi. Dimenticate tutte le stronzate su alisei, sistemi frontali, anticiclone delle Azzorre e correnti ascensionali sui cieli dell’Atlantico. In base alle teorie elaborate da mia suocera , tutti gli uragani e i cicloni tropicali del pianeta nascono dall’incontro delle masse d’aria fredda e calda che si formano tra il tinello e la sala da pranzo di casa mia.

8) “Con quella magliettina non sarà troppo leggero?” Il fatto è ormai assodato: la suocera media avverte una temperatura esterna di circa trenta gradi in meno rispetto agli individui comuni, per cui pretenderebbe che suo nipote , a ferragosto, girasse vestito col cappottino da pincher nano. 9) “Vedrai che un figlio unisce la coppia!” Sì certo, l’intimità ne guadagna parecchio. Visto che siamo in tema, mandate i bambini a letto che sto per farvi una confessione piccante: l’altro giorno al supermercato, nell’afferrare contemporaneamente il vasetto d’omogeneizzato al tacchino, il mio dito medio e l’anulare di mio marito si sono sfiorati. E non aggiungo altri torbidi particolari. Sappiate solo che tutto quello che è accaduto in seguito davanti al banco frigo è descritto nei particolari nell’ultimo libro di Melissa P. 10) “Gli dai il latte artificiale? Sei pazza? Il latte materno ha gli anticorpi!” Io dopo un mese di allattamento al seno ho avuto la sensazione nettissima che l’unica differenza tra me ed una giovenca fosse l’assenza del campanaccio al (mio) collo. A tal proposito, desidero lanciare un messaggio a tutte le suocere dello stivale: il latte artificiale è sì una polvere bianca , tuttavia dovreste evitare di guardare le vostre nuore con l’aria di chi si domanda se la moglie di vostro figlio stia preparando 180 grammi di latte Milupa o tagliando due grammi di coca colombiana. 11) “Adesso quand’è che facciamo la sorellina / il fratellino?” Voi non ci crederete ma è pieno di impavidi che hanno il coraggio di porre questa domanda a donne che hanno partorito da due giorni. Ovviamente la risposta standard è: “Prestissimo! All’incirca quando sull’anello esterno di Saturno sarà montato un diamante da centosei carati, quando i leoni inseguiranno le antilopi tra i ghiacciai dell’artico, quando Berlusconi lavorerà al tornio, Marilyn Manson sarà un papa-boy e l’asteroide Icarus centrerà il Billionaire nel giorno della sua inaugurazione. 12) “Tanto poi ti dimentichi tutto!” (frase riferita alle fatiche del parto). A questa tendo anche a credere. Mia nonna ha avuto l’Alzheimer e dicono sia una di quelle malattie ereditarie che salta una generazione. 13) “Hai sterilizzato il ciuccio?” . Da test di laboratorio risulta che nell’arco di 24 ore una suocera sia in grado di pronunciare queste 4 parole all’incirca 1.764.345 volte anche in ordine casuale e sparso, componendo anagrammi con consonanti e vocali a disposizione e traducendole in tutti i dialetti italiani, ticinese e sulmonese arcaico compresi. La mania di lavare e disinfettare tutto quello che tocca il bambino può diventare una vera e propria ossessione. Giorni fa ho lasciato mio figlio ai miei genitori per il weekend. Nella giornata di sabato mia madre ha detto a mio padre con aria vagamente minatoria: “Sterilizza tutto quello che c’è in casa , io vado a compare i pannolini” Il mercoledì seguente, dopo tre giorni che la gatta non si muoveva dal cesto, ha chiesto a mio padre cosa mai potesse avere Nerina. Lui : “L’ho fatta sterilizzare come m’avevi detto. È ancora convalescente porella”. 14) “La birra fa latte”. La teoria si basa sulla vecchia leggenda secondo la quale il luppolo stimolerebbe la produzione di latte nella puerpera. Il suggerimento è gradito. Tuttavia, quando il frigo della neo-mamma comincia a somigliare vagamente a quello di Tommy Lee, diventa superfluo ribadirlo. 15) “Fagli fare il ruttino altrimenti gli vengono le colichette povera stellina”. Una volta per tutte: finiamola con diminutivi, eufemismi e nomignoli. Quelli che voi chiamate ruttini sono in realtà spostamenti d’aria tali che se è vera la faccenda che un battito d’ali di farfalla in Africa provoca un uragano in America, beh, un ruttINO di mio figlio a Roma zona raccordo anulare provoca una tempesta elettromagnetica sulla Galassia di Andromeda. Istituirei poi la pena di morte per chi pronuncia il termine “colichette”. Quelle che tutti si ostinano a chiamare colichette sono in realtà degli spasmi atroci che trasformano la vostra “povera stellina” in un grizzly infilzato da una lancia rovente. 16)“ Goditelo ora! Vedrai che quando cammina è peggio!” Grazie per l’avvertimento ma sul fatto che crescendo possa dare dei problemini sono preparata. L’ho intuito già all’ospedale, ascoltando le prime indicazioni della puericultrice: “E’ solo un neonato, quindi per adesso non bagnarlo, non esporlo ai raggi solari e dagli l’ultima poppata del giorno a mezzanotte.” A me ‘ste raccomandazioni pareva di averle già sentite da qualche parte , ma non ricordavo esattamente dove. Poi m’è venuto in mente. E lì qualche lieve presagio circa quello che sarebbe accaduto al rientro a casa l’ho avuto.

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