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Tremo anche io all’idea

Non so come stiano andando le cose nelle altre città d’Italia, ma bisogna ammettere che <strong>il comune di Roma</strong> si sta dando parecchio da fare per risolvere <strong>il problema del traffico.</strong> Vi faccio un esempio concreto: per mesi, forse un anno, i romani hanno sopportato pazientemente numerosi disagi sul grande raccordo anulare a causa di lavori di allargamento di corsia, in particolare nel tratto che va dall’uscita <strong>Boccea</strong> all’uscita<strong> Salario</strong>. Per mesi abbiamo sospirato rassegnati di fronte a cantieri, deviazioni, strade dissestate, segnaletica incomprensibile, svincoli aboliti dal giorno alla notte, curve a gomito che neanche il creatore di Daytona ha mai osato tanto, esodi e controesodi sfiancanti. Per non parlare poi degli autentici <strong>atti di eroismo </strong>di cui io e i miei concittadini ci siamo resi protagonisti : tutti romani infatti, a causa dei lavori, hanno rischiato la vita almeno una volta decidendo di concedersi una sosta presso<strong> l’autogrill Selva Candida.</strong> Per chi ignorasse la questione, l’autogrill Selva Candida, ubicato appunto nei pressi dell’uscita Boccea, si è trovato per molto tempo nel bel mezzo di un cantiere autostradale. La pericolosità della questione stava non tanto nel fatto che convinti di regalare il fucile ad acqua delle tartarughe Ninja al piccolino, nell’ultimo anno numerosi papà distratti hanno messo in mano a un undicenne il martello pneumatico di un asfaltatore brindisino, ma in un altro particolare ben più inquietante: una volta terminata la sosta in autogrill, immettersi nuovamente sul raccordo è stata per mesi un’impresa di fronte alla quale anche<strong> Jacques Cousteau </strong>si sarebbe tirato indietro. In pratica, in un punto del raccordo in cui la velocità media delle automobili è leggermente superiore a quella della luce e di poco inferiore a quella di parola di <strong>Enrico Mentana</strong>, spiccava la clamorosa assenza della canonica corsia laterale che aiuta l’automobilista ad immettersi gradualmente sulla carreggiata. Morale della favola: per un trancio di capricciosa da <strong>Spizzico</strong> si rischiava di vedersi tranciato di netto il cofano della propria vettura. Si racconta anche che molti automobilisti con famiglia al seguito, nel periodo di Ferragosto, attendessero pazientemente il passaggio di un tir targato Salerno per farsi travolgere e scroccare un passaggio fino alla costiera amalfitana. Sembra invece più attendibile la voce secondo la quale molti individui transitati presso l’area di servizio Selva Candida, per lo <em>stress da “immissione sul raccordo”</em>, abbiano sviluppato comportamenti criminali quali<strong> “il lancio della Rustichella dal cavalcavia”</strong> e terribili atti di sodomia perpetrati ai danni dei pupazzi parlanti e canterini piazzati all’ingresso dell’autogrill con una spiccata preferenza per i <strong>Babbi Natale su slitta e le mucche pezzate</strong>. <img src="http://www.reseauvoltaire.net/IMG/moton1048.jpg"align="right" border="1" />
Non so come stiano andando le cose nelle altre città d’Italia, ma bisogna ammettere che il comune di Roma si sta dando parecchio da fare per risolvere il problema del traffico. Vi faccio un esempio concreto: per mesi, forse un anno, i romani hanno sopportato pazientemente numerosi disagi sul grande raccordo anulare a causa di lavori di allargamento di corsia, in particolare nel tratto che va dall’uscita Boccea all’uscita Salario. Per mesi abbiamo sospirato rassegnati di fronte a cantieri, deviazioni, strade dissestate, segnaletica incomprensibile, svincoli aboliti dal giorno alla notte, curve a gomito che neanche il creatore di Daytona ha mai osato tanto, esodi e controesodi sfiancanti. Per non parlare poi degli autentici atti di eroismo di cui io e i miei concittadini ci siamo resi protagonisti : tutti romani infatti, a causa dei lavori, hanno rischiato la vita almeno una volta decidendo di concedersi una sosta presso l’autogrill Selva Candida. Per chi ignorasse la questione, l’autogrill Selva Candida, ubicato appunto nei pressi dell’uscita Boccea, si è trovato per molto tempo nel bel mezzo di un cantiere autostradale. La pericolosità della questione stava non tanto nel fatto che convinti di regalare il fucile ad acqua delle tartarughe Ninja al piccolino, nell’ultimo anno numerosi papà distratti hanno messo in mano a un undicenne il martello pneumatico di un asfaltatore brindisino, ma in un altro particolare ben più inquietante: una volta terminata la sosta in autogrill, immettersi nuovamente sul raccordo è stata per mesi un’impresa di fronte alla quale anche Jacques Cousteau si sarebbe tirato indietro. In pratica, in un punto del raccordo in cui la velocità media delle automobili è leggermente superiore a quella della luce e di poco inferiore a quella di parola di Enrico Mentana, spiccava la clamorosa assenza della canonica corsia laterale che aiuta l’automobilista ad immettersi gradualmente sulla carreggiata. Morale della favola: per un trancio di capricciosa da Spizzico si rischiava di vedersi tranciato di netto il cofano della propria vettura. Si racconta anche che molti automobilisti con famiglia al seguito, nel periodo di Ferragosto, attendessero pazientemente il passaggio di un tir targato Salerno per farsi travolgere e scroccare un passaggio fino alla costiera amalfitana. Sembra invece più attendibile la voce secondo la quale molti individui transitati presso l’area di servizio Selva Candida, per lo stress da “immissione sul raccordo”, abbiano sviluppato comportamenti criminali quali “il lancio della Rustichella dal cavalcavia” e terribili atti di sodomia perpetrati ai danni dei pupazzi parlanti e canterini piazzati all’ingresso dell’autogrill con una spiccata preferenza per i Babbi Natale su slitta e le mucche pezzate.

Pare che Veltroni custodisca un dossier molto scottante sui fatti appena descritti in un bunker sotterraneo del Campidoglio assieme agli appunti segretissimi del suo nuovo libro “Il cinema neo-realista, l’arte contemporanea, la musica jazz, la cura del bonsai e i miei amici Francesco Totti, Renzo Piano, Bob De Niro, Roberto Benigni, Clementina, la famiglia Alpi, le due Simone, le tre Carlucci e il Mago Zurlì”. Dicevo. Abbiamo atteso e pazientato. Abbiamo sbraitato, inveito, tamburellato le dita sul volante per un numero infinito di volte. Ma alla fine il risultato è lì, sotto i nostri occhi increduli: sottopassaggio, carreggiate più ampie, asfalto nuovo di zecca. Fin qui tutti contenti. Ora però il sindaco Walter Veltroni mi dovrebbe gentilmente spiegare se il nuovo punto Ikea aperto una settimana fa a Roma all’interno di un’area di 30 mila mq con annesso centro commerciale costruito ai margini del raccordo anulare e più precisamente all’altezza dell’uscita Salario, fa parte del suo geniale piano anti-traffico, perché se è così mi aspetto l’imminente apertura di un Eurodisney sul Lungotevere e la decisione di far dirigere il traffico a Piazza Venezia a Michael J. Fox e Mohammed Alì. Tremo anche io, all’idea.

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