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La ragazza alla pari

C’è una cosa che mi ronza nella testa da qualche giorno. Avete presente il caso esploso di recente che ha visto <strong>Jude Law </strong>costretto ad ammettere di aver tradito la fidanzata attrice <strong>Sienna Miller</strong> con la biondina-giovanissima-scipita babysitter dei suoi tre pargoli? Ecco, il fedifrago (o fediGRAFO, come detto da Ambra qualche mattina fa in televisione) ha certamente le sue colpe, per carità. <strong>Però nessuno mi leva dalla testa che certe rogne le donne se le cercano.</strong> Non per niente la sottoscritta riscontra alcune difficoltà nel trovare una babysitter con i requisiti che dice lei, ovvero <strong>“ultrasessantenne con alitosi affetta da sessuofobia acuta e sosia perfetta di Mami di “Via col vento”.</strong> E comunque, a dirla proprio tutta, anche se la trovassi così, un occhio glielo butterei lo stesso. Mica per una questione di lieve sfiducia nei confronti del genere maschile, per carità. E’ una questione di <strong>totale</strong> sfiducia nei confronti del genere maschile, che è tutta un’altra faccenda. Tutto questo preambolo per dire che provo un odio devastante nei confronti di<strong> “Ingrid la ragazza alla pari svedese”</strong>. Non me ne abbiano quelli della <strong>Rex </strong>e i pubblicitari che hanno ideato il delirante spot della lavastoviglie parlante, ma il caso Jude Law insegna.<img src="http://www.pubblicitaitalia.it/foto/ImgGrande/0_rex_9941.JPG" align="right" border="1" />
C’è una cosa che mi ronza nella testa da qualche giorno. Avete presente il caso esploso di recente che ha visto Jude Law costretto ad ammettere di aver tradito la fidanzata attrice Sienna Miller con la biondina-giovanissima-scipita babysitter dei suoi tre pargoli? Ecco, il fedifrago (o fediGRAFO, come detto da Ambra qualche mattina fa in televisione) ha certamente le sue colpe, per carità. Però nessuno mi leva dalla testa che certe rogne le donne se le cercano. Non per niente la sottoscritta riscontra alcune difficoltà nel trovare una babysitter con i requisiti che dice lei, ovvero “ultrasessantenne con alitosi affetta da sessuofobia acuta e sosia perfetta di Mami di “Via col vento”. E comunque, a dirla proprio tutta, anche se la trovassi così, un occhio glielo butterei lo stesso. Mica per una questione di lieve sfiducia nei confronti del genere maschile, per carità. E’ una questione di totale sfiducia nei confronti del genere maschile, che è tutta un’altra faccenda. Tutto questo preambolo per dire che provo un odio devastante nei confronti di “Ingrid la ragazza alla pari svedese”. Non me ne abbiano quelli della Rex e i pubblicitari che hanno ideato il delirante spot della lavastoviglie parlante, ma il caso Jude Law insegna.

L’unica rintronata a non aver ancora capito come va il mondo è la tontolona dello spot, quella che con voce pimpante ci dice appunto: “Lei è Ingrid, la nostra ragazza alla pari svedese!!!”. Dice proprio “nostra”, per cui si deduce che abbia un marito e presumibilmente dei figli. Segue fotogramma che ci mostra Ingrid. Dunque mia cara tontolona. Io capisco che quello di mettersi una ragazza alla pari in casa vuole essere un gesto generoso e comprendo anche che uno non possa fare una pre-selezione fotografica. Però, imbecillona, una qualsiasi donna dotata di buon senso, solo nel sentire pronunciare le parole “Svezia, svedese, nordica & co”, avrebbe respinto la candidatura della tipa con tanto di disposizione della questura di Roma che obblighi la tizia a mantenere una distanza di sicurezza da casa sua di almeno cinquecento metri. E comunque, nel caso non trovassi l’argomento convincente, ti ricordo che tra le svedesi più brutte che mi vengono in mente ci sono Victoria Silvstedt, Anita Ekberg e Ingrid Bergman. Seconda cosa: a casa mia “alla pari” vuol dire che ce la giochiamo alla pari. Se io sono 1,68 e peso 60 chili e Ingrid è alta quanto l’obelisco dell’Eur e pesa quanto un baffo di criceto, che cacchio di gioco alla pari è? Terza questione: una può anche sbagliare nella vita. Commettere un’ingenuità. Ma quando Ingrid scende dall’aereo e tu ti vedi questa stragnocca bionda correre incontro a te e, soprattutto, a tuo marito, l’unica cosa sensata da fare è più o meno quello che fanno gli svedesi con i mobili Ikea: smontarla, imballarla e stiparla nella stiva di un cargo diretto nella Renania del sud e colpire forte la testa di tuo marito con il cric dell’automobile in modo che rimuova dalla memoria tutte le informazioni (soprattutto le immagini ) incamerate nelle ultime 24 ore. Ogni tanto si sveglierà nel cuore della notte affermando di aver sognato un angelo biondo scendere ondeggiando dalla scaletta di un aereo, ma tu liquiderai la faccenda dicendo che tutto quel sudoku prima di andare a dormire gli sta bruciando il cervello. Chiaro? Quarta cosa: a me già una che si chiama Ingrid mi puzza. La ragazza alla pari si deve chiamare Uga, Genoveffa, Osvalda, Catena, Crocifissa o, al massimo, Giuseppina. Quinto: bambaciona che non sei altro, anche ammesso che tu abbia deciso di metterti in casa la ragazzona alla pari, la fai girare per il tinello col golfino blu taglia xs con l’ombelico all’aria? La svedese, a casa mia, gira con la parannanza ed una divisa a scelta tra le seguenti opzioni: a) un kaftano di Platinette b) la divisa da granatiere piemontese c) la tuta arancione del pronto intervento Anas. Sesta ed ultima osservazione: e tu, imbecillona, dopo esserti messa in casa una stragnocca svedese bionda-occhi-azzuri-ombelico all’aria, quale compito le assegni? Non le fai tagliare l’erba in giardino, no. O sbucciare le patate nello sgabuzzino, non sia mai. O rammendare i calzini di tuo figlio, per amor del cielo. La fai chinare a 90 gradi per caricare la lavastoviglie parlante Rex. Quando lo dico io che certe se le cercano. Programma terminato.

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