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Il nuovo Santoro

Qualora vi fosse sfuggita vi segnalo quella che se esistesse un concorso apposito si meriterebbe senz’altro il titolo de “L’intervista dell’anno”. Sto parlando dell’intervista rilasciata a Carola Uber sull’ultimo numero di “Chi” da Daniele Interrante. Il tizio, conosciuto dal pubblico perchè l’amico del cuore Costantino se l’è sempre portato dietro in qualsiasi occasione mediatica come è in uso fare col Tampax d’emergenza, è in preda a tali deliri di onnipotenza e onniscienza che al suo confronto la Bellucci è il mio fruttarolo di fiducia. Se non ci credete vi basti sapere che nell’intervista: a) chiama Costanzo “papà“. b) annuncia la sua intenzioni di entrare in politica. c) si dichiara grande estimatore di Berlusconi che definisce “un grandissimo”. d) dice che prima che lo insinuassero i giornali lui già aveva capito che dietro a Ricucci si nasconde un pesce più grosso. e) ci illustra la sua illuminante teoria sull’utilità della scalata di banche estere. f) dice che ha i numeri per vincere “L’isola dei famosi” (il numero di cellulare di Mora ce l’ha, in effetti) g) dice,ironicamente, che quando legge Aldo Grasso si fa due risate. h) ci tiene a sottolineare la sua passione per Michele Serra (che alla notizia sarà caduto dal’amaca). Ma soprattutto, dichiara preoccupatissimo: “Se le dico gli altri giornalisti che mi piacciono mi vado a schierare e non voglio. Non viviamo in un regime di libertà di opinione. Non vorrei essere un nuovo caso di censura come Biagi, Luttazzi, Santoro.” Non resta di augurarci che sull’isola di Samanà, lo scoglio sul quale Interrante siederà al tramonto per meditare sul rapporto deficit/pil, i parametri di Maastricht e la pedicure di Lele Mora, decida di rivelare improvvisamente le sue origini vulcaniche e sprofondi per sempre nel blu trascinandosi dietro l’invasato. L’economia del paese ne sentirà la mancanza, è vero, ma ci rimane sempre Costantino. Lui del resto sulla scalata di Ricucci ha già espresso la sua opinione: “Che ne penso della scalata di Ricucci alla Rcs? ‘Sto monte Errecciesse non lo conosco ma io ho scalato il K2 in perizoma fucsia, a mani nude e col solo ausilio di un rosario di Paciotti lungo 60 metri.” (l’ultima battuta è fantasia, il resto no, purtroppo)

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