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Rockpolitik

La giornata di oggi è cominciata male, lo premetto subito: alle dieci del mattino ero già imbottigliata sul raccordo anulare presso il tratto Salario con Daria Bignardi in sottofondo su Radio Deejay che leggeva “Caligola” di Camus facendo le voci di tutti e tre i senatori, per cui non voglio attribuire tutte le colpe dei miei malumori a Celentano. Però ecco, il programma di Celentano ci ha messo del suo.

Per l’esordio di “Rockpolitik”, il molleggiato s’è presentato vestito come Jack Nicholson alla guida del camper in “A proposito di Schmidt” sebbene la sua costumista sostenga di essersi ispirata, nel vestirlo, al look di un personaggio dall’eleganza classica e intramontabile: il molestatore d’autobus sotto ferragosto. Non sono mancati gli ingredienti classici di tutti i programmi di Celentano: la scenografia grigio topo, le coriste sgarrupate, le ballerine totalmente inutilizzate e il pubblico fomentato che secondo voci attendibili sarebbe quello di “Ok il prezzo è giusto” rimesso in piedi per l’occasione . Per intenderci, dagli applausi da stadio ad ogni minimo accenno a Berlusconi, sembrava che per assistere alla trasmissione si fossero organizzati tre pullman di cassintegrati venuti appositamente da Termini Imerese. Ed infatti, quando la telecamera s’è soffermata su due volti tra il pubblico, i telespettatori hanno immediatamente riconosciuto i due noti sindacalisti Giorgio e Roberta Armani. Però erano seduti in seconda fila, come a voler dire: qui non ci sono privilegi. La serata, per chi se la fosse persa, è stato un continuo omaggio a Fabrizio Del Noce: perfino la sua sua foto mostrata in trasmissione in cui pareva il visagista di Jennifer Lopez era un chiaro tributo al direttore di Rai Uno. Ad ogni modo, il portavoce di Fabrizio Del Noce, Francesca Chillemi, ha fatto sapere che sulle battute su Berlusconi ci passa pure sopra, ma se solo s’azzardano a fare dell’ ironia sui riccioli di Giletti si autosospende. Dopo neanche venti minuti dall’inizio della trasmissione Celentano ha già cantato due pezzi originali e provocatori che avranno fatto irritare non poco le grandi lobby della discografia internazionale: “Be bop a lula” e “Azzurro”. Più tardi, non più in fascia protetta, Celentano intonerà perfino “Ventiquattromila baci”. Per la prossima puntata pare che Celentano stia studiando un inedito duetto: canterà “Le tagliatelle di nonna Pina” in coppia con Paolo Meneguzzi ma l’ultima parola spetta comunque al curatore musicale della trasmissione Deejay Francesco. Immancabile la presenza dello straniero jolly Gerard Depardieu. Nonostante la sua ex Carol Bouquet in una recente intervista abbia dichiarato che all’attore francese l’Italia fa abbastanza schifo, Gerard parte regolarmente da Parigi per raccontare barzellette sui carabinieri in coppia con Panariello o, come stasera, per regalarci perle di saggezza quali: “Non si scopa più!”. Consiglio spassionato agli autori di reality: non ingaggiate Depardieu perché è evidente che dopo dieci minuti avrebbe già “male al ginocchio”. Luisa Ranieri, tocca ammetterlo, è una bella donna.

La sua bellezza consiste in uno strano mix: la faccia ricorda quella di Tosca D’Aquino, il decolté quello della Bellucci, i polpacci quelli di Sebino Nela. E’ la primadonna della trasmissione nel senso che è la prima e unica donna a proferire parola dopo due ore dall’inizio della trasmissione. (per la verità in scaletta doveva essere la seconda ma Del Noce ha preferito non intervenire). Non mancano i momenti di imbarazzo. Tutta la puntata è un grido contro bavagli, sopraffazioni e dittature. E proprio mentre Celentano è alle prese con uno dei suoi sermoni sul popolo oppresso , si gira verso il suo galoppino e mezzo stizzito fa: “Porta un po’ d’acqua qui!”. Kunta Kinte obbedisce solerte. Poco prima, con un suggestivo gioco di luci, il padrone di casa mostra tre banchi vuoti che stanno lì a sottolineare l’assenza di Biagi, Luttazzi e Grillo. Ne mancava uno: il suo delle elementari che deve essere stato ben più vuoto di quello dei tre epurati. Memorabili alcune sue frasi di stasera: “Il seme della cultura non sta nei libri di scuola. La cultura sta nel modo di cui si mette un mattone.”. Poi, rivolto al pubblico: “Immobiliaristi come si scrive? Con la g?” e infine: “A parte i scherzi!”. Quando poi aggiunge con enfasi: “In questo paese hanno tutti paura delle parole” tutto il pubblico annuisce pensando terrorizzato alle sue.

L’arrivo di Santoro in studio merita un capitolo a parte. Intanto vabbè, saranno state le luci ma sullo zigomo pareva che avesse messo il fard iridescente di Paris Hilton. Il fatto più stupefacente però, è che l’uomo che ha sfanculato tutti, da Saccà a Berlusconi , era palesemente intimorito da Celentano e, fatto ancora più preoccupante, dopo anni che non gli fanno spiccicare parola in Rai, finalmente con un microfono in mano cosa fa? Chiede di parlare alle figlie per ricordare loro che “è sempre stato una persona onesta” roba che manco Maria Teresa Ruta dopo un mese sull’isola. Prima che raccomandi a sua moglie di scolare i paccheri un minuto prima altrimenti si fanno molli, Celentano gli toglie la parola per dire : “Sappi che da quel giorno che sei scomparso io t’ho seguito.” Visto che brancolano nel buio, suggerisco agli investigatori di mettere Celentano sulle tracce di Denise Pipitone. Non si sa mai. Ad ogni modo, state tranquilli. Non è un Santoro domato quello che s’è visto stasera. Appena Celentano gli ha restituito il microfono, subito prima di congedarsi, ha pronunciato parole scomode che hanno fatto tremare i vertici Rai e rischiano seriamente di far cadere il governo: “Viva la fratellanza l’uguaglianza la cultura e la libertà.”. Per il resto, che volete che vi dica: io il Celentano de “i ghiacciai si sciolgono, i bambini sono creature innocenti, la guerra è brutta” non lo reggo. Però il sermone sulle case popolari e case culturali l’ho trovato sacrosanto. D’accordo. Era un pippone. Ma bello.

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