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Meglio Satana

Venerdì ero decisa a passare una serata tranquilla e rilassante, per cui dopo aver vagliato una serie di ipotesi tra le quali fare la maglia, costruire un galeone con gli stuzzicadenti e sfidare a shangai mia suocera, ho optato per il cinema romantico: sono andata a vedere “L’esorcismo di Emily Rose”. E’ la storia di tale Emily, una tranquilla ragazza di provincia la cui vita viene improvvisamente sconvolta da un terrificante fenomeno di possessione e da un tentativo di esorcismo che la porterà alla morte. Insomma, una storia di fede, dell’eterna lotta tra il bene e il male, tra Dio e Lucifero. Vi do una notizia in anteprima: pare che sia già pronto il sequel di “L’esorcismo di Emily” e si intitolerà “L’esorcismo di Emilio”. Sarà sempre una storia di Fede, ma questa volta vedrà protagonista un uomo come tanti che d’un tratto viene posseduto dallo spirito del premier. Scioccante la scena in cui il demone di Fassino gli si para davanti e il pover’uomo afferma atterrito e perplesso: “Hanno rubato di nuovo L’urlo di Munch?”. Signori, non so se l’avete capito, ma qui si fa gli spiritosi e si butta giù una recensione all’unico scopo di “esorcizzare” la smaltita. Sì perché è inutile girarci intorno o fare i razionali della situazione: per riassumere il concetto con un’espressione delicata e intrisa di soffuso lirismo “il film fa letteralmente cagare sotto dalla paura”. La riprova sta nel fatto che in sala c’era una massiccia presenza del peggior incubo di ogni cinefilo, ovvero “la comitiva di adolescenti cazzaroni con tanto di capobranco brufoloso e spiritoso a tutti i costi”, ma dopo trenta secondi netti dall’inizio del film i cazzaroni si erano trasformati in composti discepoli di Buddha durante la cerimonia del tè. Vado ad analizzare le scene topiche del film. (quelle che ho visto perché per metà film circa ho fissato la targhetta fila-sette posto-quindici fischiettando rumorosamente). I genitori di Emily chiamano il parroco perché sono un tantino preoccupati per una delle tre giovani figlie. Il prete sale al piano superiore dove si trovano le camere e inizia l’esorcismo su quella minore che trova in uno stato confusionale: fissa inebetita e con la pupilla dilatata “Amici” di Maria De Filippi. La ragazzina comincia ad insultare l’uomo di chiesa con una serie di immonde frasi quali: “Che Kledy possa traghettarti all’inferno in fuseaux!” “Che tu possa essere stuprato da Fioretta Mari mentre Leonardo Fumarola ti tiene per le braccia!”. A quel punto il padre fa notare al sacerdote che sta effettuando l’esorcismo sulla figlia sbagliata. Quella posseduta è un’altra. Il prete replica che quella che cammina sulle pareti come un geco, effettua la rotazione completa della testa e vomita locuste è un caso più semplice. Dopo una serie di disguidi ed equivoci il prete pratica l’esorcismo anche sulla maggiore ma fallisce miseramente. Spenderei due parole per questo povero parroco perchè, diciamoci la verità, a quest’uomo gli ha detto proprio male: solitamente la mansione più impegnativa per un parroco di provincia è organizzare la tombola natalizia e questo s’è ritrovato tra le mani una diciannovenne posseduta non da uno ma da sei demoni incazzati neri. A questo punto della storia il film si sposta in un’ aula di tribunale in cui si scontrano le tesi, atee, dell’accusa e quelle teologiche della difesa. In pratica, secondo l’accusa, Emily soffriva di disturbi neurologici e necessitava dunque di cure mediche, non di esorcismi, per cui il parroco è responsabile della morte della ragazza. Secondo la difesa invece, Emily era posseduta da forze oscure e i farmaci non solo erano stati inutili ma addirittura dannosi perché le avevano “addormentato il cervello” e impedito dunque quello shock psicologico che è l’ingrediente fondamentale di un buon esorcismo. Per questa ragione il sacerdote è innocente e comunque, come fa notare la difesa, se proprio dobbiamo parlare di preti dalla condotta discutibile, Don Mazzi quest’anno è andato al compleanno di Lele Mora per cui a quel punto diamogli la sedia elettrica. Ora, sarò sincera. Siccome io avevo una gran voglia di liquidare il film con un tranquillizzante “tutte stronzate!” (se non altro per dormire la notte), avevo realmente, sinceramente voglia di lasciarmi convincere dalle tesi atee. Credetemi, ero proprio ben disposta. Il problema è che le tesi dell’accusa erano convincenti quanto Bettarini in veste di conduttore. Ecco, tanto per farvi un esempio, la spiegazione razionale che dà l’avvocato dei suoni sinistri usciti dalla bocca di Emily durante l’esorcismo: “Emily posseduta? Ah ah ah. Sciocchezze da idioti superstiziosi! Emily riesce a parlare contemporaneamente con due voci diverse perché utilizza la nota e diffusissima tecnica dei monaci tibetani che, come insegnano ai corsi Radio Elettra, consiste nell’attivare le false corde vocali situate al di sopra di quelle vere.” Sono certa che anche voi l’avrete adottata spesso per cantare “Felicità” sotto la doccia riproducendo contemporaneamente le voci di Albano e Romina. Ecco invece la spiegazione razionale (sempre ad opera di quella volpe dell’avvocato) dell’improvvisa e sorprendente metamorfosi di Emily, durante gli esorcismi, da burina ragazzotta di campagna a illustre e raffinata poliglotta: “Emily riesce a sfanculare prete, genitori e sorelle in cinque lingue diverse compreso l’aramaico, la lingua dei Maori e il sardo della Canails, per il semplice fatto che ha frequentato alcuni corsi facoltativi a catechismo.” Ora, io a catechismo non sono andata più in là del “Padre nostro” a memoria per giunta con seri tentennamenti all’altezza di “venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà” e questa tizia dice “figlio di puttana” in aramaico? Ma passiamo ora a descrivere l’avvocatessa incaricata di difendere il sacerdote perché è un tipo alquanto bizzarro.

Intanto vabbè, l’attrice, Laura Linney, è la stessa che interpretò il ruolo di “sceriffa” nell’inquietante film “The Mothman Prophecies” con Richard Gere, per cui direi che vista la predilezione della tizia per ruoli in cui la paura la fa da padrona le suggerirei di fare domanda per diventare la truccatrice personale di Anna La Rosa. Il suo ruolo, va detto, è scritto mirabilmente e con un approfondimento psicologico del personaggio che non si vedeva dai tempi di Mirko in “Kiss me Licia”. Se stentate a credermi, eccovi la descrizione di una sua reazione-tipo nel film: il prete la invita a stare attenta perché se decide di impelagarsi con ‘sto processo, le forze oscure se la prenderanno anche con lei. Lei ribatte che sì, una ragazza è morta in seguito a strani fenomeni quali psicocinesi, levitazione e fiamme alte tre metri dalle orecchie, ma se proprio vogliamo parlare di fenomeni inspiegabilii, a casa sua il segnale di Sky va e viene da mesi, per cui di stranezze ne capitano tutti i giorni. L’avvocatessa, che ovviamente vive da sola, gira quindi i tacchi, va a casa e si mette tranquillamente a dormire. Alle tre di notte il piccolo registratore contenente il nastro con inciso l’esorcismo ad Emily si accende. Da solo. Ora , voi cosa credete che faccia la nostra avvocatessa? Si lancia dalla finestra col pigiama di Intimissimi e piomba su una Lupo parcheggiata lì sotto? Lancia un urlo che si risveglia pure Yeats nel piccolo cimitero irlandese di Drumcliffe? Si fissa lo chignon col crocifisso? Alza il telefono e chiama la madre, la polizia o il vicino di casa? No, niente di tutto questo. Lei guarda il cordless con l’aria serafica di chi pensa “Quasi quasi visto che ormai sono sveglia chiamo il 4856 e mi scarico la suoneria di “Un medico in famiglia” e le foto più belle di Annuccia.”, poi spegne il registratore e si rimette a dormire. Senza neanche accendere la luce. Una reazione classica, prevedibile, di quelle che avremmo un po’ tutti, suvvia. Nel film accade poi un fatto inspiegabile: l’avvocatessa, a casa sua, di notte, è biondo platino. Di giorno, in aula, è castana con le meches. Due le possibili spiegazioni: a) all’inizio il film non prevedeva che i demoni le andassero a fare delle visitine a casa. Una volta montato il film, dunque mesi dopo, il regista ha pensato che una spruzzatina qua e là di manifestazioni demoniache in più avrebbero aggiunto suspence, per cui ha chiesto alla nostra attrice di girare delle scene supplementari. La nostra attrice era reduce da due mesi di mare a Gabicce ma il parrucchiere non c’ha fatto caso. b) è già tanto che fosse solo biondo platino. Se il diavolo viene a far visita a me di notte prendo il colore di Enzo Paolo Turchi dopo uno shampoo con LegnoVivo. Come avrete capito dal riassunto della trama, la vita di Emily non è esattamente quella di Julia Roberts. Le dice parecchia sfiga, è innegabile.

Però signore mie, ha un fidanzato, Jason, di quelli che noi tutte ce li sogniamo la notte. Se mio marito mi vede sciupata o leggermente di malumore s’attacca alla Playstation e la frase più appassionata che mi rivolge è : “Io ‘sta moquette la leverei che non è manco igienica”. Jason, nonostante lei, da dolce ed esile ragazzetta qual era, assuma a rotazione le sembianze di un ippogrifo, di un ippogrifo con la voce di Raffaello Tonon, di un ippogrifo con la faccia di Anselma Dell’Olio incazzata e con le stimmate, rimane con lei fino alla fine. Mi sa che una fa prima a imbattersi in Satana che in un uomo così. Un’ultima considerazione. Il regista è assolutamente sicuro che siccome il film convince che il diavolo esiste, uno finirà per non dormirci la notte. In realtà uno non dorme la notte perché si convince che la Madonna esiste ed ha modi e sembianze della Madonna che appare alla povera Emily. Dopo mesi di possessione infatti, alla sfortunata ragazza si para davanti la Madonna in persona, la quale, arrivando nella fascia preserale, è lì in versione “Affari tuoi” con due pacchi, ovvero con un’allettante alternativa per Emily: “Vuoi raggiungermi in Paradiso o preferisci continuare la sofferenza fino alla fine cosicché la gente sappia che se esiste il suo contrario è vero che Dio esiste?” In pratica la proposta è di quelle irresistibili: voi morì subito o voi morì tra dopo atroci sofferenze? Emily opta per le atroci sofferenze a seguito delle quali arriverà, finalmente, la morte. Del resto c’è da capirla: se quella è la misericordia della Madonna, una preferisce andare a prendersi una granita con Satana. p.s. Mentre scrivevo questo pezzo è andata via la luce. Inutile dirvi che ho ripescato in un vecchio cassetto la Madonnina in plastica con l’acqua di Lourdes regalo della zia suora e il rosario luminescente. Amen.

Rockpolitik

La giornata di oggi è cominciata male, lo premetto subito: alle dieci del mattino ero già imbottigliata sul raccordo anulare presso il tratto Salario con Daria Bignardi in sottofondo su Radio Deejay che leggeva “Caligola” di Camus facendo le voci di tutti e tre i senatori, per cui non voglio attribuire tutte le colpe dei miei malumori a Celentano. Però ecco, il programma di Celentano ci ha messo del suo.

Per l’esordio di “Rockpolitik”, il molleggiato s’è presentato vestito come Jack Nicholson alla guida del camper in “A proposito di Schmidt” sebbene la sua costumista sostenga di essersi ispirata, nel vestirlo, al look di un personaggio dall’eleganza classica e intramontabile: il molestatore d’autobus sotto ferragosto. Non sono mancati gli ingredienti classici di tutti i programmi di Celentano: la scenografia grigio topo, le coriste sgarrupate, le ballerine totalmente inutilizzate e il pubblico fomentato che secondo voci attendibili sarebbe quello di “Ok il prezzo è giusto” rimesso in piedi per l’occasione . Per intenderci, dagli applausi da stadio ad ogni minimo accenno a Berlusconi, sembrava che per assistere alla trasmissione si fossero organizzati tre pullman di cassintegrati venuti appositamente da Termini Imerese. Ed infatti, quando la telecamera s’è soffermata su due volti tra il pubblico, i telespettatori hanno immediatamente riconosciuto i due noti sindacalisti Giorgio e Roberta Armani. Però erano seduti in seconda fila, come a voler dire: qui non ci sono privilegi. La serata, per chi se la fosse persa, è stato un continuo omaggio a Fabrizio Del Noce: perfino la sua sua foto mostrata in trasmissione in cui pareva il visagista di Jennifer Lopez era un chiaro tributo al direttore di Rai Uno. Ad ogni modo, il portavoce di Fabrizio Del Noce, Francesca Chillemi, ha fatto sapere che sulle battute su Berlusconi ci passa pure sopra, ma se solo s’azzardano a fare dell’ ironia sui riccioli di Giletti si autosospende. Dopo neanche venti minuti dall’inizio della trasmissione Celentano ha già cantato due pezzi originali e provocatori che avranno fatto irritare non poco le grandi lobby della discografia internazionale: “Be bop a lula” e “Azzurro”. Più tardi, non più in fascia protetta, Celentano intonerà perfino “Ventiquattromila baci”. Per la prossima puntata pare che Celentano stia studiando un inedito duetto: canterà “Le tagliatelle di nonna Pina” in coppia con Paolo Meneguzzi ma l’ultima parola spetta comunque al curatore musicale della trasmissione Deejay Francesco. Immancabile la presenza dello straniero jolly Gerard Depardieu. Nonostante la sua ex Carol Bouquet in una recente intervista abbia dichiarato che all’attore francese l’Italia fa abbastanza schifo, Gerard parte regolarmente da Parigi per raccontare barzellette sui carabinieri in coppia con Panariello o, come stasera, per regalarci perle di saggezza quali: “Non si scopa più!”. Consiglio spassionato agli autori di reality: non ingaggiate Depardieu perché è evidente che dopo dieci minuti avrebbe già “male al ginocchio”. Luisa Ranieri, tocca ammetterlo, è una bella donna.

La sua bellezza consiste in uno strano mix: la faccia ricorda quella di Tosca D’Aquino, il decolté quello della Bellucci, i polpacci quelli di Sebino Nela. E’ la primadonna della trasmissione nel senso che è la prima e unica donna a proferire parola dopo due ore dall’inizio della trasmissione. (per la verità in scaletta doveva essere la seconda ma Del Noce ha preferito non intervenire). Non mancano i momenti di imbarazzo. Tutta la puntata è un grido contro bavagli, sopraffazioni e dittature. E proprio mentre Celentano è alle prese con uno dei suoi sermoni sul popolo oppresso , si gira verso il suo galoppino e mezzo stizzito fa: “Porta un po’ d’acqua qui!”. Kunta Kinte obbedisce solerte. Poco prima, con un suggestivo gioco di luci, il padrone di casa mostra tre banchi vuoti che stanno lì a sottolineare l’assenza di Biagi, Luttazzi e Grillo. Ne mancava uno: il suo delle elementari che deve essere stato ben più vuoto di quello dei tre epurati. Memorabili alcune sue frasi di stasera: “Il seme della cultura non sta nei libri di scuola. La cultura sta nel modo di cui si mette un mattone.”. Poi, rivolto al pubblico: “Immobiliaristi come si scrive? Con la g?” e infine: “A parte i scherzi!”. Quando poi aggiunge con enfasi: “In questo paese hanno tutti paura delle parole” tutto il pubblico annuisce pensando terrorizzato alle sue.

L’arrivo di Santoro in studio merita un capitolo a parte. Intanto vabbè, saranno state le luci ma sullo zigomo pareva che avesse messo il fard iridescente di Paris Hilton. Il fatto più stupefacente però, è che l’uomo che ha sfanculato tutti, da Saccà a Berlusconi , era palesemente intimorito da Celentano e, fatto ancora più preoccupante, dopo anni che non gli fanno spiccicare parola in Rai, finalmente con un microfono in mano cosa fa? Chiede di parlare alle figlie per ricordare loro che “è sempre stato una persona onesta” roba che manco Maria Teresa Ruta dopo un mese sull’isola. Prima che raccomandi a sua moglie di scolare i paccheri un minuto prima altrimenti si fanno molli, Celentano gli toglie la parola per dire : “Sappi che da quel giorno che sei scomparso io t’ho seguito.” Visto che brancolano nel buio, suggerisco agli investigatori di mettere Celentano sulle tracce di Denise Pipitone. Non si sa mai. Ad ogni modo, state tranquilli. Non è un Santoro domato quello che s’è visto stasera. Appena Celentano gli ha restituito il microfono, subito prima di congedarsi, ha pronunciato parole scomode che hanno fatto tremare i vertici Rai e rischiano seriamente di far cadere il governo: “Viva la fratellanza l’uguaglianza la cultura e la libertà.”. Per il resto, che volete che vi dica: io il Celentano de “i ghiacciai si sciolgono, i bambini sono creature innocenti, la guerra è brutta” non lo reggo. Però il sermone sulle case popolari e case culturali l’ho trovato sacrosanto. D’accordo. Era un pippone. Ma bello.

Troppo brutti

Costantino Vitagliano sta per sbarcare sull’Isola dei famosi. (qui il triste annuncio) Non s’è ben capito se sostituisce Sandy Marton o se lui e Interrante si sono classificati secondi al concorso “operazione luna di miele” e vanno quindi a far compagnia alla coppietta di coniugi sbandieratori nella casetta di Cogne. Ad ogni modo, appare ormai evidente che il vincitore assoluto dell’isola dei famosi 3 è Lele Mora. Trishtezza con la sh di trishtezza.

L’isola dei famosi 3 (quinta puntata)

Prima di procedere con la cronaca della serata, devo segnalarvi un fatto di notevole importanza e di pubblico interesse: a pagina 33 dell’ultimo numero di “Chi”, Enzo Paolo Turchi, posando di fronte ad un centro diagnostico con la sua Carmen, mostra compiaciuto il certificato medico rilasciatogli dal dottor Frontini con la seguente diagnosi: “Si certifica che il Signor Enzo Paolo Turchi è affetto da emorragia dei plessi emorroidali ingravescente da circa dieci giorni e al momento profusa e quasi continua. I plessi emorroidali appaiono prolassati e in parte trombizzati.” Ora io non voglio dire nulla, ma se l’astrologo dell’isola anziché leggere le stelle e dire boiate tipo “Oggi c’è Giove nel Toro, quindi Caputi non mangi molluschi”, si mettesse a leggere le iniziali, avrebbe scoperto che in quelle del nostro eroe mesciato, EPT, c’era appunto già scritto il suo destino: Emorroidi Prolassate e Trombizzate. Mi raccomando, non dimenticate di comprare “Chi” e ritagliate la pagina col referto. Sono quelle cose da conservare gelosamente e mostrare un giorno ai nipoti. Ad ogni modo, le voci che vogliono Enzo Paolo un bambino indifeso nelle mani di una moglie-mamma dominatrice e arcigna, sono del tutto infondate. Rimane solo da capire il perché, come si evince dall’intestazione del certificato, Carmen l’ha portato da uno specialista in pediatria, ma sono dettagli. Passiamo ai fatti salienti della serata. Sappiate che l’uscita di Manuel Casella l’ho presa con filosofia. Messaggio per le donne: domattina invitate i vostri ormoni a rispettare il minuto di silenzio alle otto e trenta subito prima dell’apertura degli uffici. Non so voi, ma io ho gli ormoni con la veletta nera. Dunque, la serata di ieri, nonostante la confusione generale e i colpi di scena, ci ha regalato una piccola ma significativa certezza: Moira Orfei s’è rincoglionita del tutto.

Albano s’è auto-eliminato dal gioco e potrà finalmente tornare ad abbracciare i suoi due piccoli amatissimi innocenti pargoletti di cui non ha notizie da settimane: la coppia di vitigni piantati in uno dei suoi terreni poco prima di partire. Vista la grande simpatia suscitata nei telespettatori, pare che Albano, al suo ritorno a casa, non troverà più non solo la Lecciso e figli, ma neppure il sindaco di Cellino, i cellinesi e la stessa Cellino che al momento, pur di non risultare paese natale del leone delle Puglie, s’è autoproclamata provincia d’Ancona. Albano ha dichiarato di essere costretto a tornare in Italia per risolvere i suoi problemi e perché “a giorni ci sarà il compleanno del piccolo Albano!”. Visto il suo smisurato amore per i figli è probabile che Albano junior sia nato a marzo ma magari lui è uno che ci impiega un po’ ad incartare il regalo. Commoventi e sagge le parole della Ventura: “Non guerreggiate più in pubblico! Fatelo per i figli!”. (alla pagina 778 del televideo è disponibile il sottotesto della saggia frase, ovvero: mo’ che esci vedi di non andare a fare casino in altre trasmissioni concorrenti che poi i figli te li sequestro io). I coniugi che hanno vinto il concorso “luna di miele”, la coppia più triste d’Italia dopo Osvaldo e Orietta Berti, hanno avuto una brutta sorpresa: soggiorneranno per un mese circa in una casetta sulla spiaggia che è l’esatta riproduzione della villetta di Cogne. L’accesa ed elevata discussione tra Giada De Blanck e Elena Santarelli ha ricordato, per un attimo, le discussioni tra Gianni Vattimo e Franco Piperno sui rapporti tra Oriente e Occidente benchè le posizioni della Santarelli, come senz’altro avrete notato, siano decisamente più epistemologiche. Vi do una notizia in anteprima: per la David, subito dopo l’Isola, si spalancheranno le porte del cinema internazionale: sarà il nuovo Gollum nel quarto episodio de “Il Signore degli anelli”. Le capacità interpretative, del resto, ce l’ha: piangeva a dirotto perché le mancava il figlio subito prima dell’rvm sul figlio che gli autori, ma tu guarda il caso, le avevano preparato. L’abbandono di Sandy ha addolorato la Ventura quanto l’addolorerebbe sapere che la Perego s’è rotta un femore. La Ventura comunque, tanto per non smentirsi, ha annunciato l’arrivo del cantante con le seguenti parole: “ Ha molto lottato ma alla fine s’è ritirato lanciando la spugna!” Nessuno ha ben capito i veri motivi dell’abbandono di Sandy, ma se anziché gettarla l’ha lanciata, Sandy doveva essere veramente incazzato. Durante la conversazione Sandy ha poi chiesto alla Ventura: “Cosa vuol dire somatizzare?” e lei, con la sua proverbiale chiarezza: “Che le tensioni le somatizzi sui reni.” Il bello è che dopo un minuto è ritornata sull’argomento per il timore di non essere stata abbastanza chiara e ha aggiunto: “Sandy, somatizzare vuol dire che uno fa finta di niente ma sta male ugualmente.” Praticamente Sandy tornerà in Spagna convinto che somatizzare voglia dire avere dei problemi dove li ha avuti Enzo Paolo. Il nuovo arrivato, Idris, continua a parlare con la conduttrice di Ramadan ignorando il fatto che lei è convinta che parli del nuovo album del cantante algerino Khaled. Comunque Idris e l’altro uomo rimasto, ovvero l’ultimo paninaro milanese ad essere sopravvissuto all’estinzione Daniele Interrante, a vederli discutere sembrano il commendator Zampetti e il cameriere di colore Azìz de “i Ragazzi della terza c”. Tra l’altro Interrante si ostina a parlare di sè in terza persona come Costantino e Maradona e ieri sera ci ha tenuto a sottolineare che “lui, poverino, deve dimostrare da quando ha sedici anni (?), mica come gli altri che si divertono e hanno la fidanzata!”. Ora, non ha chiarito cosa debba dimostrare ma io tenderei a tranquillizzarlo: ha dimostrato di essere un pirla arrogante presuntuoso doppiogiochista, tanto per cominciare. Maria Giovanna Elmi s’è detta infastidita per le frequenti bestemmie di Interrante e la sua frase s’è leggermente sovrapposta ad un “Oddio” di Simona Ventura che in quel momento è ahimè sembrato tutt’altro, ma pare che anche Il Tizio lassù sia nella scuderia di Lele Mora, per cui la situazione verrà ricucita al più presto. La Santarelli, ha detto, è dovuta andare su un’isola lontana migliaia di chilometri per capire che troppe volte ha trattato male la mamma al telefono. Vi informo che mia madre m’ha già prenotato un biglietto per l’isola di Pasqua. Insomma regà, visto il resto della ciurma, è chiaro che ha già vinto la Del Santo. La donna sempre di tre quarti ha già quattro quarti di vittoria in tasca. E se si ritira pure lei, che volete che vi dica: vince Caputi.

Cioè, gli hanno dato di più?

Ricevo e pubblico: Invio in allegato la smentita relativa all’articolo uscito questa mattina, martedì 18 ottobre 2005 sul quotidiano Libero in riferimento al Suo blog www.selvaggialucarelli.it, che ha messo on line la conversazione tra Lei e la Signora Lecciso. Chiedo cortesemente la pubblicazione. Un caro saluto Elisabetta Soldati L’allegato: Rispetto alla notizia riportata ieri dal vostro quotidiano, l’ufficio stampa del programma smentisce categoricamente la cifra ipotizzata per la partecipazione di Al Bano al reality show L’Isola dei Famosi. Il compenso dichiarato dalla signora Lecciso e’ falso e assolutamente lontano dalla realta’. Elisabetta Soldati Ufficio stampa Isola dei Famosi p.s. della titolare Nel frattempo, sul forum dell’isola, si fanno ipotesi inquietanti sul perchè quest’anno tanti concorrenti abbandonino il gioco in preda a misteriosi malesseri… Ci mancava pure questa.

Dicheno

“Dicheno che mentre il gatto non c’è, un’avvenente ragazza strisci ai piedi di uno dei due padroni di casa. Dicheno.” Ricordo che i “dicheno” sono un’ottima alternativa al Sodoku e forniscono ottimo materiale per vivacizzare le chiacchiere da bar. Ringraziate la titolare, se trascorrerete serate come QUESTA.

Follia pura

Non so com’è, ma dopo la faccenda della telefonata alla Lecciso sono tre giorni che le mie migliori amiche alla domanda: “Che ora è?”, mi rispondono “Le otto e un quarto ma se lo dici in giro ti gonfio come una zampogna.” A parte questi strani episodi, devo dirvi che con grande fatica ho letto una grossa parte del migliaio di commenti lasciati qui sull’argomento. Direi che una buona metà dei commentatori è molto risentita per il mio gesto. Non ci crederete ma la cosa anziché infastidirmi mi rincuora: vedo che sulle questioni fondamentali della vita tipo la fame nel mondo e la Lecciso non si è persa la capacità di indignarsi. Alla luce dei fatti appena esposti, qualora si rifacessero i referendum sulla procreazione assistita, io un quesito lo metterei senz’altro così: “Mettiamo che Albano abbia problemi di fertilità. Siete favorevoli o no ad un donatore esterno a scelta tra Piero Focaccia e Mal dei Primitives, perché la Lecciso consegni all’umanità un terzo pargolo ovviamente non prima di aver firmato l’esclusiva con “Star tv” per le foto del primo bagnetto? Se dite sì, è sì per tutti”. Dopo mezz’ora s’otterrebbe il quorum.

Tra le tante cose dette e scritte chiarisco solo una cosa: sarebbe stato anche divertente, ma la telefonata non era concordata. Regà. Se la Lecciso sbaglia candeggio la notizia finisce sui titoli del tg e secondo voi ha bisogno di prendere accordi con me? Vi ringrazio. Ma mi sopravvalutate. Della telefonata hanno parlato in parecchi: Daria Bignardi ne ha discusso nella bella puntata d’esordio de “Le invasioni barbariche” con Simona Ventura. (la Ventura alla domanda sul vero cachet d’Albano ha fatto la vaga e riguardo le accuse della Lecciso s’è detta sorpresa perché con i due crede di essere stata imparziale). Studio Aperto ha mandato in onda un estratto della telefonata e, mi si dice, s’è beccata un esposto dal garante per la privacy. (farsi fare un esposto per la privacy dalla Lecciso equivale a prendersi una denuncia per molestie da Goria ma vabbè) Maurizio Costanzo, tra una gag dei Fichi d’India mascherati da Cappuccetto Rosso e un aforisma di Ascanio, ha fatto un riferimento al mio gesto con aria scandalizzata e per un attimo mi sono sentita totalmente nel giusto. Tgcom , Libero e buona parte del web hanno parlato della cosa e dal modo in cui ne hanno parlato mi è molto chiaro a chi sono simpatica e a chi no. Sono fioccate richieste di interviste e dichiarazioni sulla faccenda ma non avevo nulla da dire che non avessi già detto qui, per cui questo fine settimana mi sono dedicata a quelle due tre cosette che in questo momento occupano gran parte del mio tempo, ovvero: un trasloco, gli operai in casa, il rogito, un figlio di nove mesi che ha la stessa celebre flemma del nonno, il programma radiofonico che comincerò a breve, il libro che sto scrivendo, un paio di articoli a cui sto lavorando e il sudoku diabolico. Poi non si dica che ho approfittato della situazione. Oddio. Qualcuno ha insinuato che l’abbia fatto per guadagnare lavoro e visibilità e in effetti, lo dico quasi con vergogna, dopo questo mio deplorevole gesto, un incarico di una certa importanza me l’hanno offerto: quello di centralinista al “Telefono Rosa” per aiutare ed ascoltare le donne in difficoltà e sfruttare così la mia impareggiabile sensibilità femminile per nobili scopi, ma non ho ancora deciso se accettare. Al di là di tutto quello che è accaduto, dalle accuse-alla curiosità-ai commenti divertiti-alla follia dei media (cose che mi hanno fatta sorridere e nulla più), devo dire che l’unico aspetto che mi ha colpita davvero della storia è l’aver scoperto che l’avere a che fare anche solo lontanamente con i Carrisi, vuol dire avere a che fare con la follia. E perché ve ne possiate fare un’idea, seppur vaga, pubblico qui di seguito solo un paio delle mail che ho ricevuto in questi giorni: Gentile Signora Lucarelli, sono R …., giornalista e scrittore. In Italia e all’estero sono conosciuto soprattutto perchè scrissi due libri sulla scomparsa di Ylenia. “Il sogno americano di Ylenia” e “Ylenia X file”. Il Timespicayune di New Orleans lo scorso 5 giugno mi dedicò due pagine in concomitanza con la bagarre scoppiata in Spagna. Poi non ho mai capito perchè Romina inviò quel fax ad Albano scrivendo che lucrava sulla scomparsa di Ylenia,che, a detta della Power, era viva e non morta. Per poi 15 giorni dopo rimangiarsi tutto in una esclusiva all’Hola. Albano è sempre stato un mio idolo fin da quando ero ragazzo, ed ebbi in regalo da una mia amica, per il mio 18°, compleanno due dischi con canzoni di Albano. Però su Ylenia non dice tutta la verità e trovo inquietante anche quella frase espressa da Loredana in una intervista a CHI in cui esprimeva forti perplessità sul passato del suo attuale compagno. Comunque a fine giugno un personaggio che conosce molto bene l’entourage della Lecciso e di Albano mi disse che Loredana avrebbe fatto le valigie in concomitanza della partecipazione del cantante di Cellino all’isola dei famosi. Un piano programmato da tempo?Oppure una profezia di questa persona che conosce Albano fin dai tempi di quando faceva parte del Clan Celentano.Cordiali saluti R. Signora Lucarelli, mi chiamo F. C. e sono un investigatore privato in USA, sto lavorando sul caso Ylenia Carrisi dal 1994, se puo’ dica alla Signora Lecciso di mettersi in contatto con me devo chiederle alcune cose in merito alla vicenda Ylenia visto che il Sig. Carrisi Albano & Company “fratello,figlio,e mamma” non si degnano di rispondere alle mie richieste di aiuto!! anche se mi creda Signora tutto quello che faccio e che ho fatto fino ad ora tutto a spese mie e non ho mai e mai chiedero’ un penny a nessuno!! Le chiedo scusa del disturbo La prego se puo’ mi aiuti. Distinti Saluti, F.C. p.s. Dimenticavo. Questa storia della telefonata è stata una doccia fredda anche per Storace: è infatti evidente che in Romania e Turchia sarà pure arrivato il virus dei polli, ma in Italia è arrivato il Virus della polla. Pare infatti che dopo questo preoccupante episodio, il ministro della salute abbia deciso di tenere Loredana sotto osservazione. Teme che questa nuova forma di influenza sia aviaria e quindi molto contagiosa. Speriamo si tratti di un allarmismo eccessivo, altrimenti Monica Setta rischia grosso.