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Dall’altra parte della barricata

Cara Selvaggia, ti scrivo così mi distraggo un pò. Io sto bene ma da qualche giorno mi sento un uomo-tetta. Il motivo? Sballonzolo in giro per l’Italia come uno yo-yo, tra una serata carnevalesca e un’ospitata al capezzale di cubiste affrante (o come direbbe Stanlio: al capezzòlo!). Gran parte della colpa è tua, perchè mi hai rispolverato da un armadio del tugurio grandefratelliano e mi hai consegnato il timone del tuo Tettanic. Tranquilla, non lo lascerò affondare, resisterò fino al termine della tua avventura agreste a patto che al tuo ritorno m’insegni a piantar la menta piperita che mi piace tanto.

L’altra sera ho festeggiato l’8 Marzo in una discoteca e per prepararmi all’evento ho ben pensato di seguire i tuoi consigli. Ho seguito alla lettera le tue indicazioni: 1) Io Selvaggia Lucarelli pretendo di festeggiare l’8 marzo, per cui tutti gli uomini che mi gravitano intorno vedano, alla mia apparizione, di sperticarsi in auguri e lodi infinite che rasentino il rito sciamanico….. Ho fatto gli auguri a tutti gli esseri viventi femminili, comprese la piccola cagna Stacey e la pianta carnivora Jennifer del padrone della discoteca (il pechinese sbavava come un lama, ma dicheno che per i cinesi son cose normali). Ho recitato le migliori poesie di Franco Alvisi genuflettendomi dinnanzi ad una sosia di Gegia (ma molto meno sexy), ho cantato tutte le canzoni piu romantiche di Mino Reitano sotto il balconcino delle cubiste (non pensavo che in discoteca si potesse sentire il mare) ed infine ho lodato per un’ora una vecchia guardarobiera romana che fraintendendomi ha risposto “Ah regazzì, chi se loda se sbroda!”. Col capo chino me ne sono andato senza riprendermi il cappotto di Giorgio Armato (non posso far pubblicità). Ieri però ne ho acquistato uno di Gianni Versato (grande Fiore) 2) Se hai intenzione di sorprendere con una botta di originalità la tua compagna regalandole la classica mimosa , evita di ridurti ad acquistarla dal pakistano all’ultimo semaforo prima del tuo isolato alle otto di sera….. Ho evitato di acquistarla all’ultimo semaforo… l’ho comprata al primo. La mimosa ha mantenuto la sua freschezza e quel bel colorino giallo canarino che a voi donne piace tanto. Per l’odore niente da fare, specie dopo la fantastica idea di profumarla con un pò di Chanel numero 5 dimenticato da una nota diva di Hollywood nella mia auto la sera prima (dai scherzo, non è di Hollywood, risiede a Beverly Hills 90210 e non è Brenda). 3) Ricordati, almeno per un giorno, quanto sei fortunato a non convivere con i mille problemi estetici che assillano noi donne. Ricordati che noi resistiamo stoicamente agli attacchi incrociati e terroristici di salutisti, dietologi ed estetiste che spesso e volentieri se ne escono con certezze granitiche e rassicuranti del tipo: “il seno perfetto entra in una coppa di champagne“……… Ho evitato di acquistare delle coppe e ho fatto bere a tutte le pulzelle lo champagne dalla bottiglia. Risultato: tante donne sono rimaste a bocca asciutta e si sono scagliate addosso a me conficcandomi numerosi stuzzicadenti nel torace (residui bellici dell’aperitivo di quattro ore prima). Le più perfide mi hanno lanciato anche i noccioli delle olive impallinandomi come nemmeno fecero in Sardegna durante la preparazione muflonesca (i fedelissimi ricorderanno). 4) Uomini, oggi lasciateci festeggiare in pace….. Più in pace di così avrei creato delle ergastolane. Ok gli stuzzicadenti e i noccioli, ma quando si è avvicinata una nana mascherata da Lady Oscar me la sono fatta sotto e son fuggito come il buon vecchio Harrison Ford con la velocità di Linford Christie. L’autovelox mi ha pizzicato e un’ape invidiosa idem (non era della Piaggio, bensì io piaggia alla gente che piagge). 5) Sopportate anche il fatto che le donne, oggi, abbiano il desiderio di somigliarvi un po’ . Soprattutto nei vostri aspetti più grevi e primitivi. Le cene della festa delle donne sono tra gli spettacoli più rozzi a cui si possa assistere nell’arco di una vita intera. Un tavolata di donne che il resto dell’anno sono considerate miti e rispettabili, l’otto marzo, subisce in un attimo la metamorfosi in battaglione d’alpini bergamaschi…. E’ proprio vero quel che dici carissima. Due tavolate si sono distinte su tutte: l’ala “casalingue disperate” e l’ala “zitelle zitte fino ad un certo punto di non ritorno”. Le casalingue dopo aver ruttato per ore ed ore hanno iniziato ad intonare “Quel mazzolin di fiori” con le mimose appiccicate ai capelli. Le zitelle si sono levate le scarpe col tacco e hanno messo i piedi sul tavolo, commentando le doti dei calciatori più belli con una classe sopraffina (si sarebbero copulate anche Ringhio Gattuso). Alle ore 3,15 me ne sono andato dal locale con una frattura della base del 5° metatarso e un odore di mimosa avariata difficilmente tollerabile da qualunque essere vivente dotato di naso. Un marito preoccupato mi ha placcato all’uscita, sottoponendomi ad un brutale interrogatorio. Mi ha puntato gli abbaglianti della sua Mercedes Modello Sw del 1987 e dopo la confessione mi ha condannato a trentatre anni di reclusione da scontare a casa mia. Matteo Pedrosi, il Selvaggio mail to: mattpedro81@hotmail.com Blog del Supplente

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