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Fattoria – La settimana

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Domani sera non ci sarà la consueta webcronaca. L’idea di festeggiare il compleanno guardando “La Fattoria” mi spaventa troppo. Nonostante siano previsti cali di elettricità, non vorrei trovarmi a soffiar le candeline mentre la Ricciarelli canta. Fino a giovedi non riuscirò ad aggiornare il blog, ma per prepararvi al puntatone di domani vi lascio i riassunti delle ultime puntate: GIORNO 44 LA FATTORIA E’ UN GIOCO BARBARO Finalmente il reality è stato spostato alle 16,15. Non è un orario fantastico, ma sempre meglio di prima. La puntata di oggi conferma la suddivisione del gruppo in due tronconi: Selvaggia, Topa Gigia Justine, San Clemente, Cavagnona e Montano da una parte. Alessiafabiana, Kationa, Noè, Biscarda & Cugini dall’altra. I primi sparlano dei secondi e viceversa. Troppi galli nel pollaio, troppe capre nella stalla. Gli autori stanno seriamente pensando di cambiar nome al programma da “La Fattoria” a “Nella vecchia fattoria ia ia oh”. San Clemente sfoga la sua rabbia nell’orto, ove sorgono imprevedibili palestre rustiche, sfoggiando una fisicata degna del frullato d’uomo Schenkenberg. Arca sente il confronto e lo critica aspramente. Alessiafabiana prova a chiarirsi con Selvaggia (pare che Justine abbia mal riportato una frase dell’ex letterina). Segue un confessionale in cui la Nostra trasuda insofferenza “Questo è un gioco barbaro, non so più di chi fidarmi!” Resisti Selvi! Non manca tanto! (a proposito qualcuno sa quanto manca?) Noè e la Biscarda vanno a cavallo in due senza casco e la Ricciarellen, dal cuore sempre vigile, vorrebbe multarli. I due piccioncini litigano per ore, spengo la tv. La riaccendo, sono ancora lì. Noè la implora “Dimmi stronzo, dimmi stronzo!”, lei non vuole. Qualcuno si offre volontario? Fine. GIORNO 43 ERANO ANNI CHE ASPETTAVA QUESTO MOMENTO

Nel bel mezzo della discussione Pernarella-Fabiani, Selvaggia Nostra corona finalmente il sogno di una vita : attaccare l’ex letterina “Ma tu Alessia, che dici sempre di dire quello che pensi, cos’è che pensi di me?”. La Fabiani più turbata che mai le risponde: “Tu sei il punto di riferimento, sei quella che fa parlare tutti, nel bene e nel male, sei la coordinatrice!” Eh? Selvaggia, raggiante come una bimbetta a cui hanno restituito l’intero barattolo di nutella (vedi racconto seguente) confessa: “Erano anni che aspettavo questo momento!”. La querelle non si placa, la Fabiani si sente “aggredita”, perciò Selvaggia affila le unghie ed insiste: “Usi termini che non stanno nè in cielo nè in terra. Non ti ho aggredita. E poi tu non hai mai detto niente, quando i veri aggrediti erano altri! Non prendi mai una posizione!” Alessia replica: “Io non reagisco mai alle aggressioni!” E’ qui che Selvaggia stende la nemica con supremo stile: “E che ti devo dire, tu sei zen, sei il Dalai Lama!” La Fabiani sempre più stizzita, si alza e se ne va ribattendo: “Lo vedi che sei tu ad offendere! Mi hai dato del Dalai Lama!” Probabilmente ha confuso il Guru con l’animale che sputazza. GIORNO 42 UN PERNARELLA POCO CLEMENTE

Il Pernarella è il protagonista indiscusso della settimana. Prima fa piangere Selvaggia per l’affair-nutella (mannaggia a lui), criticando la Nostra per eccessivo abbuffamento: “Sai quando vedi i servizi sui bambini in Africa che muoiono di fame mentre sei a pranzo? Ecco uguale!” La risposta di una stupita ma sempre ironica Selvaggia è stata “Non credo che mangerò nutella oggi!” Poi l’ira dell’ex Santo si è scagliata su Noè Arca e consorte Biscarda, rei di vivere la loro love-story come in un qualsiasi Tempo delle Mele Cotogne (questo spiega la ragione per cui l’Arca dopo la lite canticchiasse “Voglio andare a vivere in campagna aha-aha”). Che sia stanco e abbia sfruttato l’occasione per farsi nominare dal Pascià Arca? Forse, ma le ultime news dal Marocco narrano di un Pernarella sempre più contrariato. Ieri è stato il turno di Alessia Fabiani, criticata da Clem Clem per la sua innata superficialità: “Sei vuota come er barattolo de nutella che si è pappato Selvaggia!” L’ex letterina non ha perso tempo ed è corsa a spiattellare tutto a mammà Kationa, divenuta magicamente amorevole dopo la vittoria sulla Leopolda. La metamorfosi del sergente Ricciarellen è tutta nel suo ultimo confessionale: “Come si permette Clemente di innalzarsi un piano sopra gli altri? Queste cose non si fanno! No no! Io non mi permetterei mai”. Per l’occasione ho già contattato il Trio Medusa. Matteo Pedrosi, il Selvaggio mail to: mattpedro81@hotmail.com Blog del Supplente Inserisci anche tu il bannerino Pro Selvaggia!

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