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L’isola dei famosi: il galà del perdono

Sul galà dell’isola dei famosi non mi dilungherò perchè insomma praticamente insomma inutile ciurlare nel manico, basta bacchettonismo , poi insomma evviva il perdono e insomma, veramente stasera mi sento più riflettente del solito perciò vi farò sì da decamerone e vi guiderò nei meandri della puntata, ma sarò breve. Sintetica. Anzi, acrilica. Facendo i seri. Il galà dell’Isola dei famosi ha raccontato molte più cose di quante non ne abbiano raccontato tutte le puntate precedenti. Luca Calvani senza il supporto dei sapienti montaggi degli autori e le elaborate strategie per farlo uscire come eroe cazzuto e sensibile, è venuto fuori per quello che è: uno ragazzetto simpatico quanto una colonia di bigattini su una carogna di cane nella cunetta. Simona Ventura, con la stessa lucidità e umiltà che doveva possedere Hitler quando decideva l’offensiva delle Ardenne, è riuscita a dire, nel giro di dieci minuti: “Domiziana, noi qui rispettiamo le opinioni di tutti. Domiziana, di quello che dici non me ne frega una mazza! / Qui per me i concorrenti qui sono tutti uguali, ognuno può dire la sua! / Kris e Kris , voi non avete fatto altro che parlare male dell’isola e a sputare nel piatto in cui avete mangiato per cui ora zitte punto fine basta!” . Dopodichè, lei che dopo il caso Ceccherini ce l’ha menata per settimane con la storia dell’importanza del perdono, da vera anima pia e religiosa quale è, ha teso un’imboscata alla Giordano che in confronto Falluja è stata una gara di freccette al pub irlandese: prima le ha fatto bene ben ribadire di essere un’artista concettuale, poi le ha fatto ben bene criticare il calendario della Tommasi, infine ha tirato fuori dal baule un vecchio filmato in cui la Giordano, con intenti artistici, appare nuda come un verme. In pratica, se domani dovesse chiamarvi la Ventura per dirvi che vi vuole incontrare a Eurodisney per perdonarvi, presentatevi all’appuntamento col reparto d’assalto Colonnello Moschin e con due cecchini travestiti da Tigro e Winnie the Pooh. Paolo Brosio e la faccenda “Voi nei filmati fate vedere solo quello che vi pare”. E’ ufficiale: Paolo Brosio non è un uomo, è un chihuahua. Sull’isola si faceva sfanculare anche dall’honduregno alla guida del motoscafo, in studio, da buon chihuahua, sentendosi al sicuro tra i polpacci della vecchietta alla fermata dell’autobus (la madre), ha cominciato a ringhiare e a mostrare i canini alla Giordano ribadendo le solite, pallosissime boiate sul fatto che gli autori hanno lavorato giorno e notte per creare questo programma e lui le accuse di manipolazioni non le accetta. Allora, tento di chiarire ‘sta cosa una volta per tutte: gli autori sono esseri umani. Hanno le loro simpatie e le loro antipatie. Di 150 ore settimanali di girato manderanno in onda sì e no un’ora e mezzo di materiale a settimana. Montaggio=(per forza di cose) manipolazione. Per capirci meglio: se uno mi chiede di raccontargli la mia giornata in un minuto, io sceglierò di raccontare un paio di aneddoti o un paio di sensazioni al massimo. Magari sceglierò i momenti più allegri e parrà che la mia giornata tipo sia un happy party mentre magari ho passato 23 ore e 59 minuti a smadonnare in lacrime sulla bilancia. Insomma, se io fossi un autore e Chiappucci mi stesse sulle balle, tranquilli che anche se Chiappucci camminasse sulle acque e facesse la moltiplicazione dei cocchi e dei pesci, voi a casa vedreste che Chiappucci passa le giornate a scaccolarsi sul bagnasciuga dalla mattina alla sera. Tutto ciò è, fino a un certo punto, normale. Però certe manovre vanno fatte con abilità perchè io da casa non me ne devo accorgere, altrimenti mi girano le balle. Ovviamente esistono delle eccezioni: pare che la madre di Brosio abbia fornito agli autori filmati che ritraggono il suo amato figliolo dal taglio del cordone ombelicale al pranzo del matrimonio, ma nonostante la consulenza di Spielberg e l’apporto in sala di montaggio di Ron Howard, Brosio fa sempre la figura del pirla. Comunque, il succo di questa edizione dell’isola dei famosi è tutto nella frase epica pronunciata da Simona Tagli con aria ispirata: “Ognuno di noi ha una palafitta dentro di sè!”. Io all’idea stanotte non dormirò. Non ho ancora fatto la domanda di condono. (e se non entrate più nella 42 ora sapete il perchè) p.s. Se avete una laurea alla Bocconi e non sapete come utilizzarla un paio di idee ve le può dare Sara Tommasi in questi due video: QUI e QUI

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