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Mio marito non deve sapere

Devo confessarvi che il caso Litvinenko-Scaramella mi ha colpita moltissimo. Insomma, la vicenda è talmente intricata e enigmatica che al confronto una spy story di Grisham è la trama di Nemo: un ex-kgb, Alexander Litvinenko, in possesso di scottanti informazioni, è stato avvelenato a Londra perchè pare avesse intenzione di ricattare funzionari dei servizi russi, rilevanti uomini d’affari e chissà chi altro. Che so, immaginate se una bella mattina Lele Mora si svegliasse e decidesse di raccontare al mondo intero tutto quello che sa su vari personaggi, sulla tv e sui loschi figuri che gli gravitano intorno. Io penso che perfino Juliana di “Cultura Moderna” una dose massiccia di Falqui nella minestra proverebbe a mettergliela. Ecco. Immaginate in che razza di guaio s’è infilato il povero Litvinenko. Qualcuno (i servizi segreti russi, con ogni probabilità) ha fabbricato del polonio 210 in un impianto nucleare russo, l’ha portato in Inghilterra imbarcandolo su un qualsiasi volo della British magari nascosto in un pedalino o in una matrioska parlante e l’ha infilato in un sashimi deluxe ordinato dall’ingenuo Litvinenko. Oh. Qui non si parla di veleno per topi, si parla di Polonio 210 e cioè di un coso che pare il nickname di un marpione da chat ma che in realtà è un metalloide radioattivo altamente nocivo (a questo punto del racconto Grisham ha già smesso di fare lo scrittore ed è già in Fifth Avenue a vendere caldarroste travestito da Babbo Natale). Purtroppo, e qui la faccenda si fa ancora più drammatica, quel giorno a pranzo con il tizio c’era l’ex consulente della commissione Mitrokhin Mario Scaramella che, per sua stessa ammissione, da mesi raccoglieva le confidenze di Litvinenko. Quest’ultimo è, come ben sapete, morto una decina di giorni fa, mentre Scaramella ha dosi massicce di polonio in corpo ma per ora non ha i classici sintomi da avvelenamento. (e però, ahimè, sembra che abbia i giorni contati anche lui) Vi chiederete perchè vi abbia raccontato tutto questo. Il motivo è semplice. Bisognava che tutti voi capiste alla perfezione quello che è accaduto, perchè devo partire un po’ da lontano. Dunque, io ho una marito leggermente apprensivo e ansioso. In particolare, mio marito teme malattie, incidenti aerei e attentati terroristici, ma diciamo che non trova trascurabili neanche altri eventi altamente probabili quali tsunami, tempeste magnetiche, invasioni aliene, sassi dal cavalcavia, impatti di asteroidi, grandine assassina e invasioni di locuste giganti. Mio marito, per intenderci, a bordo di un aereo è uno di quei passeggeri convinti di poter valutare l’andamento del volo osservando con attenzione il comportamento della hostess. In pratica, se lui le chiede un bicchiere di coca cola e lei gli dice che è finita, lui trae la conclusione che l’aereo sta certamente cadendo e che la coca cola l’hanno bevuta tutta piloti e hostess con dell’aspirina sciolta dentro per stordirsi e alleviare quell’orribile panico lucido che precede l’impatto al suolo. Ecco, mio marito è così. Immaginate dunque quale opera di persuasione abbia comportato per la titolare convincerlo a prendere un aereo per trascorrere tre giorni a Londra. Immaginate il mio scomodare statistiche per provare l’assurdità dell’aerfobia, il mio scomodare altre statistiche per provare l’assurdità della paura degli attentati, il mio scomodare ulteriori statistiche per affermare con una certa convinzione che una coppia su due è fatalmente destinata al divorzio perchè uno dei coniugi è un cagasotto. Però alla fine ce l’ho fatta. Siamo partiti e abbiamo passato tre giorni a Londra con me che gli ripetevo in continuazione: “Vedi che è assurdo precludersi il piacere di viaggiare per paure assurde e remote? Vedi che bello? Vedi che stupidi saremmo stati a rimanere a casa? Vedi? Vedi? Vedi?”. Insomma, per farla breve, al quarto articolo sul caso Scaramella, ho cominciato a mettere insieme un po’ di pezzi: – Scaramella ha incontrato a pranzo Litvinenko nel sushi bar a Piccadilly Circus il primo novembre. Io ( e mio marito) il primo novembre eravamo a Piccadilly Circus, dove abbiamo pranzato. La sera, tra l’altro, abbiamo mangiato sushi. (QUI trovate le prove che non racconto balle). – Quello stesso giorno tre russi hanno incontrato Litvinenko all’hotel Millennium e noi quel giorno (e anche il giorno dopo) siamo passati davanti a quell’albergo. – Scaramella è rientrato in Italia con un volo easyJet il 3 novembre. Io sono rientrata in Italia con un volo easyJet il 3 novembre. Ho insistito io per prendere un volo lowcost “perchè bisogna superare il pregiudizio cretino che sia meno sicuro di un volo di linea”. (gli aerei easyJet sono stati attentamente esaminati per scoprire eventuali tracce di polonio 210) Insomma, signori. Lo so che qui c’è poco da scherzare perchè c’è un uomo che è morto e ce n’è un altro che attende di capire quale sarà la sua sorte, ma io io ero sulla scena di un intrigo internazionale senza precedenti e neanche me ne sono accorta. Magari Scotland Yard mi ritiene perfino persona sospetta e il tizio che da due giorni rastrella fogliame sotto casa mia è Mark Brighton dei servizi segreti britannici. Magari si sono messi in testa che il blog è una copertura e che i tre mesi in Marocco per “La fattoria” mi siano serviti per entrare in contatto con frange estremiste del fronte islamico. Non vi nego neanche che l’ipotesi di essere stata contaminata dal polonio 210 m’ha sfiorata. Poi certo, ho cercato di essere razionale, ho constatato che se stringo tra le mani una lampadina non s’accende e che se mi passo tra l’indice e il medio una ciocca di capelli non ottengo l’effetto piastra, per cui credo di star bene. Il problema ora è un altro. Il problema è che ora vivo nel panico che mio marito metta insieme un po’ di pezzi come ho fatto io e che capisca che tutte le storielle sulle statistiche e le probabilità e le eventualità remote sono delle boiate pazzesche. Voglio dire, la prossima volta che cercherò di convincerlo a salire su un aereo affermando che ne cade uno su duecento milioni, lui mi tirerà fuori una statistica che riguarda il rischio di morire avvelenati da polonio 210 durante un viaggio all’estero per ragioni di spionaggio, che sarà tipo “un caso su tre milioni di miliardi”, e affermerà con il sospiro tipico di chi se l’è vista brutta: “Quel caso remoto potevamo essere noi”. Insomma signori. Se mio marito domani compra “Repubblica” e non riesco a far sparire due- tre pagine per tempo, io, per il resto della mia esistenza, più che la casa in Abruzzo dei miei genitori e le colline del frusinate, mi sa che non vedo. p.s. A dimostrazione che tra servizi segreti britannici e servizi segreti russi qualcosa di spaventosamente allarmante sta accadendo, non trovate che il nuovo 007 somigli in maniera inquietante a Putin? (Daniel Craig)

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