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L’irradiazione con neutroni e la scissione dell’atomo

In questo post si parla della nuova edizione di “Libero” con Alessandro Siani al posto di Teo Mammuccari. Lo scopo del titolo poco attraente è quello di sviare Giovanni Benincasa e di fargli passare la voglia, qualora passasse da queste parti, di leggere il resto. (se non sapete chi è Giovanni Benincasa è sufficiente questa informazione: un altro che dopo oggi non mi farà mai lavorare con lui) Premetto che io qualche sospetto di come fosse la nuova versione di “Libero” ce l’avevo già da qualche giorno perché a un mio amico che faceva parte del pubblico della prima puntata (che è registrata) avevo chiesto: “Come è andata?” e lui: “Boh,. La cosa strana è che prima di iniziare hanno registrato la risata accennata, quella media e quella fragorosa.”. Diciamo che se Alessandro Benvenuti non avesse tentato la conduzione di “Striscia la notizia” qualche anno fa e se quella fottutissima frana non fosse precipitata nel bacino del Vajont , la performance di Alessandro Siani si potrebbe definire un disastro senza precedenti. (ho appena visto un film con Mel Gibson, l’utilizzo dell’aggettivo “fottutissimo” si spiega così”) Oddio. Non esageriamo. Due risate me le sono fatte. Anzi. Era dai tempi dello sketch con Gabriella Labate e la signora Leonida al Bagaglino che non ridevo così. O no. Forse avevo riso di più quando alla Corrida un bidello di San Donà di Piave aveva eseguito con l’ascella “Romagna mia”, ma la sostanza cambia di poco. Questo Siani è un genio. Intanto, come faccia uno con la faccetta tenera alla Pierre Cosso ne “Il tempo delle mele 2” a parlare come Emily Rose durante l’esorcismo finale (con la sola differenza che lei conversava in aramaico e lui in napoletano), è mistero fittissimo. Ma i veri picchi di genialità il ragazzo li tocca nei momenti di interazione col pubblico: a un tizio non particolarmente avvenente con gli occhiali dice “Ehi tu, supposta con gli occhiali!”, a un tipo brizzolato dice “Ehi tu, porcospino!” e così via. Pare che avesse anche intenzione di dire a un tipo rosso di capelli : “Ehi tu, roscio con la riga in mezzo, che sei, un gettone?” ma poi l’usciere della rai gli ha fatto notare, con delicatezza, che questa battuta l’aveva già fatta Govi in un cabaret di Lerici a un alpino appena tornato dal fronte, per cui la punta di diamante del suo umorismo d’avanguardia è decisamente mancata. Bisogna dire che Siani non è, per sua fortuna, un genio incompreso. Non per niente, i suoi autori hanno capito così bene le sue potenzialità di comico che nella sua puntata d’esordio gli hanno affiancato un comico: Nino Frassica. Agli autori non devono essere neppure sfuggite le sue evidenti potenzialità di conduttore perché nella sua prima puntata da conduttore gli hanno affiancato un conduttore: Flavio Insinna. Piccola parentesi: io amo Flavio Insinna. Io darei il mio rene sinistro per Flavio Insinna. Io credo di aver tentato tutti gli anagrammi possibili con le tredici lettere che compongono il nome “Flavio Insinna” per vedere se esce fuori qualcosa del tipo “nel pacco dei tuoi sogni troverai Selvaggia Lucarelli”. No, io dico. Si può invitare Flavio Insinna in trasmissione per chiedergli di fare lo scherzo della pernacchia al telefono? A quando Condoleeza Rice a “Libero” invitata da Siani ad accomodarsi in poltrona per l’esilarante e inedito scherzo del cuscino che emette il rumore di un peto? E Fidel Castro per quello della polverina che fa starnutire? Tra gli altri momenti indimenticabili della puntata vanno senz’altro menzionati: a) La coreografia sui tapis roulant con Enzo Paolo Turchi, Franco Miseria e un tizio che non so chi fosse. La coreografia era divertente. Lo sarebbe stata ancora di più se visto il clima goliardico della puntata, un figurante avesse premuto il pulsantino della velocità e avesse fatto sì che il tapis roulant inghiottisse Enzo Paolo Turchi una volta per tutte, ma di scherzi belli, a Libero, quest’anno proprio non se ne parla. b) La coreografia con le ex ragazze di “Non è la Rai” era azzeccata e spiritosa. (se non esprimo commenti positivi in proposito la Petrarolo ha giurato che domani mi piomba in casa alle sei del mattino e mi canta “Please don’t go” nei timpani fino al tramonto). L’unico elemento veramente inquietante del gruppo era Francesca Pettinelli. Cazzarola. E’ la stessa di quindici anni fa. Ma Boncompagni dove la conserva questa? In un sarcofago nei sotterranei del centro Palatino assieme a Mary Patti, le palme finte e lo zainetto di Ambra? c) Lo scherzo a Baffo da Crema. Diciamoci la verità: l’idea della telefonata di Siani che si finge un suo fan mentre Baffo è a cena a casa di Carmen Russo non era proprio travolgente. Diciamo anche che il Baffo ha avuto una reazione abbastanza tiepida. E ti credo: se questo si ritrova a cena a casa di Carmen Russo con commensali del calibro di Giucas Casella e Elisa de “La pupa e il secchione”, poi come fa a conservare un po’ di sano stupore per qualsiasi altro evento terreno e soprannaturale del mondo? d) Flavia Vento, ahimè, in questa edizione di “Libero” non ci allieta con la sua presenza. Dall’ormai mitico tavolo, quest’anno spunta la sola testa di un ragazzone di colore. Se state pensando che anche se da casa non la vediamo, Flavia Vento c’è eccome, sotto al tavolo, avete una malizia nella quale, mi spiace dirlo, io non mi riconosco.

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