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Alberto D’Aguanno

Che Alberto D’Aguanno fosse un tipo simpatico e professionale è cosa detta e ridetta, in questi giorni. L’impressione è che, una volta tanto, la commozione e le testimonianze, non siano state dettate da quella retorica che la morte si porta sempre appresso, ma da sincero affetto e coinvolgimento. Io, D’Aguanno, non l’ho conosciuto. Però un giorno di tre anni fa, lasciò un commento su questo blog che adesso rileggo pensando esattamente quello che ho pensato il giorno in cui l’ho letto: “Simpatico ‘sto D’Aguanno.” : “Complimenti perche’ nel corso di un’intervista a non so quale rubrica del tg2 hai usato l’espressione “piuttosto che” col suo vero significato. Essendo infatti tollerante come un talebano proporrei il confino per chi (praticamente il 99 per cento della popolazione in eta’ adulta) a) usa “piuttosto che” al posto dell’ “oppure” b) dice “assolutamente” invece di dire “si'” c) chiude la frase con “e quant’altro” (questa va molto fra i deejay e i veejay) d) conosce soltanto l’aggettivo “particolare”, col risultato che non si sa bene se stia parlando di qualcosa di bello o di un’atroce cazzata. p.s.: non sono un frequentatore di blog (e infatti non so se questo e’ un blog) ma e’ obbligatorio avere uno pseudonimo ridicolo o e’ solo facoltativo?” Nota della titolare: mi sa che la Ventura non la reggeva proprio.

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