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Intervista a Carolina Crescentini

Da qualche settimana ho cominciato una collaborazione con “Diva e donna”, il settimanale diretto da Silvana Giacobini. Faccio interviste e articoli vari (questa settimana mi occupavo di Lapo e di Eleonora Abbagnato), sforzandomi, per quel che riguarda le interviste, di incontrare personaggi che non sentono il bisogno di parlare con i giornali anche solo per annunciare il parto plurigemellare del loro pastore tedesco. Questa settimana è toccato all’attrice Carolina Crescentini, una tipa tosta. L’intervista: Carolina Crescentini è una creatura speciale. E’ bella, ma di una bellezza che non travolge, che non ammutolisce al primo sguardo. Il suo fascino prepotente arriva per gradi e si nutre di particolari irresistibili: due occhi azzurrissimi che su una bionda dai tratti gentili come lei risulterebbero persino stucchevoli se non fossero circondati da occhiaie insolitamente sensuali che danno al suo aspetto “lolitesco” un’aria inquieta e vissuta. Poi c’è quel sorriso radioso, le movenze aggraziate, i seni morbidi aggrappati a un corpo esilissimo. E infine, una tale gentilezza nei modi che non puoi evitare di guardarla senza sperare che quel successo a cui va incontro leggera non la inquini anche solo un po’. Romana, nata e cresciuta nel quartiere Monteverde, vive a Trastevere col suo fidanzato. Dimostra meno dei suoi ventisette anni. Qualcuno le dice che somiglia a Laura Chiatti ma è decisamente meno bambola. Forse ricorda un po’ Una Thurman, un’altra bellezza con personalità. Lanciata dal film “Notte prima degli esami-oggi”, al momento è sul set del film “Il giorno perfetto”, un gangster movie con Nicolas Vaporidis e Giorgio Faletti il cui sceneggiatore è, tra gli altri, quel Fausto Brizzi che le ha aperto le porte del cinema. Ha appena finito di girare “San Pietroburgo” diretta da Giuliano Montaldo e, secondo indiscrezioni, sarà una delle protagoniste con Aitana Sanchez Gijon del film “Parlami d’amore” che vedrà l’esordio alla regia di Silvio Muccino. Insomma Carolina, visto che si alternano smentite a conferme, lo chiedo direttamente a te: è vero che sarai nel nuovo film di Silvio Muccino? Non posso dirti né sì né no. Però una cosa te la confesso: ho fatto dei provini per la parte e sono rimasta sorpresa dalla serietà con cui Silvio si sta preparando all’esordio. Ho sostenuto con lui un provino durato due ore e un altro durato tre. E’ stato delicato ma incisivo e il copione, che poi è tratto dal suo libro, è molto bello. Per te questo è un anno d’oro. Dopo l’esordio in “Notte prima degli esami” non ti sei più fermata. Hai sempre saputo che volevi fare l’attrice? A dire il vero per niente! Io volevo fare la critica cinematografica e mi sono messa studiare cinema con quello scopo. Ho divorato una quantità incredibile di libri sull’argomento e mi sono innamorata a tal punto della materia e del mestiere dell’attore, che alla fine ho deciso di fare il provino per entrare al centro sperimentale di cinematografia. Presa al primo tentativo? E’ stato incredibile. Visto che quella di fare l’attrice è stata una decisione abbastanza tardiva, avevo l’età limite per accedere, per cui non avrei potuto avere una seconda occasione. Mi sono presentata con quattro amiche del liceo e abbiamo fatto tutte l’esame d’ammissione. Beh, è accaduta una di quelle cose che dovrebbe sfatare per sempre la leggenda secondo cui al centro sperimentale si entra solo grazie a raccomandazioni: siamo state prese tutte e quattro. C’era qualche mostro sacro in commissione? Esatto! C’era Pupi Avati. Recitai un suo monologo ed ero, ovviamente, agitatissima. Mi disse che ero stata un po’ troppo teatrale, per cui me ne andai convinta di non avercela fatta. Poi il destino ha voluto che mesi fa, al “Monte Carlo film festival”, Pupi Avati abbia ricevuto il premio alla carriera e indovina chi era l’attrice incaricata di consegnarglielo? Io! Mi racconti i tuoi primi provini? Anche se erano degli innocui provini di pubblicità, io li ricordo come dei parti con tanto di travaglio! Mi presentavo ai casting sempre convinta di andare ad incontrare Kubrick pure se dovevo recitare due battute per lo spot di un detersivo. Poi vabbè, c’era lo spauracchio di tutte le attrici, ovvero quello di essere presa per le pubblicità degli assorbenti o, peggio, per quella dell’Imodium! Ad ogni modo le tante porte in faccia prese sono state utili. Fare provini è come andare in palestra, piano piano inizi a rodarti, ti alleni, acquisisci sicurezza. Il primo provino andato a segno? Quello per “La squadra”. Ebbi il ruolo da protagonista per due puntate. Ricordo che avevo 39 di febbre, ma fu un’esperienza meravigliosa. Molti attori snobbano le fiction ma la verità è che la velocità con cui si è costretti a girare è un’altra palestra fondamentale. Poi mi presero a “Carabinieri”, cominciai a girare cortometraggi. E alla fine è arrivato “Notte prima degli esami”. Dimmi la verità: come hai fatto a scippare il ruolo di “Azzurra” a qualche centinaio di attrici magari anche con un curriculum più sostanzioso del tuo che aspiravano ad averlo? Al primo appuntamento con Fausto Brizzi avevo una calma serafica perché ero sicura che non mi avrebbe mai scelta. Mi fece improvvisare molto perché in realtà il copione non esisteva, lo stavano ancora scrivendo. Dopo quell’incontro ve ne furono altri quattro o cinque, sempre basati sull’improvvisazione. Ricordo che una volta Fausto mi chiese di fingere di invitare una persona ad una festa e io, presa dal panico, mi misi a fantasticare su una festa fetish. Andai via imbarazzatissima chiedendomi: “Oddio, adesso cosa penserà di me?”. Lui ogni tanto mi prende ancora in giro per quella storia. Dov’eri quando hai saputo la bella notizia? Ero a Roma, passeggiavo per il quartiere Prati. Mi squilla il telefonino. Era Fausto Brizzi. Mi disse: “Prima che te lo riferisca il tuo agente, ci tengo a darti io la notizia: sarai la nostra Azzurra! “. Ho cominciato a urlare per la felicità, non capivo più nulla, tant’è che mi sono persa, mi sono ritrovata vicino alle mura vaticane senza neppure rendermi conto del tragitto che avevo fatto . I colleghi dicono di te che se c’è da girare dieci volte di seguito una scena in cui devi piangere, tu piangi senza bisogno di artifici? E’ vero? Sì, sono contraria agli espedienti. Certo, il mentolo è la strada più semplice, ma faccio questo mestiere per emozionarmi. Io al copione ci credo sempre. Ieri, per esempio, mentre giravamo una scena c’erano venti persone della troupe intorno a me, eppure io vedevo solo una stanzetta umida, lo squallore di quell’ambiente, sentivo l’odore acre che mi entrava nelle narici. E ci credevo. La troupe spariva come d’incanto. In “Notte prima degli esami” ci sono diverse scene di nudo. Quanto hai riflettuto prima di accettare? La decisione non è stata per niente sofferta. Io, se il film è valido, non sono inibita perché mi sento tutelata, protetta dal personaggio. E’ Azzurra che si spoglia, non io. Però ecco, a dirla proprio tutta qualche giorno prima dell’uscita del film nelle sale ho telefonato a mio padre e gli ho detto tutto d’un fiato: “ Papà, preparati psicologicamente perché nel film ho tre scene di nudo e una di sesso!” Neanche un po’ di imbarazzo? Sul set no, anche perché il risultato finale non ha nulla a che vedere con la realtà: quando giri scene di sesso accade esattamente quello che accade quando giri le altre scene, ovvero: hai decine di persone intorno, devi tenere il viso e il corpo in una certa posizione per prendere la luce, ogni singolo movimento è studiato e strategico. Forse gli unici momenti di imbarazzo sono quelli in cui mi chiama mio padre e col massimo del candore mi fa: “Oh Carolina, mi ha telefonato il mio amico avvocato, ha visto il film, ti fa tanti complimenti!”. Ecco, lì al pensiero che i colleghi di mio padre mi hanno vista nuda vorrei sprofondare! Il tuo percorso è piuttosto anomalo. Dopo un film leggero, per adolescenti, sei passata subito al cinema d’autore. Sì, il mese scorso ho girato il nuovo film di Giuliano Montaldo, “San Pietroburgo”. E’ stata l’esperienza più bella della mia vita. Lui, quando studiavo cinema, era il mio regista di riferimento. Tra l’altro al centro sperimentale è stato uno dei miei insegnanti, ho ancora gli appunti che prendevo quando ci raccontava di Ingrid Bergman e di altri attori giganteschi con cui aveva lavorato. Non mi importava neppure che mi scegliesse, a me bastava anche solo fare il provino per un suo film. L’incontro è avvenuto a casa sua, una casa piena di libri in cui il cinema si respira veramente. Quando sono uscita ho chiamato il mio agente e mi sono messa a piangere, continuavo a dirgli grazie solo per il fatto di avermi mandato lì. Hai avuto qualche difficoltà su un set così importante? No e sai perché? Perché Montaldo non è un regista, è un direttore d’orchestra. A San Pietroburgo mi prendeva sottobraccio e mentre passeggiavamo lungo il fiume, mi spiegava la scena che stavo per girare, intonava perfino la colonna sonora di Morricone che avrebbe fatto da sottofondo. Un’esperienza indimenticabile. E ho avuto il privilegio di recitare con Miki Manojlovic, l’attore più bravo che abbia mai visto. Lui recitava in francese ma io lo capivo ugualmente, parlavamo con gli occhi. Visto che ti piace mescolare l’alto e il basso, facciamo scendere un po’ il livello della conversazione, che ne dici? Sbilanciati: chi è l’attore più sexy del cinema italiano? Stimo molto Elio Germano, ma non so se è proprio sexy. Forse Kim Rossi Stuart. Mi è capitato di incontrarlo e l’ho trovato incredibile, mi hanno colpito la sua eleganza, il collo lungo. Poi è uno in gamba e a me dell’uomo seduce l’intelligenza più di ogni altra cosa. E di Riccardo Scamarcio cosa mi dici? E’ un bel ragazzo ma non è il mio tipo. Il mio tipo è Benicio Del Toro. O Clive Owen. Guarda i casi della vita: ti chiedo di Scamarcio, l’attuale fidanzato della Golino, e tu mi citi Benicio Del Toro che è un ex fidanzato della Golino… Una donna fortunata, non c’è che dire. L’attrice più brava? Non lo dico perché spenda una buona parola per me col suo ex fidanzato, ma in effetti tra le italiane la mia preferita è Valeria Golino, un’attrice intensa, con gli occhi pieni. Una che mi fa ridere e che mi incuriosisce per i dettagli è Margherita Buy. Tra le attrici internazionali ti cito Isabelle Huppert, Julianne Moore, Naomi Watts, ma ce ne sono moltissime altre. Non è che le straniere siano più brave delle italiane, è che all’estero registi e produttori sono più coraggiosi, ti affidano un ruolo anche se fisicamente sei distante dalla parte. Un regista da cui ti piacerebbe essere diretta. Carlo Verdone perché da romana quale sono con i suoi film ci sono cresciuta, ma anche da Paolo Sorrentino e da Emanuele Crialese. Se devo sognare in grande ti dico David Lynch, Martin Scorsese, Ken Loach o Pedro Almodovar. Ah Pedro… Lui sì che valorizza le donne. Cosa mi dici di questa benedetta popolarità? C’è chi la vive bene, chi la cerca con tenacia e poi la vive con sofferenza. Tu? La popolarità è bella perché senti di avere una qualifica, il tuo mestiere viene riconosciuto. Poi sai, ci sono quei meravigliosi privilegi tipo poter varcare per la prima volta la soglia dell’atelier Gucci e vederti addosso quegli abiti da sogno… Le controindicazioni della popolarità? Quello che io chiamo “chiacchiericcio”. Mi accorgo di essere costantemente sottoposta a dei test da parte di molte persone che mi conoscevano da prima di “Notte prima degli esami” per vedere se mi sono montata la testa. Con tanta gente non c’è più il rapporto puro, è tutto un po’alterato dal mio nuovo “status”. Per fortuna ho degli amici veri per i quali io sono la Carolina di sempre, sono fortunata. La spesa più pazza con i primi soldi guadagnati? Un regalo al mio fidanzato. Tra pochi giorni è il suo compleanno e gli ho preso un macchinario per suonare…La musica è la sua grande passione. Stiamo insieme da un anno e mezzo e, lo dico subito, non fa l’attore. Come ti ha conquistata? Con la lentezza, senza fretta. E’ stato un lungo gioco di sguardi, molti sorrisi, abbiamo scoperto a poco a poco il piacere di raccontarci. I giornali però ti hanno già affibbiato qualche fidanzato famoso… Si è chiacchierato di una simpatia con Nicolas Vaporidis. Se è per questo dicono anche che avrei una storia con Brizzi. Io poi sono una “molto fisica”, bacio e abbraccio con slancio, per cui ogni volta che Fausto arriva sul set “gli faccio le feste” e alimento le voci. Insomma, delle chiacchiere me ne frego. Quando ho visto le foto con Vaporidis ci ho riso sopra, eravamo in un locale a Napoli per la promozione, c’era un sacco di gente intorno a noi ma in quegli scatti sembravamo soli su un’isola deserta. Ha riso anche il mio fidanzato, per fortuna. E’ vero che molta gente per strada ti scambia per Laura Chiatti? Sì, è una cosa molto buffa anche perché quando l’ho incontrata mi ha detto che le accade la stessa cosa . A lei hanno fatto delle domande pensando di parlare con me, a me per strada gridano: “C’è quella della Vodafone!”. Comunque la conosco poco ma mi è simpatica. Ora sei sul set de “Il giorno perfetto” diretta da Marco Martani. Sì, però visto che le riprese sono appena iniziate non posso anticipare molto. Ti dico solo che prendo un sacco di botte. Oggi, dopo una scena, ero a terra esausta e uno dei macchinisti mi ha aiutato a rialzarmi. E’ un film tosto, drammatico, ambientato nella periferia romana. C’è sempre Fausto Brizzi tra gli sceneggiatori, ma il film non ha nulla a che vedere con “Notte prima degli esami”. Diciamo che se Azzurra era la luce, il mio nuovo personaggio è il buio. Sono una donna che si preoccupa molto degli altri e non tutela se stessa, un ruolo bellissimo. Sembra che nessuno possa più fermarti nella tua corsa verso il successo. Facciamo così: cosa prometti di non fare quando sarai una star? Prometto di non dimenticare mai di essere una persona. Insomma, non esistono primedonne nella vita, nel cassetto abbiamo tutti mutande e calzini, no? D’accordo, però non mi basta. Mi prometti anche di non andare in analisi come fanno tutte le attrici italiane? Noi attori facciamo un lavoro per cui se c’è qualcosa di sbagliato sei sbagliato tu, non sei un artigiano, non te la puoi prendere con un utensile poco appuntito o con della legna fradicia. Il tuo strumento di lavoro sei tu. Se non hai le tue piccole certezze fuori dal lavoro, puoi entrare facilmente in crisi, non per niente ieri dopo le riprese mi sono precipitata ad andare a mangiare una pizza con il mio ragazzo e gli amici di sempre. Insomma, ora non ho bisogno di uno psicanalista, ma sai che ti dico? In futuro una visitina non la escludo mica…

Ma veramente lo metti dentro?

DISCLAIMER Se avete problemi di sesso di misure di durata familiari interruptus salto della quaglia…non cliccate mai e poi mai il tasto play!! E’ lungo 23 a volte 24….minuti? non credo! Ragazzi Rocco mi sta proprio simpatico. E il gossip del giorno è che la nostra Selvaggia andava nella stessa palestra (o era una piscina?) di Rocco Siffredi 😉

Buona Giornata

[by webmaster] Caspita il post della pecora nera non vi è piaciuto. Forse avete ragione, era un po’ di cattivo gusto ma sono sicuro che quella povera pecorella non è stata maltrattata da nessuno. E’ anche una lezione di vita: a volte giudichiamo troppo in base alle apparenze 😉 Ad ogni modo, perché siete stati anche un po’ cattivelli e come al solito non sono mancati i post del tipo “sto blog fa schifo, era meglio quando era peggio, rivogliamo selvaggia, addio selvaggia, non ti amo più, ti amo ancora ma però a me mi..” ho deciso di rovinarvi la giornata. Sì sì Non sono qui per giustificare il fatto che Selvaggia non scriva. Ma se davvero fare un figlio ha come effetto quello di ridurre il tempo trascorso on line beh io ne voglio 101 di bambini. Voglio un asilo tutto mio. Ad ogni modo non sono qui per parlare né di figli né di famiglia. Sono qui solo per rovinarvi la giornata. Così, tanto per rifarmi dopo il post precedente. …se proprio ci siete rimasti male male posso consigliarvi un secondo video per tirarvi un po’ su il morale: eccolo qui. Purtroppo è tutto in inglese ma tranquilli: non parla di preti pedofili e si capisce anche abbastanza bene. [by webmaster]