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L’isola dei famosi 5 (la finale)

Contro qualsiasi previsione, dopo un ballottaggio finale all’ultimo respiro con Debora Caprioglio, Manuela Villa ha vinto la quinta edizione dell’isola dei famosi. Il fatto ha suscitato stupore e incredulità in tutto il mondo. Vi basti pensare che a due mesi dalla fine del programma i bookmakers inglesi pagavano ben due volte la posta se vinceva la Villa e donavano le proprie cornee più un rene del loro primo figlio maschio se vinceva la Caprioglio. A due giorni dalla fine del programma i bookmakers pagavano il trionfo della Caprioglio quanto quello di Beppe Convertini alle presidenziali americane. Diciamo che l’avvenimento era imprevedibile almeno quanto la nuova gravidanza di Britney Spears, la neve in Finlandia e un’ uscita pubblica di Valeria Marini in abito sottoveste, smalto rosso e scarpa gioiello da cui si intravede il classico e sottilissimo piede di Cenerentola dopo una collisione con gli scarpini di Gattuso. Ma passiamo alla conduttrice, ovvero colei che tante soddisfazioni ci ha dato in questa memorabile edizione dell’isola dei famosi in cui si sono ritirati tutti tranne l’unica persona che avrebbe avuto tante buone ragioni per farlo: il suo costumista . Tanto per capirci, ieri sera Super Simo indossava, a sorpresa, un abito rosso con pancera di pizzo, un collier già messo da Joan Collins nella settantaquattresima puntata di Dinasty, e più precisamente quella in cui il marito Blake, nel vederla scendere dalle scale col bicchiere di whisky in mano, le dice: “Amore il vestito va bene ma il collare del chihuahua di Paris Hilton mi pare fuori luogo per un battesimo!” e, soprattutto, una patacca d’orologio regalatole da uno scafista albanese dopo che s’è offerta di guidare lei fino a Tirana un vecchio peschereccio che aveva appena scaricato a Crotone duecento immigrati. Una volta arrivato nel porto albanese, s’è scoperto che nascosti nello scafo c’erano Cristina Parodi, Patrizia Mirigliani, Lele Mora, Dolce e Gabbana e Karen Picozzi, ma questi sono particolari irrilevanti. Qualora non fossi stata sufficientemente chiara, sappiate che Alda D’Eusanio in versione opinionista, di fianco a lei sembrava Lina Sotis. Sensatissimo come sempre anche lo slogan urlato a squarciagola dalla conduttrice a inizio puntata: “Non conta chi sei stato, chi sei e chi sarai ma solo crederci sempre e arrendersi mai!”. In pratica se eri un centometrista, oggi sei paraplegico e domani sarai uno che uno che si nutre con una cannuccia, chettefrega. L’importante è che tu ci creda sempre! Il collegamento con Dj Francesco è stato come sempre scoppiettante: lui, vestito come il ragionier Fantozzi in partenza per la mitica settimana bianca, si scalda davanti a un falò non lontano dalla tangenziale e pensando di essere spiritoso riferisce alla Ventura che più di una persona gli ha chiesto “Quanto vuoi?”. Il problema è che non ha sentito il resto della frase che era “per buttarti nel fuoco?”, ma vabbè. Poco più tardi il nostro Dj preferito si immergerà in una vasca con un improbabile costume con una bella S stampata sopra che, come la Ventura ci terrà a precisare, sta per Superman e che, come il resto d’Italia non potrà fare a meno di pensare, in questo caso specifico sta per Scemo. Punti di vista. Non s’è ben capito se l’intenzione fosse quella di alzare il livello della trasmissione ma ieri sera la conduttrice chiedeva inspiegabilmente un parere a Maria Giovanna Maglie su qualsiasi argomento le venisse in mente. Dopo averle domandato un’ opinione sulla ricrescita color legno d’albicocco di Manuela Villa, un parere sullo stacco di coscia di Daniela Santanchè, le condizioni del mare nel golfo di Akaba e averle chiesto se lei una bottarella a Patrick Lumumba tutto sommato gliela darebbe, la Maglie, in preda all’esaltazione, s’è lanciata in un monologo di sei ore e quaranta bloccato solo grazie all’intervento di Giorgio Gori che l’ha imbottita delle stesse cariche esplosive utilizzate per abbattere l’hotel Fuenti sulla costiera amalfitana e fatta saltare in aria mentre si lanciava in un’analogia tra le teorie di Victoria Petroff sulla sicurezza delle protesi in silicone e quelle di Condoleeza Rice sulla sicurezza nazionale. Tra parentesi. Il look della Maglie ieri sera era composto da orecchini, bracciali e anelli il cui peso specifico era più o meno quello di Urano, una manciata di extension avanzate dall’edizione con Arianna David due anni prima e una tinta double face: inquadrata da davanti la corpulenta opinionista sfoggiava un colore biondo miele alla Venier, inquadrata da dietro era Piero Pelù. Segue filmato in cui i naufraghi vengono mostrati affranti e malinconici una volta saputo che dopo tre mesi abbandoneranno l’isola. Simona Ventura spiega che sono vittime della famosa “sindrome di Stoccolma”, e mentre tu sei lì che pensi “Finalmente ha detto una cosa sensata!”, aggiunge che comunque devono stare tranquilli perché poi l’impressione di vedere il sole a mezzanotte passa. La panoramica sui parenti dei naufraghi è, come al solito, esilarante. Vi anticipo uno scoop: l’istituto ricerche genetiche di Ginevra ha preso in esame la madre di Canonico e quella di Miriana Trevisan per comprendere come sia possibile che la natura possa decidere che un figlio (Canonico) possa ereditare tutti i geni denominati DCSS (ovvero “Del Coglionazzo Senza Speranza”) dalla madre, nessuno escluso, e che una figlia (Miriana) con una madre che pare Gianni Fantoni con la parrucca abbia ereditato i geni di Eva Longoria. Merita un cenno anche la madre di Manuela Villa. Diciamocelo. ‘Sta donna avrà pure sofferto, per carità, ma pare uno strano incrocio tra Milva e il cerbero del terzo girone dantesco. A forza di guardarla io mi sono convinta che quarantuno anni fa il povero Claudio Villa, in una tranquilla giornata di sole, corresse in pantaloncini nel parco e da dietro un cespuglio sia spuntata la signora che dopo averlo stordito con una vanga, ha fatto il suo comodo per una mezz’oretta e nove mesi dopo è tornata pretendendo che riconoscesse il frutto del loro amore. Due considerazioni sulla vincitrice : la prima è che mi sfugge la ragione per cui Manuela Villa s’è incaponita per tutto il corso della trasmissione a insistere nel look “Riso amaro dopo che Silvana Mangano s’è magnata tutto il riso della risaia”. La seconda è che per quanto energica e cazzuta sia ‘sta donna, sentirle dire che ha sempre voluto che si parlasse di lei e non del padre perché non conta di chi sia figlia, dopo che per anni ci siamo sorbiti interviste in cui raccontava che Claudio Villa non voleva riconoscerla, che Claudio Villa voleva riconoscerla ma che le figlie erano contrarie, che Claudio Villa a sua volta non era stato riconosciuto dal doberman e l’aveva azzannato sul polpaccio, che Claudio Villa le era apparso in sogno vestito da Batman, beh, la sua teoria mi suona un po’ poco credibile. ( ci sarebbe anche il suo libro autobiografico, tra l’altro) E poi insomma, diciamocela tutta: il carattere di Manuela non è dei più accomodanti. Chi diceva che il fatto di aver vissuto sull’ultima spiaggia e dunque di essersi risparmiata l’interazione con gli altri concorrenti sia stato un grande vantaggio, aveva tutte le sante ragioni. Finchè ha convissuto con gli altri, è sempre stato palese che Manuela Villa è una rompicoglioni di proporzioni bibliche e anche sull’ultima spiaggia, secondo voci di corridoio, ha litigato con un una noce di cocco, ha avuto un alterco con un conchiglione, è venuta alle mani col barracuda ed è stata nominata in massa da tutti i paguri residenti in Honduras. L’arrivo in studio di Claudio Cuccurullo è stato uno dei momenti indimenticabili della serata: capelli piastrati, sguardo maledetto alla Vincent Cassel doppiato da Enzo Salvi, sfoggiava uno smoking che in teoria doveva farlo apparire elegante, nei fatti i dialoghi tra lui e la Ventura sembravano quelli tra Victoria Cabello e il gorilla della pubblicità del Crodino. Non solo continuava a sostenere che lui gli isolani se li sarebbe fatti tutti uno ad uno ma ad un certo punto la conduttrice gli ha domandato con chi dei naufraghi si sarebbe fatto un bel piatto di rigatoni con la pajata e il nostro eroe ha risposto senza esitazione alcuna “Con Vittorio!”. La pajata, per chi non lo sapesse è l’ano del vitello, ma trattasi di coincidenze della vita. Qualsiasi tentativo di farlo sembrare un essere umano dotato di sentimenti è naufragata miseramente: invitato a elencare le cose più importanti della vita ha detto:“Beh mia madre, mia moglie, la Roma…” e prima che potesse aggiungere il rutto dopo pasto e la rosetta con la mortazza, la Ventura gli ha ricordato timidamente “E i figli!”. E’ il momento della telepromozione. La Ventura decanta le bellezze delle borse Fergi che per la cronaca sono belle quanto una busta conad arrotolata sul polso, ricordando che Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio hanno scelto Fergi e che pure l’ex moglie di Gigi li prende a borsettate solo e rigorosamente con gli eleganti e praticissimi modelli di borsa Fergi con borchie in metallo. Dopo la telepromozione fa il suo ingresso in studio un tizio che dice di chiamarsi Paul Belmondo. La Ventura non sa chi sia e gli domanda se per caso è un amico d’infanzia di Manuela Villa. Lui dice di no e allora la Ventura gli chiede se ha voglia di fare il finto amico d’infanzia di Manuela Villa che ricorda quanto soffrisse da piccola perché senza padre e lui risponde di no. Allora Simona Ventura gli urla : “Brutto figlio di puttana tanto io non ti avrei mai permesso di tentare di favorire Manuela Villa facendo leva su squallide storie strappalacrime!” e lo butta fuori dallo studio a calci. A quel punto è tutto un susseguirsi di eventi memorabili. Uno dei tre finalisti, ovvero la Villa, la Caprioglio e Nicola Canonico, ha la possibilità di accedere direttamente alla finale sfidando gli altri due in una gara di apnea. Casualmente straccia tutti Manuela Villa che casualmente fa la cantante che casualmente ha l’estensione vocale della sirena del porto di Civitavecchia che casualmente di respirazione e del controllo del flusso d’aria nei polmoni ne saprà qualcosa. Miriana racconta alla Ventura la sua esperienza sull’isola e afferma che lì ha visto cose mai notate prima e cioè, nell’ordine: l’acqua trasparente, l’acqua agitata, il cielo azzurro e il cielo rosso al tramonto. Speriamo che la madre entro la fine dell’anno le mostri il fuoco, le mutande in lycra, le istruzioni del videoregistratore e il pallone di cuoio perché questa poveretta ha bisogno di vivere altre emozioni forti. Nicola Canonico dichiara trionfante che dopo questa esperienza “la sua anima è a disposizione di qualche regista” e in effetti non è da escludere che Robert Zemekis si ispiri alla sua intelligenza brillante per il remake di Forrest Gump. Karen Picozzi se ne sta tutta la sera immobile sul suo sgabello con l’aria distesa di chi s’è seduta incidentalmente sul plastico in acciaio del grattacielo di Taipei. A pochi minuti dall’elezione del vincitore la Ventura comincia a vaneggiare. Prima suggerisce a Claudio di non prendersela troppo e di “sintetizzare” il fatto che la gente l’abbia buttato fuori al televoto. Poi ad un autore che le aveva scritto un gobbo poco comprensibile chiede “Ma sono i geroglifici dei sumeri o e Gesù Cristo ad aver scritto ‘sta cosa?” Arrivano i risultati finali: Manuela Villa col 75% delle preferenze è la vincitrice assoluta. Il 20% ha votato per eliminare Alda D’Eusanio dallo studio e il restante 5% ha votato perché si istituisca “una giornata nazionale dei diritti delle donne di aspettare sotto casa Francesco Coco e di infilargli la lingua in bocca.” Alla prossima edizione!

Se non è devozione questa

Vi devo confessare una cosa: sto attraversando un momento di profonda crisi spirituale. Saranno i miei nove anni dalle suore in un istituto in perfetto stile “Magdalene”, sarà che dopo che Johnny Depp ha regalato un vigneto nella campagna francese alla compagna Vanessa per festeggiare l’uscita del suo nuovo album mi rimane difficile credere che possa esistere un essere superiore a Johnny, sarà che al momento mi preoccupa di più sapere che ne sarà del mio culo tra dieci anni che della mia anima tra cinquanta, ma proprio non riesco ad aggrapparmi ad uno straccio di credo. Giuro che ho passato al vaglio una gran quantità di ipotesi e che ho un profondo desiderio di credere in qualcosa che mi dia una sensazione di benessere e leggerezza spirituale ma a parte quel rimedio lì che generalmente passa di mano in mano attorno a un tavolino rotondo e un sottofondo di musica new age, non c’è nulla che mi convinca fino in fondo. Eccovi qui di seguito le mie considerazioni altamente teologiche e spirituali sul perché ho scartato una lunga serie di religioni, teorie e discipline spirituali. Il Taoismo. Sarà che Yin e Yang più che due principi cosmici a me paiono con tutta probabilità i nomi dei prossimi due figli di Totti e Ilary, la teoria che ogni cosa può esistere solo se esiste il suo opposto o il suo contrario mi lascia perplessa. E’ vero, spiegherebbe il perché dell’esistenza mia e dunque di quella del mio ex marito, il perché dell’esistenza del mio culo e dunque di quella del culo di Naomi Campbell, il perché dell’esistenza di Flavia Vento e quindi di quella della Levi Montalcini, ma non mi convince fino in fondo. Voglio dire, con tutti i cessi di uomini che girano per strada, per la teoria degli opposti, dovrei imbattermi in almeno duecento George Clooney per isolato, dunque c’è qualcosa che non mi torna. Bocciato il taoismo. La reincarnazione. L’ipotesi è suggestiva, lo ammetto. Pensare che si possa rinascere per risolvere delle questioni rimaste irrisolte nella vita precedente è davvero attraente: io nella mia prossima vita potrei buttare il corpo del mio fidanzatino del liceo in una discarica anziché aspettare che mi lasci quando si iscrive all’università, potrei tornare al Maurizio Costanzo Show e anziché fare pippa quando il conduttore mi fa il cazziatone cogliere al volo l’opportunità di lapidarlo a colpi di cartellina. Potrei rimediare a un sacco di errori. C’è però una faccenda che non mi convince in tutto questo: se il karma è il risultato degli atti compiuti nelle proprie esistenze anteriori, cosa cazzarola era Maria De Filippi nella sua vita precedente? Il conte Dracula? Attila il re degli Unni? Godzilla? Il calamaro gigante? Bocciata la reincarnazione. Il cristianesimo: l’idea che un padre onnipotente decida di sacrificare la vita del suo unico figlio maschio per giunta fisicato e belloccio mi pare decisamente poco attuale: oggi gli regalerebbe Mediaset e la sua croce, al massimo, potrebbe essere Lucio Presta o Publitalia. Oltretutto metterebbe al fidanzata a condurre un paio di trasmissioni e qui si sfiorerebbe la bestemmia, per cui eviterei di scivolare nella blasfemia e passerei oltre. Bocciato il cristianesimo. Il Buddismo: che volete che vi dica. Ho simpatia per il Tibet, per il Dalai Lama e per la filosofia buddista. Eppure non riesco a non pensare com’è che uno come Buddha che predica il distacco dai piaceri terreni abbia quell’aria lì di uno che ha appena mandato giù dieci Big Mac e la sorpresa dell’Happy meal. I Testimoni di Geova. Non so. Io uno che mi viene a bussare alla porta per dirmi che Dio esiste e che anche se non lo possiamo vedere ad occhio nudo si nasconde in tutte le pieghe della nostra esistenza, non lo vedo tanto diverso da uno che mi bussa alla porta con il folletto in mano per dirmi che l’acaro esiste anche se non è visibile all’uomo si nasconde nelle pieghe delle nostre lenzuola. Il Panteismo: Dio è in tutte le cose. Bene. Ipotesi affascinante. Però qualcuno allora mi spieghi cosa diavolo ci starebbe a fare Dio nelle caccole, in Carlo Conti, nelle crocks col pelo, nella ritenzione idrica, nella linea d’intimo di Valeria Marini, nella voce di Silvia Toffanin, nel doppiomento di Prodi, nelle televendite con Bettarini, nei libri di Carlo Rossella, nell’acconto sull’iva, nei film con Massimo Boldi, nelle smagliature, nell’attaccatura dei capelli della Brambilla. Scientology. A me quelli di Scientology fanno paura. Basta guardare le foto recenti di Tom Cruise: quella pettinatura lì è segno inequivocabile della vittoria della fede sulla ragione. Ipotesi kamikaze. Sarà che nei momenti bui si arriva a pensare qualsiasi cosa, ma confesso che m’è balenata in testa pure ‘sti’idea. Mi sono detta: individuo una causa buona e giusta e mi immolo. Tuttavia non mi è parsa chiara una faccenda di vitale importanza: questi islamici sostengono che se uno si fa saltare in aria si guadagna un fantastico soggiorno vitalizio nel paradiso islamico ove ti attendono la bellezza di settantadue vergini. Ok. Questo varrà per i kamikaze maschi, mi auguro. Cioè, non è che se io tiro la cordicella poi mi ritrovo in mezzo a edera e giunchi in compagnia di settantadue Rosy Bindi in costumi adamitici a discutere di pacs e fecondazione assistita? Insomma. Non è ancora chiaro cosa ci guadagni una donna a farsi saltare in aria. No, perché io entro un paio di settimane massimo ho intenzione di mimetizzarmi tra il pubblico di Buona Domenica imbottita di tritolo e di tirare il cordino non appena Sara Varone sale sul surf, ma vorrei capire se nel mio paradiso meritatissimo m’attendono i Centocelle Nightmare, la squadra di rugby francese, gli ex di Manuela Arcuri o Cesare Lanza nudo incazzato nero. Un teologo mi illumini. Infine, ci sarebbe la strada dell’ateismo. Il problema è che non fa per me neppure quella perché io credo a un sacco di cose . Credo nel potere del Wonderbra, nella moda del toy boy, nel rapporto qualità prezzo delle creme Sisley, nei colpi di sole biondo scuro, nella bocca di Oliver Martinez, nel bicipite di Brad Pitt e soprattutto in Kim Rossi Stuart. Tutto intero. E senza che la mia fede abbia vacillato mai anche per un solo attimo. Giuro. Neppure quando l’ho visto in pantacollant in Fantaghirò. Se non è devozione questa.

Paris del web

La latitanza di questo giorni è dovuta a una questione drammatica: il mio amato portatile Acer che tante soddisfazioni m’ha dato negli ultimi quattro anni di vita, comincia a dare i primi segni di rincoglionimento senile. No, non è ancora arrivato a sputare quando parla e a scaccolarsi in diretta tv, ma siamo lì, per cui temo che a breve mi abbandonerà definitivamente. (o mi chiederà di fare il direttore artistico di un teatro romano, non so ancora quale sia il segno inequivocabile che ci si è bruciati il cervello) Tutto questo per dire che è mia intenzione sostituirlo con un sony vaio rosa il quale mi eleggerebbe all’istante la Paris del web, l’Ivana Trump della blogsfera, la Winx fata di internet e così via. Dove voglio arrivare? Ecco, se c’è qualcuno che ha da suggerirmi un posto in cui trovarlo pagando il mouse e ottenendo il portatile in omaggio, oppure un posto in cui chi me lo vende mi fa la gentilezza di installarmi anche outlook e tutta quella roba lì, oppure un posto in cui il commesso che me lo vende somiglia a Jude Law, ecco, si facesse vivo nei commenti. (o via mail) Ne va della cronaca della finale dell’Isola, sappiatelo. (che bastarda ricattatrice, lo so)

Traumi infantili

Mi sfugge la ragione per cui una come Madonna chiami la figlia Lourdes e di fronte al fenomeno mistico della sua trasfigurazione in Geronimo La Russa, non la infili vestita in un bidone di ceretta Cadey invocando il miracolo. Ecchecacchio. p.s. Che poi una madre spera che certe cose passino da sole e vent’anni dopo se la ritrova a condurre “Uomini e donne” con la voce di Raffello Tonon.

Andiamo bene

Va bene, lo ammetto. Sono due ore che medito sul possibile incipit di questo pezzo e, più precisamente, su quale scusa credibile adottare per sostenere che sono capitata assolutamente per caso sul sito della Durex. Il problema è che nulla mi convince in maniera definitiva dunque, per confondere le acque, lascio a voi decidere quale di questa potrebbe essere la ragione più plausibile: a) sto scrivendo una tesi di laurea sul lattice e sul suo utilizzo nel settore dei profilattici e in altri campi specifici quali la creazione delle maschere facciali di Renato Balestra, Claudio Baglioni e Michael Douglas. b) volevo rivedere con calma lo spot dell’olio “massaggiante” durex con la tizia sdraiata di schiena, il tizio sopra di lei e rumori ritmici di molle per comprendere meglio se il tutto è a) una sottile metafora del nostro mondo funestato da guerre e sconvolgimeti climatici col messaggio che alla fine nonostante il nostro pianeta scricchioli, filerà tutto liscio come l’olio della durex. b) una sottile metafora delle conseguenze del rincaro del petrolio col messaggio che tra un po’ l’unico olio lubrificante auto che potremo permetterci è quello della durex c) una sottile metafora della posizione detta anche della pecora che bruca. c) dopo il lancio dell’anello vibrante e lo spot dell’olio volevo capire cosa cavolo sta succedendo alla Durex, ovvero se è morto il vecchio direttore creativo Rosy Bindi ed è subentrato Cosimo Mele. Comunque, la visita sul sito ha riservato delle sorprese. Quella più sconvolgente, per quel che mi riguarda, è l’esistenza del profilattico Italian supporter, ovvero, come da descrizione sul sito, “il profilattico creato da Durex per farti sentire un vero tifoso in ogni situazione. Il profilattico azzurro, simpatico e divertente per creare coinvolgimento e feeling nei momenti più caldi della partita”. Fatemi il piacere. Se nel momento topico lui estrae dal comodino una roba del genere, fatelo sentire davvero alla stadio: assestategli un bel calcio sulla palla e scappate a gambe levate esultando come un ultrà. Ma le sorprese non sono finite qua. C’è anche pleasuremax che “offre il massimo del piacere nel rapporto grazie ad una combinazione di rilievi e nervature, posizionati per stimolare al meglio entrambi i partner”. In pratica, se desiderate provare la sensazione di essere possedute da una trivella petrolifera, ora sapete come fare. C’è il preservativo AVANTI ULTIMA (e già se fossi un uomo infilarmi una roba con ‘sto nome mi darebbe l’idea di schiattare infartuato dopo due colpetti), che è “il profilattico in poliisoprene sintetico, un nuovo materiale rivoluzionario ideale per le persone allergiche al lattice di gomma naturale”. Ora. Io penso che trombarsi Goldrake possa pure essere un’esperienza interessante, ma se è vero che con lo sfregamento da lattice ti può venire una dermatite, col polisoprene sintetico come minimo almeno per un paio di giorni dopo il rapporto facendo roteare il capezzolo destro ti sintonizzi su radio vaticana. Poi c’è il comfort extra large, e cioè ” il profilattico di dimensioni maggiori rispetto ai profilattici normali, per una piacevole sensazione di comodità durante il rapporto” che, tocca dirlo, per le donne è una grande vittoria: se è vero che noi ci ostiniamo a chiedere una 42 pure quando siamo una 48, ora sappiamo che ci sarà un’orda di uomini che varcheranno la soglia di farmacie e supermercati per acquistare il comfort extra large convinti di essere un 20 anche se arrivano a fatica a 10. E infine, fiato alle trombe, c’è il Performa, ovvero il profilattico che prolunga il rapporto, perché contiene al suo interno un leggero anestetico locale che ritarda l’eiaculazione. Con forma easy-on, più facile da indossare e più confortevole durante il rapporto. Ogni profilattico contiene crema ritardante al 5% di benzocaina.”. Allora signor Durex, parliamone. Lei deve comprendere due faccende essenziali che riguardano noi donne: la prima è che se proprio devo trombarmi uno che si fa di benzocaina o qualsiasi altra sostanza stupefacente salgo sul primo 747 della British e mi piazzo in perizoma davanti al cancello di casa di Robbie Williams, mica vado col primo pirla che capita. Secondo: già in quei momenti è dura trovare uno che capisca cosa deve fare e e lei me lo stordisce pure con l’anestetico? Lei è un pazzo perfino pericoloso, se lo lasci dire. E per finire, passiamo alla linea di vibratori Durex che, notate bene, sul sito sono stati battezzati “massaggiatori personali”. Onestamente io adoro pure gli eufemismi, il problema è che da adesso in avanti tutte le volte che sentirò dire alla Marini che lei non fa un passo senza il suo massaggiatore personale non potrò fare a meno di esclamare “Buon divertimento!” a voce alta. La premessa è che “i massaggiatori personali Durex Play sono stati realizzati in collaborazione con l’agenzia di design Seymour Powell e con un pool di esperti sessuologi, sulla base della conformazione fisica femminile.” Care amiche, in pratica i sessuologi e i grafici migliori del pianeta nonche i più fini conoscitori del corpo femminile, si sono convinti che a) noi si compri un aggeggio del genere quando si può usare comodamente il cordless di casa b) ‘sto coso osceno sarà utile al nostro piacere e non a nostro figlio piccolo come minicatamarano per playmobil c) che la nostra vagina sia un karaoke. Andiamo bene.

Dicheno

Da “Chi”: Lei è una bionda, bionda, bionda di Mediaset. E doveva condurre il mattino di Canale 5. Ma a rimpiazzarla ci ha pensato Barbara D’Urso. E questo proprio non le va giù…