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Non ci sono più i sex symbol di una volta

Sarà che sto invecchiando e le adolescenti di oggi sono un mondo troppo distante dal mio. Sarà che pure io ormai chiamo un fratello col nome dell’altro fratello e quando qualcuno sui quattordici anni mi fa vedere la foto di una popstar su un giornale io dico “Boh, a me me sembrano tutte uguali!”. Sarà che insomma, comincio a fare tutte quelle cose per cui anni fa costringevo i miei genitori alla gogna del pubblico ludibrio e sarà che quando guardo i liceali davanti a scuola mi sorprendo a scuotere la testa in segno di disapprovazione di fronte a ombelichi scoperti, sigarette che penzolano da bocche truccatissime, macchinette costose parcheggiate sui marcipiedi. Sarà che come mi direbbe un adolescente oggi “ammazza come so’ antica”, ma ecco, io i sex symbol delle adolescenti moderne non li capisco. Cioè, non so voi, ma io mi ricordo che all’età del menarca sbavavo per gente tipo Nick Kamen, Dylan di Beverly Hills,Tom Cruise o Simon Le Bon, ovvero tizi che all’epoca, al loro passaggio, lasciavano scie di testosterone sull’asfalto. Ora guardo i sex symbol delle adolescenti moderne e mi domando se nelle ali delle Winx non si nasconda qualche sostanza stupefacente. Ovvero, spiegatemi come cazzarola è possibile che sui diari delle ragazzine ci siano appiccicate le foto di: Silvio Muccino, ossia uno che se fosse il ragazzo del sushi a domicilio gli allungheresti i trenta euro senza manco guardarlo in faccia e ti chiederesti se con quella voce c’è nato o ha il nigiri menù da dodici in bocca. Nicolas Vaporidis, ovvero uno che ha il nome da attore americano e il cognome da ferro da stiro e che quando il direttore della fotografia è particolarmente bravo pare Neri Marcorè dopo una seduta di elettroshock praticata da Federico Moccia. I Tokyo Hotel, e più precisamente il cantante del gruppo tedesco Bill Kaulitz, ovvero un tizio che si trucca come la Pampanini, si pettina come Loredana Bertè ai tempi d’oro e che se lui è un uomo, beh, allora Amanda Lear ogni ventotto giorni c’ha le sue cose. Io ogni volta che me lo vedo su una copertina non so mai se il giornale in questione è “Cioè” o “Mani di fata”. (esilarante questo forum in cui ci si interroga sul sesso del cantante e l’utente Johnny commenta:”Oh cristo santissimo! E’ un uomo??????kazzo e io che volevo farmela!!!!”) Zac Efron, che per chi non lo conoscesse è quel ragazzotto americano pettinato come un modello di Cavalli che più che un maschio pare un un elfo. Diciamo che è uno a cui infili una calzamaglia e fa Puck in “Sogno di una notte di mezza estate” che è una meraviglia. Poi non so. ZAC. Con ‘sto nome da antiparassitario, a me dà l’idea che un amplesso con lui sia una specie di puntura di zanzara. E infine lui, Riccardo Scamarcio. Mi spiace dirlo ma secondo me l’aria tenebrosa non nasce da chissà quali tormenti interiori. No. Ve lo dico io: Riccardo è incazzato nero perchè sono anni che lotta con l’acne. Io lo guardo e lo riguardo, apprezzo l’occhio verde e il ricciolo finto spettinato, ma non riesco a levarmi dalla testa che questo qui la sera si lava la faccia col Topexan. Poi insomma, l’idolo delle adolescenti che s’è preso la tardona Golino per fare un dispetto alle adolescenti. Che volete che vi dica. Non ci sono più i sex symbol di una volta. (sì ok, all’epoca con George Michael l’abbaglio l’abbiamo preso pure noi, ma vabbè.)

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