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Andiamo bene

Va bene, lo ammetto. Sono due ore che medito sul possibile incipit di questo pezzo e, più precisamente, su quale scusa credibile adottare per sostenere che sono capitata assolutamente per caso sul sito della Durex. Il problema è che nulla mi convince in maniera definitiva dunque, per confondere le acque, lascio a voi decidere quale di questa potrebbe essere la ragione più plausibile: a) sto scrivendo una tesi di laurea sul lattice e sul suo utilizzo nel settore dei profilattici e in altri campi specifici quali la creazione delle maschere facciali di Renato Balestra, Claudio Baglioni e Michael Douglas. b) volevo rivedere con calma lo spot dell’olio “massaggiante” durex con la tizia sdraiata di schiena, il tizio sopra di lei e rumori ritmici di molle per comprendere meglio se il tutto è a) una sottile metafora del nostro mondo funestato da guerre e sconvolgimeti climatici col messaggio che alla fine nonostante il nostro pianeta scricchioli, filerà tutto liscio come l’olio della durex. b) una sottile metafora delle conseguenze del rincaro del petrolio col messaggio che tra un po’ l’unico olio lubrificante auto che potremo permetterci è quello della durex c) una sottile metafora della posizione detta anche della pecora che bruca. c) dopo il lancio dell’anello vibrante e lo spot dell’olio volevo capire cosa cavolo sta succedendo alla Durex, ovvero se è morto il vecchio direttore creativo Rosy Bindi ed è subentrato Cosimo Mele. Comunque, la visita sul sito ha riservato delle sorprese. Quella più sconvolgente, per quel che mi riguarda, è l’esistenza del profilattico Italian supporter, ovvero, come da descrizione sul sito, “il profilattico creato da Durex per farti sentire un vero tifoso in ogni situazione. Il profilattico azzurro, simpatico e divertente per creare coinvolgimento e feeling nei momenti più caldi della partita”. Fatemi il piacere. Se nel momento topico lui estrae dal comodino una roba del genere, fatelo sentire davvero alla stadio: assestategli un bel calcio sulla palla e scappate a gambe levate esultando come un ultrà. Ma le sorprese non sono finite qua. C’è anche pleasuremax che “offre il massimo del piacere nel rapporto grazie ad una combinazione di rilievi e nervature, posizionati per stimolare al meglio entrambi i partner”. In pratica, se desiderate provare la sensazione di essere possedute da una trivella petrolifera, ora sapete come fare. C’è il preservativo AVANTI ULTIMA (e già se fossi un uomo infilarmi una roba con ‘sto nome mi darebbe l’idea di schiattare infartuato dopo due colpetti), che è “il profilattico in poliisoprene sintetico, un nuovo materiale rivoluzionario ideale per le persone allergiche al lattice di gomma naturale”. Ora. Io penso che trombarsi Goldrake possa pure essere un’esperienza interessante, ma se è vero che con lo sfregamento da lattice ti può venire una dermatite, col polisoprene sintetico come minimo almeno per un paio di giorni dopo il rapporto facendo roteare il capezzolo destro ti sintonizzi su radio vaticana. Poi c’è il comfort extra large, e cioè ” il profilattico di dimensioni maggiori rispetto ai profilattici normali, per una piacevole sensazione di comodità durante il rapporto” che, tocca dirlo, per le donne è una grande vittoria: se è vero che noi ci ostiniamo a chiedere una 42 pure quando siamo una 48, ora sappiamo che ci sarà un’orda di uomini che varcheranno la soglia di farmacie e supermercati per acquistare il comfort extra large convinti di essere un 20 anche se arrivano a fatica a 10. E infine, fiato alle trombe, c’è il Performa, ovvero il profilattico che prolunga il rapporto, perché contiene al suo interno un leggero anestetico locale che ritarda l’eiaculazione. Con forma easy-on, più facile da indossare e più confortevole durante il rapporto. Ogni profilattico contiene crema ritardante al 5% di benzocaina.”. Allora signor Durex, parliamone. Lei deve comprendere due faccende essenziali che riguardano noi donne: la prima è che se proprio devo trombarmi uno che si fa di benzocaina o qualsiasi altra sostanza stupefacente salgo sul primo 747 della British e mi piazzo in perizoma davanti al cancello di casa di Robbie Williams, mica vado col primo pirla che capita. Secondo: già in quei momenti è dura trovare uno che capisca cosa deve fare e e lei me lo stordisce pure con l’anestetico? Lei è un pazzo perfino pericoloso, se lo lasci dire. E per finire, passiamo alla linea di vibratori Durex che, notate bene, sul sito sono stati battezzati “massaggiatori personali”. Onestamente io adoro pure gli eufemismi, il problema è che da adesso in avanti tutte le volte che sentirò dire alla Marini che lei non fa un passo senza il suo massaggiatore personale non potrò fare a meno di esclamare “Buon divertimento!” a voce alta. La premessa è che “i massaggiatori personali Durex Play sono stati realizzati in collaborazione con l’agenzia di design Seymour Powell e con un pool di esperti sessuologi, sulla base della conformazione fisica femminile.” Care amiche, in pratica i sessuologi e i grafici migliori del pianeta nonche i più fini conoscitori del corpo femminile, si sono convinti che a) noi si compri un aggeggio del genere quando si può usare comodamente il cordless di casa b) ‘sto coso osceno sarà utile al nostro piacere e non a nostro figlio piccolo come minicatamarano per playmobil c) che la nostra vagina sia un karaoke. Andiamo bene.

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