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Se non è devozione questa

Vi devo confessare una cosa: sto attraversando un momento di profonda crisi spirituale. Saranno i miei nove anni dalle suore in un istituto in perfetto stile “Magdalene”, sarà che dopo che Johnny Depp ha regalato un vigneto nella campagna francese alla compagna Vanessa per festeggiare l’uscita del suo nuovo album mi rimane difficile credere che possa esistere un essere superiore a Johnny, sarà che al momento mi preoccupa di più sapere che ne sarà del mio culo tra dieci anni che della mia anima tra cinquanta, ma proprio non riesco ad aggrapparmi ad uno straccio di credo. Giuro che ho passato al vaglio una gran quantità di ipotesi e che ho un profondo desiderio di credere in qualcosa che mi dia una sensazione di benessere e leggerezza spirituale ma a parte quel rimedio lì che generalmente passa di mano in mano attorno a un tavolino rotondo e un sottofondo di musica new age, non c’è nulla che mi convinca fino in fondo. Eccovi qui di seguito le mie considerazioni altamente teologiche e spirituali sul perché ho scartato una lunga serie di religioni, teorie e discipline spirituali. Il Taoismo. Sarà che Yin e Yang più che due principi cosmici a me paiono con tutta probabilità i nomi dei prossimi due figli di Totti e Ilary, la teoria che ogni cosa può esistere solo se esiste il suo opposto o il suo contrario mi lascia perplessa. E’ vero, spiegherebbe il perché dell’esistenza mia e dunque di quella del mio ex marito, il perché dell’esistenza del mio culo e dunque di quella del culo di Naomi Campbell, il perché dell’esistenza di Flavia Vento e quindi di quella della Levi Montalcini, ma non mi convince fino in fondo. Voglio dire, con tutti i cessi di uomini che girano per strada, per la teoria degli opposti, dovrei imbattermi in almeno duecento George Clooney per isolato, dunque c’è qualcosa che non mi torna. Bocciato il taoismo. La reincarnazione. L’ipotesi è suggestiva, lo ammetto. Pensare che si possa rinascere per risolvere delle questioni rimaste irrisolte nella vita precedente è davvero attraente: io nella mia prossima vita potrei buttare il corpo del mio fidanzatino del liceo in una discarica anziché aspettare che mi lasci quando si iscrive all’università, potrei tornare al Maurizio Costanzo Show e anziché fare pippa quando il conduttore mi fa il cazziatone cogliere al volo l’opportunità di lapidarlo a colpi di cartellina. Potrei rimediare a un sacco di errori. C’è però una faccenda che non mi convince in tutto questo: se il karma è il risultato degli atti compiuti nelle proprie esistenze anteriori, cosa cazzarola era Maria De Filippi nella sua vita precedente? Il conte Dracula? Attila il re degli Unni? Godzilla? Il calamaro gigante? Bocciata la reincarnazione. Il cristianesimo: l’idea che un padre onnipotente decida di sacrificare la vita del suo unico figlio maschio per giunta fisicato e belloccio mi pare decisamente poco attuale: oggi gli regalerebbe Mediaset e la sua croce, al massimo, potrebbe essere Lucio Presta o Publitalia. Oltretutto metterebbe al fidanzata a condurre un paio di trasmissioni e qui si sfiorerebbe la bestemmia, per cui eviterei di scivolare nella blasfemia e passerei oltre. Bocciato il cristianesimo. Il Buddismo: che volete che vi dica. Ho simpatia per il Tibet, per il Dalai Lama e per la filosofia buddista. Eppure non riesco a non pensare com’è che uno come Buddha che predica il distacco dai piaceri terreni abbia quell’aria lì di uno che ha appena mandato giù dieci Big Mac e la sorpresa dell’Happy meal. I Testimoni di Geova. Non so. Io uno che mi viene a bussare alla porta per dirmi che Dio esiste e che anche se non lo possiamo vedere ad occhio nudo si nasconde in tutte le pieghe della nostra esistenza, non lo vedo tanto diverso da uno che mi bussa alla porta con il folletto in mano per dirmi che l’acaro esiste anche se non è visibile all’uomo si nasconde nelle pieghe delle nostre lenzuola. Il Panteismo: Dio è in tutte le cose. Bene. Ipotesi affascinante. Però qualcuno allora mi spieghi cosa diavolo ci starebbe a fare Dio nelle caccole, in Carlo Conti, nelle crocks col pelo, nella ritenzione idrica, nella linea d’intimo di Valeria Marini, nella voce di Silvia Toffanin, nel doppiomento di Prodi, nelle televendite con Bettarini, nei libri di Carlo Rossella, nell’acconto sull’iva, nei film con Massimo Boldi, nelle smagliature, nell’attaccatura dei capelli della Brambilla. Scientology. A me quelli di Scientology fanno paura. Basta guardare le foto recenti di Tom Cruise: quella pettinatura lì è segno inequivocabile della vittoria della fede sulla ragione. Ipotesi kamikaze. Sarà che nei momenti bui si arriva a pensare qualsiasi cosa, ma confesso che m’è balenata in testa pure ‘sti’idea. Mi sono detta: individuo una causa buona e giusta e mi immolo. Tuttavia non mi è parsa chiara una faccenda di vitale importanza: questi islamici sostengono che se uno si fa saltare in aria si guadagna un fantastico soggiorno vitalizio nel paradiso islamico ove ti attendono la bellezza di settantadue vergini. Ok. Questo varrà per i kamikaze maschi, mi auguro. Cioè, non è che se io tiro la cordicella poi mi ritrovo in mezzo a edera e giunchi in compagnia di settantadue Rosy Bindi in costumi adamitici a discutere di pacs e fecondazione assistita? Insomma. Non è ancora chiaro cosa ci guadagni una donna a farsi saltare in aria. No, perché io entro un paio di settimane massimo ho intenzione di mimetizzarmi tra il pubblico di Buona Domenica imbottita di tritolo e di tirare il cordino non appena Sara Varone sale sul surf, ma vorrei capire se nel mio paradiso meritatissimo m’attendono i Centocelle Nightmare, la squadra di rugby francese, gli ex di Manuela Arcuri o Cesare Lanza nudo incazzato nero. Un teologo mi illumini. Infine, ci sarebbe la strada dell’ateismo. Il problema è che non fa per me neppure quella perché io credo a un sacco di cose . Credo nel potere del Wonderbra, nella moda del toy boy, nel rapporto qualità prezzo delle creme Sisley, nei colpi di sole biondo scuro, nella bocca di Oliver Martinez, nel bicipite di Brad Pitt e soprattutto in Kim Rossi Stuart. Tutto intero. E senza che la mia fede abbia vacillato mai anche per un solo attimo. Giuro. Neppure quando l’ho visto in pantacollant in Fantaghirò. Se non è devozione questa.

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