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Spigolature da Sanremo (seconda puntata)

1) Dietro il pesante confronto verbale tra il leader dei Tiromancino Federico Zampaglione e il rapper Frankie Hi Energy avvenuto ieri sera al dopofestival c’è della ruggine antica. Pare infatti che qualche anno fa, prima del suo incontro fatale con Claudia Gerini, Zampaglione avesse soffiato la fidanzata proprio a Frankie Hi Energy. Il rapper non perdona. 2 – Il pettegolezzo più clamoroso che gira a Sanremo riguarda una delle due primedonne del festival Bianca Guaccero. Pare che un politico dall’aria mefistofelica abbia molto a cuore le sorti della bella attrice. Pare. 3 – Yael Naim, la bella cantante franco-israeliana che si è esibita ieri sera sul palco dell’Ariston in qualità di super ospite, ha percepito un cachet incredibilmente modesto (che dovrebbe far riflettere certi divi e divismi nostrani): duemila euro. 4 – Avvistato personalmente Alessandro Cecchi Paone a notte fonda nella nota discoteca sanremese “Morgana”: era in compagnia di due giovanissimi ballerini del musical di Riccardo Cocciante “Romeo e Giulietta”. Un romantico. 5 – Il noto critico musicale Mario Luzzatto Fegiz quest’anno appare particolarmente nervoso e provocatorio. In sala stampa non dà prova di grande sensibilità: di fronte al direttore di un noto quotidiano che ha il figlio (tra l’altro bravo) in gara tra i giovani e che appare sul megaschermo in quel momento per fare la sua esibizione, urla “Vergogna!”. Imbarazzo generale e sguardi di fuoco tra i due giornalisti. 6 – Adriano Aragozzini quest’anno è scatenato: impietosi i suoi giudizi estetici sulle cantanti in gara. Non salva neppure la Tatangelo: “Bella faccia ma dalla vita in giù non si può guardare!”. 7 – Paolo Meneguzzi è da sempre un personaggio “molto chiacchierato”. Ieri sera tutti erano in fibrillazione per la sua festa di compleanno al “Morgana”. Memorabile il commento gridato in sala stampa dal critico Paolo Zaccagnini che all’apparizione sul megaschermo dei ballerini a torso nudo che accompagnavano l’esibizione della coppia Di Tonno-Ponce, agitando il suo bastone in aria, ha urlato: “E ora i pantaloni se li levano alla festa di Meneguzzi!”. Ilarità generale.

Il caso Bertè

Purtroppo devo cominciare le mie osservazioni sulla terza giornata sanremese con delle notizie sconcertanti. Dopo la scioccante eliminazione della Bertè dalla gara, sono in arrivo altre pesanti esclusioni dalla kermesse sanremese. In anteprima per Tiscali ecco la serie di durissimi provvedimenti: -dopo le dichiarazioni in conferenza stampa di quei quattro mocciosi dei Finley, ovvero “Noi siamo l’unica cosa giovane a Sanremo!”, “Il pezzo che abbiamo portato a Sanremo è un pezzo Finley”, “E’ ora di cominciare a cambiare Sanremo!”, i quattro non solo sono stati esclusi dalla competizione ma dopo essere stati costretti a imbastire tre ore di conversazione con Francesco Tricarico sul proporzionale con sbarramento al cinque per cento, sono stati caricati su un cargo battente bandiera liberiana e inviati in Africa a sminare la Somalia italiana. – Andrea Osvart è stata eliminata dalla kermesse perché non era la sua prima volta a Sanremo: nel 1994 aveva già partecipato al Festival in veste di “abbonato in prima fila”. – Elio, l’uomo del dopofestival, è stato eliminato dal dopofestival per un fatto inquietante: con quella parrucca e quella montatura di occhiali il direttore del tg1 Gianni Riotta l’ha denunciato per plagio. – Loredana Bertè sta tentando di convincere la commissione a riammetterla nella competizione con un nuovo brano totalmente inedito intitolato “Yesterday”. Nel frattempo in sala stampa il dibattito su quale premio assegnare alla Loredana nazionale si fa sempre più acceso. L’idea di assegnarle il premio della critica è stato definitivamente bocciato perché va destinato ai cantanti in gara, quello di darle il premio alla carriera pare tramontato a causa della pretesa di alcuni giornalisti di assegnarlo solo se c’è un’improbabile unanimità, per cui si sta tutt’ora dibattendo su quale cacchio di premio dare a ‘sta benedetta Loredana. Mario Luzzatto Fegiz ha proposto di darle il premio “cantante peggio vestita della storia del festival” omaggiandola di un paio di boxer fantasia indossati da Adriano Aragozzini durante la finale del 1985. Alessandra Comazzi de “La stampa” ha invece proposto di assegnarle la fascia di “Miss bellezza Rocchetta”, Giò di Tonno propone il Campiello e la fidanzata di Piero Chiambretti, Ingrid Muccitelli, propone che le si dia almeno il podio nei prossimi campionati di motocross su strada. Riguardo invece i metodi per evitare preventivamente i plagi Eugenio Bennato ha affermato che serve urgentemente un software antiplagi. Pippo Baudo ha aggiunto che per essere proprio sicuri è importante che da ora in poi, prima dell’esibizione del cantante, nessuno abbia mai sentito prima la canzone compreso il cantante che deve eseguirla e l’orchestra che deve suonarla per cui da ora in poi sul palco si improvvisa e quel che succede succede. Non si placano le polemiche sul calo di ascolti: Del Noce ha dato la colpa al tragico caso dei fratelli Pappalardi, Chiambretti alle sorelle Lecciso, Bianca Guaccero al riscaldamento climatico e Andrea Osvart a Clemente Mastella. Il noto comico Gene Gnocchi, interrogato da chi vi scrive su quale sia secondo lui la ragione del crollo dell’auditel ha risposto: “Gli ascolti sono calati perchè i figli naturali di Gigi D’Alessio sono tutti all’estero”. E credo che con questo illuminante punto di vista la questione sia definitivamente chiarita.

Spigolature da Sanremo

Curiosità varie: – Prima di ogni intervista l’ufficio stampa di Amedeo Minghi si raccomanda di chiamare il cantante “Maestro”. Dice che lui ci tiene parecchio. Mah. – Piero Chiambretti non ne può più di fare foto promozionali con Baudo in cui Pippo fa il serio e lui fa le facce simpatiche. Pare che vada in giro dicendo: “Ho cinquant’anni, non posso continuare a fare facce da pirla per i giornali!”. – Si mormora che tra i protagonisti del dopofestival Elio e Lucilla Agosti non ci sia una gran simpatia. Si rivolgono a malapena la parola. Pare che lei dovesse recitare la parte della ragazza ironica e bersagliata dalle battute di Elio e il resto del gruppo mentre s’è messa a fare la primadonna istituzionale. E a Elio non è andata giù. – L’entourage di Baudo è entusiasta della Guaccero ed è pentitissimo di aver scelto Andrea Osvart perché difficilmente utilizzabile sul palco. Della serie: pensarci prima no? – Mietta appare abbacchiata. Pare si sia mollata col fidanzato e sia qui con poca voglia di cantare. – Loredana Bertè ha una ragione esistenziale per fare una delle sue solite scenate: nel celebre hotel Royal la sua stanza è più piccola di quella di Fabrizio Del Noce.

Sanremo (seconda puntata)

Inutile girarci intorno. La causa principale del crollo degli ascolti del Festival non va ricercata né nelle lungaggini di scaletta né nello scarso appeal delle vallette. Il problema, serio e preoccupante, è che in questa edizione manca La Polemica. Non uno screzio, non una controversia, non uno scazzo fatto bene. Non succede niente. C’hanno provato con la storiella del festival di sinistra ma qui la cosa più di sinistra che s’è vista è la kefia con cui Max Gazzè ha cercato di strozzare il suo parrucchiere, hanno tentato con la polemica sulla canzone a sfondo omosessuale della Tatangelo ma onestamente il testo de “Il coccodrillo come fa?” ha dei passaggi più forti, hanno puntato tutto sul tipo che minacciava di buttarsi dal tetto ma l’unico che se l’è filato è Michele Cucuzza e solo per chiedergli se finito lì poteva sistemare pure l’antenna del suo condominio. Insomma, un disastro. E lo è a tal punto che per tutta la giornata di ieri Pippo ha cercato pretesti per far litigare qualcuno. In mattinata è andato da Andrea Osvart e le ha riferito che Arturo Brachetti, dopo la sua performance della prima sera, avrebbe detto: “Vabbè che sono un trasformista ma io qui faccio prima a trasformà un sipario in un treno a vapore che questa in una conduttrice!”. E ora, le attesissime pagelle della serata: Mario Venuti: 7. La canzone è bella e la sua voce è interessante, nulla da dire. Sulla sua presenza scenica invece avrei delle lievi perplessità. Durante la sua esibizione il cameraman ha inquadrato per mezz’ora una violinista bionda sulla destra, poi gli hanno spiegato che Venuti era quello al centro sul palco e ha fatto un primo piano molto intenso alla fioriera coi tulipani, infine, sull’acuto finale, Vince Tempera ha fatto irruzione sul palco e gli ha detto : “Ah Vialli, ma te che ci lavori a Sky: la D’Amico è bona come sembra?”. Bianca Guaccero: 7. Nonostante le abbiano messo le scarpe col cinturino alla caviglia che mozzerebbero le gambe pure a un cestista di colore, nonostante l’abbiano vestita come Willy l’amico dell’Ape Maia, nonostante infine l’abbiano infilata in un abito a fiorelloni il cui tessuto era stato precedentemente scartato per gli ombrelloni dello stabilimento “Pino a ‘mmare” a Torvaianica, la ragazza è bella e sul palco fa la sua figura, non si può negare. Restano però da capire alcune cose: perché se lei sa cantare l’hanno fatta cantare in playback mentre la Osvart che canta come Flavia Vento dopo aver fumato il crack, l’hanno fatta cantare dal vivo? Secondo quesito: visto che cantava leggermente fuori-sincrono, le hanno spiegato che era il momento della canzone e non quello della poesia in pugliese stretto? Infine: Pippo Baudo, con l’aria tronfia dell’ineguagliabile pigmalione, ha raccontato che ha scoperto Bianca quando aveva quattordici anni. Della serie: “non te l’ho fatta sudare per niente ‘st’occasione, cara la mia sciacquetta”. Pare che per la prossima edizione del festival Pippo abbia pensato che sarebbe perfetta per affiancarlo la tabaccaia che gli vendeva le stecche di liquirizia nel dopoguerra tanto che non vede l’ora di recarsi all’ossario comune di Militello per comunicarle che anche per lei è arrivata la grande occasione. Piccola parentesi: se la tipa ridice che è di Bitonto ed è fiera delle sue radici la picchio col bastone di Zaccagnini. Amedeo Minghi: 4. indossava lo stesso giubbino di pelle che aveva Lenny Kravitz ieri sera sul palco, che poi praticamente come effetto visivo è come trovarsi davanti Sircana fasciato in una tutina Dimensione Danza di Kledy. Ma poi mi domando: perché il maglione di lana caprina a collo alto con sopra il giubbotto da motociclista? Come è arrivato a Sanremo quest’uomo? Da Civitavecchia a bordo di un peschereccio e poi l’ultimo tratto dal porto all’Ariston l’ha fatto in moto? Giò di Tonno e Lola Ponce: 5. Lei, inguainata in un abito di pelle aderentissimo fatto realizzare dal fidanzato che è niente popò di meno che il signor Belstaff, ha un tasso di gradimento in sala stampa che anche se decidesse di dettare con Solange le darebbero comunque il massimo dei voti. Non si ascoltava un pezzo di rottura come questo dal tempo dei Jalisse. Sonhora: 4. Già ribattezzati Paolo e Chiaro, i due rischiano seriamente di morire incompresi come Joyce perché troppo complessi e all’avanguardia. Si mettono l’acca nel nome per fare gli originali e poi si presentano al Festival con una canzone che si intitola “L’amore”. Si attendono con trepidazione i loro nuovi singoli “il mare”, “il tramonto”, “meno tasse” e “Venezia è bella ma non ci vivrei”. Gianluca Grignani: 7. Ha cantato “Cammina nel sole” e, visto il tema, il trench imbottito se lo poteva pure togliere. Se camminava per i fiordi norvegesi cosa si metteva? Una pelliccia mongola? Comunque la canzone non è male e lui, per completare il giudizio con una valutazione strettamente tecnica sulla sua esibizione, è sempre bono come il pane. Jacopo Troiani 5. Dopo aver visto questo vecchietto di diciassette anni che è un mezzo incrocio tra Luis Miguel e Cristiano De Andrè a dodici anni doppiato da Gollum del Signore degli anelli con indosso un maglioncino di filo che l’ultima volta è stato visto sulle spalle di Adriano Panatta a passeggio per Porto Cervo, l’Inps ha fatto sapere che da settembre gli passerà la minima. Mietta: 6. Sorvolerei sulla canzone che tanto non passerà alla storia della musica, per sottolineare un fatto ben più significativo. Ha detto a Chiambretti che per paura di volare ha rifiutato un film con James Bond. Sì certo, pure io per paura di prendere il raffreddore ho rifiutato il ruolo da protagonista in “Titanic”. Rosario Morisco: 5. Dice che sulle montagne dell’Afghanistan aveva sempre la chitarra con sé. Visto come la suona la domanda sorge spontanea: ci nascondeva i kalashnikov? Loredana Bertè: 7. Diciamocelo: della sua canzone non fregava niente a nessuno. Eravamo tutti lì a dire : “Chissà ora cosa combina questa” ma ahimè, tutto sommato, la sua follia è stata abbastanza contenuta. Lo confesso: io fossi stata Brachetti avrei piazzato una bella gabbia a centro palco, l’avrei chiusa dentro con Tricarico e poi vediamo che succede. Toccante la sua dichiarazione “La musica affratella i popoli” che ha pronunciato proprio un attimo prima di sfanculare il microfonista e di dare un calcio nelle palle a Peppe Vessicchio. Little Tony: 7. Attenzione perché sto per ammettere due cose che non avrei mai pensato di dire neppure sotto minaccia di bere un thè al polonio versato in tazza da Alessia Fabiani : Little Tony non solo ha una canzone decente ma mi s’è pure infighito come neanche Cristina Parodi negli ultimi tre anni. Sarà il famoso effetto Sanremo? Starò impazzendo pure io? Andrò via di qua conciata da sosia di Liz Taylor? Alla prossima. p.s. Se non ci sono i voti a Cammariere e Tiromancino è perchè dopo le prime tre note delle loro canzoni mi sono andata a prendere un caffè sulla fiducia. Sosteniamoli.

Sanremo (prima puntata)

Visto che Sanremo è Sanremo ma una gara è pur sempre una gara, ho deciso che quest’anno mi cimenterò in un’impresa mai compiuta prima: la stesura delle pagelle. Del resto, se Martina Colombari è nella giuria di qualità e può dare i voti ai cantanti, non escludo che Bianca Guaccero venga convocata da Bush in camera di consiglio per decidere se è il caso di bombardare a tappeto l’Iran o no. Ma prima di procedere con i voti, un’ importante notizia. Gli inquirenti hanno chiarito definitivamente le ragioni che ieri pomeriggio hanno spinto il tizio a salire sul tetto di un edificio in Piazza Colombo e minacciare il suicidio: disgraziatamente il tinello di casa sua confina con la sala prove del teatro Ariston e ieri, senza volerlo, aveva ascoltato in anteprima la canzone di Toto Cutugno. La situazione è poi fortunatamente rientrata anche se al momento, sempre nella cittadina ligure, si segnala la presenza di cinquantasette persone sul tetto del Mac Donald’s che minacciano di buttarsi di sotto se stasera non verrà impedita l’esibizione canora di Little Tony. E ora, le pagelle: Piero Chiambretti e Pippo Baudo: 6. La vera trovata scenica della serata non è stata tanto quella dei dodici cloni che somigliavano a Pippo Baudo, ma di Chiambretti che truccato con dodici strati di fard terra di Siena somigliava in modo impressionante alla salma di Carlo Conti. La coppia di conduttori non è tra le più assortite ma funziona. Per una banale questione di statura ma anche per gli sguardi languidi che si lanciano durante le prove, qui a Sanremo Pippo e Piero sono già stati soprannominati “Carla e Nicolas” e benché al momento nessuno abbia delle certezze sulla natura della loro relazione, Marco Molendini de “Il Messaggero” giura di averli visti passeggiare mano nella mano nella notte sul lungomare sanremese con Pippo che portava sulle spalle il cantante dei Melody Fall. Paolo Meneguzzi: 5. Dopo aver ascoltato le originalissime strofe della sua “Grande” pare che Mogol si sia precipitato sul Ponte Milvio tanto caro a Moccia e dopo essersi zavorrato le caviglie con quindici chili di lucchetti sia sparito nelle gelide acque del Tevere. Andrea Osvart: 4. Carina è carina, peccato abbia il carisma di Romano Prodi dopo sei vodka lemon e pesi quanto la montatura degli occhiali di Baudo. Il primo abito, quello con i fuochi pirotecnici sulle tette per intenderci, non era male. Ha raccontato di essere arrivata in Italia dall’Ungheria con un permesso di soggiorno da domestica. Dopo aver visto la sua esibizione canora la questura di Sanremo ha deciso di rinnovarglielo e Adriano Aragozzini si è offerto di assumerla come badante a tempo pieno. L’aura: 8. Brava lei e bella la canzone. Resta da chiarire il perché, visto che la canzone è una nenia lenta e delicata, il chitarrista che s’è portata dietro sul palco, suonasse la chitarra come se fosse in tour con i Metallica. Cosa sentiva in cuffia? Toto Cutugno: 4. Il voto non è tanto per la canzone. Quello che preoccupa seriamente è la sua impressionante metamorfosi fisica in Adriano Pappalardo. Frankie Hi Nrg: 5. La sua fama di rapper impegnato è crollata di fronte ad una sconcertante evidenza: è identico a Tracisio di Zelig. Fabrizio Moro: 5. Al di là del testo e della melodia che onestamente lasciano a desiderare, è la sua testa cotonata in maniera sospetta ad alimentare le chiacchiere. Sento di poter affermare con una certa sicurezza che la sua “Eppure mi hai cambiato la vita” è la prima canzone di un festival dedicata alla calotta acquistata in un centro Cesare Ragazzi. Frank Head: 7. Sarà che si sono esibiti dopo Fabrizio Moro e dopo di lui pure uno che si fosse messo a intonare “Killing me softly” con l’ascella avrebbe tirato su il morale al pubblico, ma a me questi tre sciroccati, nonostante siano raffinati quanto un rutto durante una messa cantata e sembrino prelevati da un vecchio video del Piotta, sono piaciuti. Anna Tatangelo: 6. A parte il fatto che ‘sta ragazza a ventun’anni in una sola serata ha consumato il fabbisogno nazionale di kajal di tutto il Panjab indiano, a parte il fatto che se va avanti così D’Alessio si deve vendere l’attico al Vomero per pagarle il conto del solarium, è stata un’impressione solo mia o quando intonava la strofa “Dimmi che male c’è se ami un uomo come te” guardava con una certa insistenza Massimo Giletti e Fabrizio Del Noce in prima fila? E infine: vabbè che la differenza d’età tra un uomo e una donna non è più un tabù, vabbè che ormai certe barriere anagrafiche sono state superate, vabbè che se in una coppia uno dei due ha qualche anno più dell’altro nessuno ci fa più caso ma diciamocelo: lei è decisamente troppo anziana per Gigi D’Alessio. Carlo Verdone e Geppy Cucciari: 3. Se quella gag lì aveva l’intento di aiutare la promozione del suo nuovo film mi permetto di dire che era meglio se Carlo avesse messo nella posizione della pecora che bruca la buona Geppy e avesse fatto vedere mezza chiappa. Qualcuno avrebbe invocato la censura ma la promozione avrebbe funzionato. Max Gazzè: 9. Lo dichiaro apertamente: io tifo per lui ma non sarò così bieca da inviare torroncini a Baudo per convincerlo a dare una mano al mio favorito. I giornalisti non possono influenzare in alcun modo la giuria, è un fatto di buon gusto e deontologia professionale, lo so. Comunque un paio di ballerine di lapdance in camera del giurato di qualità Emilio Fede ieri notte le ho mandate lo stesso. Giua: 7. Un nome un refuso. Pippo Baudo è scandalosamente invaghito di lei, tanto che il titolo della sua canzone pare sia stato ispirato dalla sedicesima richiesta del conduttore di SALIRE IN CAMERA CON LUI A BERE QUALCOSA: “Tanto non vengo”. Francesco Tricarico : 9. Timido, stordito, borderline. Di lui s’è detto di tutto. La sua canzone si intitola “Vita tranquilla” e il fatto che la canti proprio lui che ha l’aria del serial killer rende l’insieme decisamente interessante. Personalmente, proprio quella faccia tipica di un marziano appena scaricato a terra dalla nave madre me lo rende irresistibile. Lenny Kravitz: 12. D’accordo, col nuovo taglio di capelli ricorda vagamente Ronaldo nello spot della Crescina, ma tocca ammettere che fasciato nel suo giubottino nero di pelle faceva la sua figura. Qualche giorno prima di venire a Sanremo ha dichiarato che non fa sesso da tre anni. E ora scusate, vorrei scrivere ancora, ma stanotte ho dormito poco. Ehm.

I primi scoop su Sanremo

Ed è così che anche quest’anno uno degli eventi mediatici più trasgressivi e politicamente scorretti della stagione televisiva assieme a “Occhio alla spesa” e a “Il meglio di Spongebob” su Sky 602, ovvero la cinquantottesima edizione del Festival di Sanremo, prende il via tra le consuete chiacchiere e polemiche dell’ultima ora. Colei che vi scrive, inviata sul posto per Tiscali, assisterà per voi al frenetico susseguirsi degli eventi e per garantirvi gli scoop più succosi ha già escogitato un piano perfetto per intrufolarsi dietro le quinte dell’Ariston senza essere vista: mi nasconderò in una delle tredici botti in rovere accatastate nel sottoscala del teatro in cui da circa tre mesi avviene in gran segreto la fermentazione del fondotinta della Tatangelo. In attesa del debutto qui di seguito una serie di numeri e scomode verità che nessuno vi verrà mai a raccontare sia sul Festival e che sull’impressionante quantità di personaggi che ruotano attorno alla kermesse musicale. Eccole: – i pass per accedere alla sala stampa del’Ariston quest’anno sono stati dati con una certa parsimonia. Ben due redattori di “Arredi e giardini”, un inviato di “Teletevere”, una vecchia zia di Piero Chiambretti e il sosia di Pavarotti che dopo la morte del maestro quest’anno si è riciclato come sosia di Gigi Vesigna, non hanno ricevuto l’accredito riservato ai giornalisti. Per la verità, dopo una violenta discussione, il sosia di Vesigna ha minacciato di rivelare che durante il suo esame da giornalista ha corretto il compito alla sua vicina di banco che alla domanda “Quale grosso evento si è svolto a Waterloo?” aveva risposto “Non lo so, del resto non sono una da eventi, la sera preferisco un bel dvd e una tazza di thè” e che la vicina di banco era Silvia Toffanin. Inutile dure che ha ottenuto immediatamente l’agognato pass. – La vigilanza all’ingresso del teatro è particolarmente severa. Ieri mattina sei operai che dovevano portare in teatro una micro-serra climatizzata con impianto di irrigazione e concimazione incorporati, sono stati lasciati fuori con la motivazione che i fiori vengono cambiati giornalmente. La situazione ha creato non poco imbarazzo anche perché poco dopo si è scoperto l’equivoco: la micro-serra serviva in realtà a mantenere in vita fino alla mezzanotte di sabato il parrucchino di Baudo. – Notevole l’investimento riservato per la sicurezza. Tredici bodyguard per Baudo e Chiambretti, altrettante per le due vallette, dieci gorilla per gli ospiti stranieri e un team composto da sei ex cecchini serbi, due agenti del kgb, un lottatore di sumo e il campione mondiale di arti marziali per le giurate che siederanno sul palchetto accanto a Emilio Fede. – Sui nomi che compongono la giuria di qualità c’è stata qualche polemica. Quando hanno saputo che i giurati sarebbero stati Emilio Fede, Gloria Guida, Fabrizio Frizzi e Martina Colombari, Milo del Grande fratello, il Gabibbo, la pupa Nora e la moglie di Sandy Marton hanno fatto sapere che vista la compagnia, rifiutare l’invito di Baudo è stata una scelta assennata. – Sulla giuria per i Giovani invece nessuno ha avuto nulla da dire: i nomi sono parsi a tutti azzeccati. Claudio Cecchetto s’è detto entusiasta di interpretare i gusti giovanili e ha aggiunto che oltretutto per lui è un piacere partecipare a Sanremo anche perché ormai da cinque anni è ospite della casa di riposo “Anni lieti” proprio nella cittadina ligure. Federico Moccia ha bloccato sul nascere ogni possibile polemica mostrando subito la sua competenza musicale e affermando che gli sguardi torbidi lanciati da Paolo Zaccagnini in direzione di Lola Ponce ispireranno la trama del suo nuovo romanzo “Scusa se ti chiamo ormone”. – Pochi lo sanno ma il noto e apprezzatissimo critico musicale Mario Luzzatto Fegiz vive un terribile dramma: non avendo trovato posto nel suo solito albergo perché tutte le stanze erano occupate dagli inviati de La vita in diretta, la suite da Michele Cucuzza e la dependance dalle spalline per le giacche di Little Tony, dorme da giorni su un divano letto in stanza con Pippo Caruso il quale pur di riavere la sua privacy l’ha minacciato più volte di inserire il suo nome tra i parolieri della canzone di Amedeo Minghi. – Gratuite le polemiche sulla scarsa popolarità di alcuni cantanti in gara tra i big. L’altra sera, durante le prove tecniche dei cantanti, un assistente ha chiesto a Pippo Baudo se poteva far entrare Giò di Tonno e il conduttore ha risposto piccato che aveva già più volte ribadito al catering che preferisce il carpaccio di spada. – Le voci secondo le quali tra Bianca Guaccero e Andrea Osvart non correrebbe buon sangue sono assolutamente false. Alla domanda “Cosa ne pensi di “Bianca”?” la Osvart ha risposto entusiasta “Oh, è senz’altro il miglior film di Moretti!”. Alla domanda “Cosa ne pensi di Andrea?” la Guaccero ha risposto decisa “Per carità, grande professionista, ma senza Gigi non è più lo stesso!”.

Il grande fratello 8 (quinta puntata)

Prima di dare inizio alla consueta cronaca della puntata de “Il Grande fratello” una bella notizia: pare che dopo averla vista con i capelli legati e pettinati all’indietro i medici che hanno operato Silvia l’abbiano immediatamente contattata per convincerla a tornare a Casablanca: questa volta le taglierebbero le orecchie e a titolo completamente gratuito. E ora veniamo al dunque. Diciamolo:la puntata di ieri è stata all’insegna dei buoni sentimenti e del trionfo assoluto dell’amore. In particolare Alice ha dato prova di come una donna, alla vigilia del matrimonio, nonostante le normali tentazioni del quotidiano, possa comunque essere irremovibile e assolutamente granitica nei suoi sentimenti. Per chi non lo sapesse la romantica eroina di cui sto parlando, Alice, che secondo alcuni è la versione fumè di Gabriella Pession, secondo altri la figlia segreta di Mike Tyson, ha fissato le nozze col suo fidanzato Nicola per il 21 giugno. Inutile dirvi che è la classica donna che non vede l’ora di essere impalmata, nel senso che preferirebbe subire atti di sodomia da una palma gigante del Madagascar che sposare il fidanzato storico. Non per niente, alla Marcuzzi che ieri sera le domandava : “Alice, se ti dico 21 giugno cosa ti viene in mente?”, la nostra moderna Giulietta ha risposto in sequenza: “Che è, l’Immacolata? La liberazione? Ah no, ho capito. E’ il compleanno tuo Alè? Oddio nun me fa’ stà in pensiero, me scade il bollo dell’assicurazione?”. Poi, tanto per avvalorare la tesi secondo cui la nostra promessa sposa freme all’idea di portare la fede, sono stati mostrati alcuni filmati in cui quella che lei definisce “un’ affettuosa amicizia con Gianfilippo” si traduce nelle classiche effusioni da amici affettuosi quali lui che divarica affettuosamente le amichevoli cosce di lei e la butta affettuosamente sul letto o anche lei che sotto le coperte con lui si toglie il reggiseno in amicizia. Peccato che lui non le abbia ancora tolto l’auto-abbronzante con la lingua perché abbiamo tutti un gran bisogno della prova certa che l’amicizia tra uomo e donna esiste veramente. Comunque, viste le immagini, Alice si è giustificata affermando che “è normale che una donna vicina alle nozze possa avere qualche ripensamento!”. Capito? Dunque miei cari lettori prossimi alle nozze, se alla vigilia del matrimonio sorprendete la vostra futura moglie a letto con l’insegnante di salsa e merengue mentre lui le strappa a morsi gli slip commestibili ai frutti di bosco, sappiate che la vostra fidanzata non si sta trombando un altro. E’ un normale ripensamento. Piccola parentesi: ora io dico, vabbè che le donne in quella casa sono interessanti quanto la posta del cuore di Carlo Rossella su “Chi”, però santo cielo, possibile che uno come Gianfilippo possa provare un’attrazione fisica per una che in corpo ha la stessa quantità di ormoni femminili di Rino Gattuso? Chiusa la parentesi Alice, la puntata va avanti sul filo dei buoni sentimenti. Roberto Zampetti e Gianfilippo vengono invitati dal Grande fratello a guardare un video con i momenti più belli della loro amicizia all’interno della casa. Ora, a parte il fatto che mancava l’immagine della passeggiata in riva al mare mano nella mano al tramonto e quella di Gianfilippo sudato a gambe divaricate sul lettino mentre Roberto taglia il cordone ombelicale in lacrime, c’è da dire che il rapporto tra i due comincia a destare qualche sospetto. Non mi permetto di dare suggerimenti agli autori ma a quella poveretta della fidanzata di Roberto la scorsa settimana è stato detto in diretta nazionale che il fidanzato la cornifica, questa settimana che il fidanzato forse è eterocurioso, la prossima possiamo evitarle di darle altre notizie per nulla destabilizzanti per la sua psiche tipo che il suo fidanzato è un transgender raeliano filonazzista? Grazie. Segue filmato struggente in cui tanto per cambiare a Roberto Zampetti vengono mostrate le foto della sua infanzia. Abbiamo capito che questo piange pure se gli viene mostrato Michele Guardì all’altoparlante, ma ho come la leggera impressione che ‘sto poveraccio sull’argomento sia stato spremuto abbastanza. Manca solo che gli dicano che la famiglia è stata sterminata da un focolaio di peste bubbonica e che gli disseppelliscano il nonno piazzandogli la mummia in studio e i sistemi più biechi per farlo piangere come un vitello li hanno provati tutti. La parte più esaltante della serata però è stata senz’altro il momento in cui Lina, dopo aver sostenuto tutta la sera che lei è una donna spontanea e naturale in tutti gli atteggiamenti, guarda il videomessaggio di incoraggiamento del padre. Per chi se lo fosse perso, dico solo che dopo i pianti e le urla della tizia, l’ente cinema, la cineteca nazionale e Bernardo Bertolucci in persona hanno fatto sapere ad Alessia Marcuzzi che i film “Carcerato” con Mario Merola e “’Nu jeans e ‘na maglietta” con Nino D’Angelo perdono la qualifica di sceneggiata napoletana ed entrano a pieno titolo nella lista dei film minimalisti accanto alle opere di Francois Truffault e Percy Adlon. Sceneggiata a parte, l’ilarità maggiore sia in studio che a casa l’ha suscitata la quantità impressionante di trucco colato dagli occhi di Lina mentre piangeva e voleva convincere la nazione della verità di quelle lacrime. Messaggio per i ricercatori nel campo della cosmetica: avete inventato rimmel waterproof resistenti a tutto, all’acqua, al sudore, al vento, ai vari sfregamenti, allo smog e al cattivo tempo. Urge al più presto un mascara che resista stoicamente alle finte lacrime televisive, un mascara cazzateproof. Pensateci. p.s. Dopo il balletto di Raffella Fico in cui la tipa risultava un po’ più ammiccante di Hedelweiss nella sua ultima fatica cinematografica sorge un dubbio. Quando i fratelli dicono che la casta sorellina devota a Padre Pio non ha vissuto ancora la sua prima volta, intendono dire sulla tavola da snowboard? Perchè se è questo il punto allora possiamo pure crederci. Alla prossima puntata!