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Festival di Sanremo (quarta serata)

Sappiatelo. Per trovare qualche spunto valido per commentare la scoppiettante serata di ieri sera i giornalisti presenti in sala stampa hanno, nell’ordine, adottato i seguenti escamotage: a) Hanno fatto girare tra le postazioni una canna d’erba. b) Una volta esaurito il jolly “intervisto un cantante o un cantante escluso o un cantante vecchia gloria così riempio la pagina”, hanno cominciato a intervistarsi tra di loro per cui s’è sentito Gabriele Parpiglia di Chi chiedere a Sabrina Bonalumi di Gente: “Di che segno sei?” e Toni Jop de L’unità domandare a Aldo De Luca de Il messaggero cosa ne pensa di Windows Vista. c) Hanno chiamato i direttori delle rispettive testate dicendo che hanno un’influenza terribile e che gliel’ ha attaccata un altro malato credibilissimo: Pippo Baudo. Sull’esibizione di Jovanotti c’è, grazie al cielo, qualcosa da dire: ora, premetto che per quel che mi riguarda Lorenzo potrebbe presentarsi sul palco con una cover de Le tagliatelle di nonna Pina con Ben Harper che l’accompagna battendo la cucchiarella sul pentolone da polenta e a me andrebbe bene comunque, però il mio ruolo di cronista mi impone uno sputo di obiettività. Se l’album di Giorgia che l’ha preceduto si intitola Stonata il suo, per una questione di giustizia universale, doveva intitolarsi “Se Giorgia è stonata io canto come un gatto rimasto chiuso in mezzo alla porta dell’ascensore”. Comunque, ad accompagnarlo c’era Ben Harper con un maglioncino a rombi prelevato direttamente dalla collezione autunno-inverno “Raffaello Tonon al battesimo della nipote” il quale, pace all’anima sua, come raccontato da Jovanotti, è arrivato direttamente dagli Stati Uniti per suonare all’Ariston. Ora, io mi domando: ma gliel’hanno detto che la sera prima al posto suo c’era Minghi e che per giunta Amedeo c’è venuto da Roma senza jet leg e cavoli vari? Piccola parentesi su una cosa che m’era sfuggita sui duetti di giovedì sera: la bella e buona Annalisa Minetti non ci vede e vabbè, lo sappiamo. Il punto è: vista la sesta misura che le ha fatto sul davanti, non ci vede manco il suo chirurgo estetico o sbaglio? E sempre a proposito di davanzali. Vabbè che dopo l’arrivo della Tatangelo, misteriosamente, tutte le mercerie della riviera ligure hanno esaurito le scorte di push up, ma non si può far arrivare da Nizza un balconcino imbottito per la Guaccero? E visto che siamo in vena di consigli, vogliamo spiegare al truccatore di Andrea Osvart che anche dandole tre mani d’ombretto prugna col rullo da pareti sta ragazza continua a essere espressiva quanto un bidone aspiratutto per cui è inutile darsi da fare e tanto vale limitarsi a una spolverata di cipria sul mento, una passata di burro di cacao e un bello schiaffone sulla nuca accompagnato da un “E tira fuori le palle, sciapetta!”? A dirla proprio tutta la sciapetta l’unico momento di vitalità l’ha avuto proprio quando ha visto Jovanotti sul palco, tanto che gli si è avvicinata sorniona e ha pronunciato le sue prime parole fuori copione dall’ottantaquattro ad oggi, e cioè: “Sei un mito! T’ho visto in Ungheria!” senza chiarire se l’abbia visto in un bordello, in un casinò di Budapest o in pedalò sul Danubio. La sottoscritta amerà per sempre Jovanotti per come ha aggirato meravigliosamente la faccenda del modulo sulla par condicio raccontando un aneddoto a caso della sua vita, ovvero di quando ha fatto la pipì in bagno di fianco a Berlusconi e il cavaliere se n’è andato senza lavarsi le mani). Tra gli altri momenti indimenticabili della serata meritano di essere menzionati tutti i primi piani dedicati a Claudio Cecchetto il quale ha dimostrato quanto finalmente sia cresciuto: è rimasto l’unico italiano a pettinarsi come Mauro Repetto degli 883. L’esibizione di Fiorella Mannoia invece ha dimostrato in maniera definitiva quanto quest’anno, al Festival, si avverta lievissimamente la mancanza di artisti veri. Per carità, per essere brava Fiorella è brava, ma ieri sera era evidente che anche se sul palco si fosse levata un pezzo di insalata tra i denti con la pinzetta per le sopracciglia il pubblico le avrebbe fatto una standing ovation. Altro meraviglioso momento è stato quello in cui Pippo ha chiesto al giurato di altissima qualità Alessia Filippi che di mestiere fa la nuotatrice cosa ne pensasse della canzone appena ascoltata. Con un moto di sincerità che me l’ha fatta amare a tal punto che andrò a buttare personalmente vita natural durante le pastiglie di cloro nella piscina dell’Acquacetosa prima dei suoi allenamenti, la Filippi ha risposto terrorizzata: “Oddio, non mi sento di esprimere un parere sulla canzone, non è competenza mia!” , il che è come dire “Ah Pippo, se io te chiedessi cosa ne pensi dello stile rana in vasca corta te che faccia faresti?”. Piccola parentesi: Filippi mia, d’accordo, la musica non è competenza tua, ma vista la camicia rossa a cuori grandi che t’eri messa ieri sera manco la moda è competenza tua, dammi retta. Visto l’episodio imbarazzante io mi aspetterei da Pippo un chiarimento definitivo sul criterio con cui vengono scelti i giurati di qualità perché comincia ad acquistare in credibilità la tesi secondo cui Pippo chiude in una stanza cento vip a casaccio, lancia delle Happydent senza zucchero col la cerbottana e quelli a cui si incollano sulla giacca vanno a Sanremo. P.S. Chiedo scusa a Frankie Hi Energy per essermi permessa di insinuare che il testo della loro canzone sia una mezza ciofeca. Dopo aver sentito Nicola Piovani dire a Pippo Baudo: “Questo è un palco sul quale non ho mai salito”, per me si può mettere a fare il paroliere pure Antonio di Pietro.

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