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Le tue cose alla spina

Grazie alla provvidenziale segnalazione di Ellcrys scopro che da un po’ esiste in commercio una valida alternativa all’assorbente femminile usa e getta (interno o esterno che sia). La genialata si chiama Mooncup ed è una coppetta in silicone che per dirla in maniera semplice si infila su per la grotta delle meraviglie e raccoglie il flusso mestruale. Bisogna solo ricordarsi di svuotare l’imbuto quelle tre-quattro volte al giorno. Ora, a parte l’idea repellente di avere quella roba lì in corpo e il pensiero che in quei giorni una donna diventi una specie di frigorifero che goccia sotto al quale piazzare la bacinella per raccogliere l’acqua, mi facevo un paio di domande: – ‘sto sangue raccolto con tutta questa cura, poi che faccio, lo do all’Avis, ci annaffio il ficus, lo spaccio per succo di pomodoro e lo rifilo agli ospiti? – se io mi sdraio con ‘sta coppetta in corpo, che succede, esce tutto? Poi mi rialzo e va di nuovo tutto al suo posto? E se vado a correre cosa devo immaginare che succeda là dentro? L’effetto calice di spumante sulla lavatrice nella fase centrifuga? – esistono vari formati a seconda dell’intensità del flusso? Che so, nei primi giorni c’è la coppetta versione birra media e per la fine del ciclo è a disposizione la versione bicchierino da vodka? – della serie “le domande che non ti sei mai fatta” scopro che “Mooncup” ha le sue ragioni ecologiche d’esistere, visto che una donna, nella sua vita fertile, consuma diecimila assorbenti e un assorbente impega in media 500 anni a biodegradarsi. Viene da pensare che se nel napoletano tutte le donne mestruate usassero mooncup le strade sarebbero molto più sgombre di rifiuti. Certo, a furia di svuotare coppette nel water il golfo di Napoli sarebbe color succo di ciliegia ma non è il caso di formalizzarsi. Pensateci. Un video molto tecnico sulla questione “Tampax o Mooncup”?

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