Navigate / search

Insidie cartacee

Come molti di voi sapranno da qualche mese a questa parte vivo a Milano. Sulle differenze tra Milano e Roma, ovvero la città in cui ho vissuto per tredici anni, mi sono già espressa tempo fa. In tanti mi avevano messo in guardia sul rigore dei milanesi, sul clima rigido, sul grigiore urbanistico, sulla cotoletta alla milanese, sulla possibilità di incontare Bobo Vieri al parco dopo le dieci di sera e via dicendo. Molti di questi avvertimenti si sono rivelati, grazie al cielo, luoghi comuni o eccessivi allarmismi, ma il fatto che mi pare davvero incomprensibile è il perchè nessuno, neppure gli amici più cari, si sia premurato di mettermi in guardia sul pericolo più temibile e nefasto che si corre vivendo qui, ovvero la sventuratissima eventualità di ricevere un invito cartaceo. Non so voi altri che vivete a Milano, ma io, quando apro la cassetta delle lettere e trovo uno di questi inviti impiego almeno un quarto d’ora per scartare del tutto l’ipotesi che si tratti della chiamata alle armi. Poi rileggo il contenuto altre dieci-dodici volte e non capendo pressochè una mazza di quello che c’è scritto, formulo tutta una serie di ipotesi, da quella di aver ricevuto per sbaglio una missiva della Marini a Cecchi Gori a quella di avere in mano la verità definitiva sul Codice da Vinci. Infine sollevo un lembo dell’invito in questione con la pinzetta da entomologo, inforco gli occhiali da vista e con il sudore che mi gronda copioso dalla fronte comincio ad analizzare con rigore scientifico ogni singola parola del testo. Dopo mesi di studio matto e disperatissimo sono giunta alle seguenti conclusioni: a Milano è praticamente impossibile capire dove e a cosa si viene invitati. A Roma un invito è un invito. Punto. Apri la busta e le tre righe di testo recitano più o meno così: “Tiziana Rocca è lieta di invitarti all’inaugurazione della mostra dello scultore Gigetto Mercalli che si terrà il 15 settembre alle ore 20,00 in Via di Ripetta 9.”. A Milano il testo tipo di un qualsiasi invito è più o meno questo: “La Web art gallery virtual design è lieta di invitarti all’evento fashion cool fusion presso lo spazio virtual group project nell’ex fabbrica Ginori dell’artista multimediale Franz Gugghensteiner happening opening 20,00 drink and eat in collaborazione con MEDIA (pronunciato rigorosamente MIDIA) communication e Expedit installazioni audiovisive digital expo.” Vabbè. Ora vi lascio, stasera ho un invito a cui non posso proprio mancare. Non ho ancora capito se è una mostra di Fuksas o la prima di Kung Fu Panda ma vi farò sapere.

Leave a comment

name*

email* (not published)

website