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BLOGFEST 2008 (e disruptive innovator)

(Gianluca Neri e la titolare premiano Filippo Facci ai Blog Awards 2008) Sono rientrata ieri dalla blogfest che, come avrete letto un po’ ovunque, si è svolta a Riva del Garda, ridente cittadina che assieme a Houston e L’Avana è stata tra le località più colpite dall’uragano Ike. Non mi dilungherò in cronache su come è stato bello vedere questo o quella, sulla commozione provata nel vedere Filippo Facci conversare con mio figlio di tre anni e la fatica che ho dovuto fare subito dopo per convincere mio figlio a non querelarlo per aver sostenuto che i Gormiti sono tutti degli stronzi. Non vi racconterò di quando ho suggerito a un tizio che lavora per il canale satellitare Fox e che ad affabilità stava più o meno quanto Melita Toniolo sta all’astrofisica, di creare un canale tematico sulla simpatia. Non vi racconterò di quando mio figlio, al ristorante, ha deciso di emettere urla strazianti di cui alcune a frequenza ultrasonica udibili solo sul cellulare di Marco Tronchetti Provera perchè una bambina gli ha strappato dalle mani il gettone per il trenino e Matteo Bordone, nel tentativo di farlo ragionare gli ha detto: “Leon, è successo, ora basta!”, col risultato che mio figlio, non apprezzando il filosofico fatalismo, ha continuato ad urlare più di prima e, a pieno titolo, si è posizionato come l’unico personaggio ad aver contestato Matteo Bordone negli ultimi cinque anni di blogfest. Dirò solo che tra i tanti resoconti letti in giro ne spicca uno di un tizio, tale Calzolari, che merita senz’altro di essere citato. Il tipo, sul suo imperdibile sito, si definisce DISRUPTIVE INNOVATOR, ovvero uno di cui si capisce che mestiere fa quanto lo si capisce di Lapo Elkann e Patrizia De Blanck. Uno che per descrivere la noia provata durante i convegni così poveri di contenuti (lui che intellettualmente parlando avrebbe potuto fare la differenza), scrive testuale: “Ho sentito molte banalità e banalizzazzioni. Poi definisce la sottoscritta “subrette ritettuta col piglio di Pamela ANDRESON“, dimostrando di zoppicare un po’ in italiano ma di andare fortissimo con le lingue straniere. Cita una altro paio di volte le mie tette mostrando per le suddette un’ossessione pari a quella della Tatangelo per l’eyeliner per poi passare a commentare l’intervento del mio fidanzato (che di mestiere fa il direttore creativo) al barcamp sulla pubblicità affermando che una tizia si sarebbe allontanata dalla sala sdegnata per ” il cinismo che il fidanzato della Lucarelli ha dimostrato nel mettere sullo stesso piano un attentato terroristico come quello alla pubblicità marchettara.” Ora, Vicky aveva detto una cosa semplicissima anche per me che non mastico di pubblicità, ovvero che una delle idee più creative degli ultimi anni, con un immenso impatto sui media e con incredibile potere visivo, evocativo e simbolico non è stata una campagna Adidas o Nike, ma l’attentato alle Torri Gemelle. Ovviamente la premessa era quella di spogliare la considerazione di qualunque giudizio morale. Il tizio non solo ha dimostrato di non capire una mazza affermando che il terrorismo non è un’idea nuova (ma va?) e che il cinismo c’entri qualcosa, ma da terrorista professionista quale è, s’è schiantato ancora una volta dritto dritto col suo ultraleggero “Beata ignoranza” sulla lingua italiana. Calzolà, ti passo banalizzaZZioni e pure SUBRETTE, ma Vicky, te lo garantisco, non mette sullo stesso piano un attentato terroristico ALLA pubblicità marchettara. Al limite lo mette sullo stesso piano DELLA pubblicità marchettara. E fatti dare un consiglio: visto che dopo la conferenza sei pure venuto da me e Vicky a fare simpaticamente salotto, la prossima volta, se hai qualcosa da dire sulle mie tette, fallo pure, ma guardandomi in faccia. Gli uomini degni di essere chiamati tali usano così. I disruptive innovator non so, a dire il vero.

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