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L’isola dei famosi 6 (quarta puntata)

Intanto la prima, agghiacciante notizia: secondo fonti autorevolissime quali il Wwf, Greenpeace e uno zio veterinario di Licia Colò, subito dopo la sua partenza dall’isola Valeria Marini avrebbe rivelato ad alcuni giornalisti che il porceddu da lei arrostito sulla brace non era in realtà un semplice suino, bensì uno dei sei cani di Flavia Vento e nello specifico tale Pallino, regalo di Fabrizio Bentivoglio alla showgirl in occasione del secondo anniversario della prima frase con soggetto e predicato pronunciata dalla bionda naufraga dopo il liceo. Note macabre a parte, mi costa ammetterlo, ma senza il trucco spettrale delle precedenti puntate che al confronto il cantante dei Tokyo Hotel pareva un surfista californiano, a parte i capelli che ormai stanno assumendo il colore della Dodge Charger di Bo e Luke, a parte le tette che tenevano al caldo la trachea, la Ventura ieri era figa. E non solo. Era pure magnanima, equa, obiettiva e corretta come non mai perché tocca dirlo, in questa edizione dell’isola dei famosi, i generosi propositi di annullare le differenze sociali tra nip e vip, di mettere sullo stesso livello famosi e non famosi, di concedere la possibilità alla gente comune di alzare la testa e di confrontarsi alla pari con i privilegiati dal successo, beh sono stati rispettati alla grande. Rifletteteci. Fin dall’inizio è stato tutto chiaro: mentre i famosi sono stati depositati sull’atollo da cartolina, il gruppo dei non famosi ha goduto dell’immenso privilegio di passare chi dalle case popolari, chi da un monolocale in periferia alla laguna di Playa Cacao, ovvero un posto in cui una zanzara pesava più o meno quanto una chiappa della Marini e l’acqua della laguna era su per giù quella del lavandino di Dolcenera quando si sciacqua la faccia. Quando, nella scorsa puntata, il primo eleminato dall’isola, il nip Alessandro, ha fatto la sua entrata in studio non solo il fatto avveniva sui titoli di coda ma veniva accolto dalla Ventura con lo stesso entusiasmo con cui potrebbe accogliere Cristina Parodi alla cena della vigilia di Natale a casa sua. Non so voi, ma io tanto spirito proletario non l’avevo ma respirato neanche ad Annozero. E ieri sera Simona Santoro ha difeso ancora una volta l’ideologia marxista con tutti gli strumenti che aveva a disposizione. La sua difesa dei più deboli è cominciata con un’ ode all’operaia del gruppo, Valeria Marini, definita “un vero e proprio ciclone di sensualità e simpatia”. E ancora: “Incredibile, Valeria è rimasta sull’isola un’intera settimana!”. Allora, una cosa alla volta. Capitolo sensualità: se Valeria Marini è sensuale lo sono anche i nei col pelo, i pinocchietti con le crocks, i collant con l’imbottitura sul sedere, i rutti e l’ascella pezzata. Se è sexy una che ha la faccia deforme di chi ha Alien sotto cute che passeggia allegramente tra labbra a zigomi, se è sensuale una che va al mare vestita come una rumena in un night della provincia abruzzese, se è sensuale una che a 40 anni suonati mette i fiori tra i capelli come fosse la sirenetta Ariel, beh, signori miei, allora è ora che Hugh Hefner si accorga di Gegia. Capitolo simpatia: lei che è lì da due giorni mentre gli altri sono digiuni da tre settimane trova un cocco e pretende di mangiarselo perché ha l’herpes. Non si tratta di un herpes qualunque ovviamente. L’herpes di Valeria Marini, analizzato al microscopio da un apposito team di scienziati finanziato dall’associazione reduci delle battute del Bagaglino, è l’unico virus al mondo che presenta la sequenza del dna interamente in swarovsky. I naufraghi hanno una boccetta di shampoo che deve bastare a tutti un’intera settimana e lei ci sciacqua pure la conchiglia al paguro. Capitolo: “Incredibile! E’ rimasta un’intera settimana!”. Non ho ben capito. Se Valeria Marini resta sette giorni strapagata e senza neppure entrare nel gioco si grida al miracolo e la Ventura medita di intitolarle un teatro, mentre se un Daniele qualunque dopo tre settimane di fame decide di tornare a casa è uno stronzo? Ah già. La Marini è una diva quindi il pensiero marxista che si cela dietro all’atteggiamento apparentemente iniquo della Ventura è su per giù questo: la Marini s’è abbassata a venire qui in mezzo a dei morti di fame come voi, lei che nella vita si divide tra un film con Spielberg e una settimana in spa con Angela Melillo, e voi morti di fame che avete l’occasione della vostra vita non vedete l’ora di tornarvene nelle favelas? Ecco, credo che il succo sia più o meno questo. Ad ogni modo, almeno il sospetto che la Marini sia sbarcata sull’isola per fare pubblicità alla sua linea di intimo e costumi da bagno era infondato. Due pescatori honduregni giurano di aver visto il barracuda con indosso un babydoll Seduzioni Diamonds ma sono solo illazioni. Ma andiamo avanti perché l’Annozero dei famosi non è finito qui. E’ il momento dell’ode a un altro personaggio che tanto sta dando all’isola, ovvero Vladimir Luxuria. (anche in questo caso la più famosa e la più pagata di tutti, porella) Segue clip in cui Vladimir sembra un misto tra Gandhi, Madre Teresa e il Dalai Lama. Segue dichiarazione della Ventura che la definisce “Grande donna in grado di dare grandi lezioni”. Segue pippone di Vladimir su quanto non le piaccia la parola tolleranza perché chi sei tu per tollerarmi, io preferisco la parola convivenza. Segue ovazione dello studio. Ora. E’ politicamente scorretto dire che a me Vladimir sta sulle balle o siccome uno è transgender e siccome noi siamo gente aperta e di ampie vedute , deve stare per forza simpatico a tutti? Va a tutti i costi dipinto come un campione di umanità? No perché a me Vladimir sta sulle balle e non vorrei sentirmi intollerante o razzista per questo. A me Vladimir starebbe sulle balle anche se fosse più donna di Pamela Anderson, più uomo della De Filippi, più un’incognita di Massimo Giletti. Sarà una faccenda lombrosiana, ma a me il sorriso di Vladimir convince più o meno quanto mi convince lo slogan Somatoline “fino a 33% di efficacia snellente in tre settimane”. Sarà che nella vita mi piace chi prende una posizione e lei è una che se le chiedi “Preferisci il cioccolato al latte o fondente?” ti risponde che lei preferisce quello fondente ma è molto vicina agli allevatori e nel fine settimana rinuncerà alla ceretta da Rosy per approfondire meglio la questione quote latte”. Il momento del rientro in studio di Michi Gioia è stato memorabile. Nel vederla scendere le scale con la stessa agilità con cui Mirigliani potrebbe venir giù da una nera in snowboard chiunque avrebbe avuto un moto di pietà. Chiunque tranne Simona Ventura. Ora, capisco che ‘sta donna è servita al programma quanto la chirurgia plastica a Marina Berlusconi, capisco che la Ventura si preoccupa di quello che si dice di lei nelle redazioni di Dipiù o nel privè del Billionaire e non di quello che di lei si dirà nei salotti della Milano bene, ma era proprio necessaria la crocifissione di ‘sta donna in diretta nazionale? Le mostrano una clip in cui la paladina della tolleranza Luxuria prende per il culo lei, i suoi libri e il suo fidanzato Giuseppe e la poverina che prova a difendersi viene zittita brutalmente dalla conduttrice con un inspiegabile “Beh, io l’ironia di Vladimir l’ho capita, dovresti capirla anche tu!”. E certo. Potevano dire pure “Com’è che tra gli oggetti personali avevi il telo antipioggia e non il kukident?” e l’ironia era al completo. Siccome la crocifissione non era terminata, viene mostrato un video in cui la Gioia dice che la Vento è scema e con la Vento in collegamento viene invitata a dare spiegazioni. Cioè, una dice che la Vento è scema e deve pure motivare? E va bene. Allora facciamo che da domani chiunque pronunci frasi criptiche e rivoluzionarie quali “Il cielo è azzurro”, “Il ghiaccio è freddo”, “La notte è buia” e “La Vento è scema” depositerà presso il tribunale di Milano le sue motivazioni. Seguono dichiarazioni deliranti della Vento quali “Dicono che sono scema perché un programma mi ha etichettato”, “Quando si parla di me si cita anche il nome di un calciatore che porello ha una famiglia” e le annunciano che il suo nuovo amore ha lasciato definitivamente la fidanzata per lei. Giuro che se nella vita mi dovesse mai capitare di essere lasciata da qualcuno per Flavia Vento mi arruolo nella resistenza afghana. La Gioia torna al suo posto chiaramente meditando di far fuori la conduttrice scioglindole del botulino nel bicchiere e si passa alla presentazione del nuovo concorrente. Siccome Simona Santoro lo annuncia con dichiarazioni enfatiche quali: “Ci sono molte cose che ci rendono orgogliosi di essere italiani e una di queste sta per sbarcare sull’isola!”, uno da casa non fa in tempo a pensare: “Aho’, avranno smontato il colosseo in novanta blocchi e l’avranno rimontato paro paro sull’isola!”, che la Ventura aggiunge: “Una di queste è lui, Rossano Rubicondi, marito di Ivana Trump. Il suo fascino latino ha sedotto Hollywood!”. Allora, intanto più che Hollywood ha sedotto una babbiona, ma poi di cosa dovremmo andar fieri noi italiani? Di una specie di Centocelle Nightmare che quando la Ventura gli chiede cosa l’ha colpito in Ivana, anzichè rispondere la carta di credito Gold e i suoi immobili, risponde “l’energia e il fiuto per il business”, roba che se Ivana ha fiuto per il business e s’è sposata ‘sta sola, nel giro di un paio di mesi fa la fine di Ricucci? Comunque, credo che la faccia di Ciavarro all’arrivo di Rubicondi, che era schifata più o meno quanto quella di Carla Bruni quando ha stretto la mano ai senzatetto parigini, racconti più di qualsiasi altra cosa. Per il resto c’è poco da dire. Va in momination il custode Carlo, che ormai ha l’espressione spiritata della Carfagna e nonostante lui sostenga che lo psicologo l’ha trovato bene, nessuno ha potuto verificare perché per il momento dello psicologo s’è trovata solo la falange dell’anulare destro. In nomination col bidello va Maria Grazia, che vista la simpatia travolgente che la caratterizza, credo uscirebbe anche se andasse al televoto con Donato Bilancia. La muratrice Sonia torna a casa e nel salutare Belen e Veridiana dice commossa: “Oh, guardate che io vi aspetto!”. Certo, le due non vedono l’ora di andarla a trovare e di darle una mano con i lavori in muratura. Tumiotto, con la sua solita parlata narcotizzante, si lamenta che nessuno sia ancora ancora andato a trovarlo in studio ed in effetti è uno scandalo che non si sia ancora fatto vivo in collegamento almeno il suo logopedista. Carlo, non conoscendo Rossano Rubicondi, afferma di aver capito che è sposato con una famosa ma “non so chi sia Ivana TRANS!”. La Marini saluta tutti, fa per salire sulla barca ma scivola clamorosamente e finisce col culo in acqua causando una moria di pesci e alghe paragonabile solo al disastro ambientale causato dalla petroliera Prestige al largo della Spagna. Vi lascio con la perla delle perle di Simona Ventura: “Chiudiamo il televoto, DADA TRAXTA EST!”. Sì vabbè, dadaumpa minor cessat. Alla prossima!

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