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Io confesso (seconda puntata)

Visto il successone della prima puntata, ecco a voi la seconda: – Una volta (prima della bufera) Fabrizio Corona e Nina Moric mi hanno dato un passaggio in macchina sul famoso Cayenne. Sain Vincent – Milano in 45 minuti esatti. Sul ghiaccio. Di notte. Col “bip bip” dell’allarme delle cinture di sicurezza nell’orecchio per tutto il tragitto (non se le mettevano). E guidava senza patente. Però io Corona l’ho trovato simpatico. – L’altro giorno, al’ingresso Rai, dopo aver frugato un quarto d’ora nella borsa, anzichè il pass Rai ho strisciato nell’apposita fessura una carta dei Gormiti. Il poliziotto mi ha guardato con una strana aria di commiserazione. Ho ritentato senza accorgermene e al secondo “Ripeti!”, osservando cosa avevo in mano e rendendomi conto della bella figura, ho sdrammatizzato così: “Che dice? Inserisco il pass o visto che Tartantica non me lo prende provo con Battiquercia?”. Mi sono sentita molto desperate. – Quando vedo una e penso “Questa avrà su per giù la mia età!” e scopro che in realtà ha circa dieci anni di meno, ho l’impulso di buttarmi sotto un pendolino. – Secoli fa ho fatto la cubista per due sabati di seguito nella discoteca “Piranha” di Ladispoli. Poi dicono che non ho fatto la mia gavetta da opinionista. p.s. Ho smesso quando ho compreso che il cubo aveva più senso del ritmo di me. – Un ex fidanzato in procinto di convolare a nozze mi propose un addio al celibato decisamente amarcord. (senza successo) – Quando al tg dicono che sono crollate le borse io mi domando sempre se merita davvero tanto spazio il collasso delle occhiaie di Tony Capuozzo. Insomma, io cos’è la borsa non l’ho ancora capito tanto bene. – Per motivi facilmente intuibili sono stata picchiata per ben due volte in luoghi pubblici da una donna. La prima volta accadeva sul lungomare di Civitavecchia e ci rimisi una ciocca di capelli, la seconda sulle scale della mia vecchia scuola di teatro causa agguato di un’allieva brasiliana a cui ero decisamente simpatica. Minacciava di spegnermi la sigaretta in fronte, finì con un semplice malrovescio. Peccato. Le ferite di guerra hanno il loro fascino. – Mi sono mangiata le unghie per 32 anni e più. Ma di brutto. Un giorno ho detto basta e ora son lì che le mie unghie sane me le rimiro tutto il giorno. In tutte le mie foto e apparizioni tv prima della data in cui ho smesso, fateci caso, ho sempre le mani chiuse a pugno per nasconderle. – Un politico c’ha provato. Lui non era un galantuomo ma il tempo lo è stato, grazie al cielo. – Un mesetto fa sul mio stesso volo Roma-Milano c’erano Caterina Balivo, Maria Monsè e Arianna Marchetti. Lo so che sono squallida, ma confesso che per un attimo ho pensato a un epilogo tragico: l’aereo che finisce in mare e il giorno dopo la mia foto tra quella della Monsè e della Balivo sulla prima pagina del Corriere. Giuro che l’ho pensato. – Io il caffè lo bevo ma non mi piace sul serio. Secondo me il caffè non piace veramente a nessuno. E’ un’abitudine come il ciclo mensile o il festival di Sanremo. – Nell’ambiente dicono che Licia Colò sia cattivissima. Dicheno. – Il mio orecchio sinistro è clamorosamente a sventola. Pendo a sinistra, ora lo sapete. – Una volta, quando ancora era in auge, Lele Mora mi disse che sarei diventata il volto tv del futuro. Non mi ha specificato di quale tv però. Secondo me intendeva dire TeleTevere. – Da ragazzina mi inventavo un mucchio di peccati per andare a confessarmi. Il peccato inconfessabile era che mi piaceva il prete. Non vi fu alcun “Uccelli di rovo” nè “beccacce da cespuglio”, tranquilli. Se fosse condurrei Domenica In. – Secoli fa ho fatto il provino per diventare la valletta di Biscardi. Presero la tizia che poi fu indagata per strani traffici di donnine in Arabia Saudita ma siccome non potevano fare a meno del mio talento mi misero a fare la valletta muta nelle televendite Valleverde con Armando Arcangeli e io fingevo di essere molto felice all’idea di camminare nella valleverde con quelle scarpe da vedova con vene varicose e caviglia gonfia. – Sono parente neanche troppo alla lontana di uno dei tre della Gialappa’s ma lui non lo sa, credo. – A New York ho incontrato Demi Moore nel mio albergo ma il fatto veramente sconvolgente è che io lì per lì non ho riconosciuto lei ma LA FIGLIA, che a dirla proprio tutta è una specie di rinoceronte col rossetto. Il fatto che io sia stata in grado di riconoscere la sconosciuta figlia di Demi Moore ha avuto un che di sconcertante, per cui da quel dì ho deciso che posso acquistare “Chi” solo a mercoledì alterni e se la data d’uscita ha l’ultima cifra dispara. – Se c’è una tizia che penso possa piacere anche solo minimamente al mio fidanzato io la smonto (è scema, è cozza, è uno zoccolone) prima ancora che lui faccia in tempo a inserirla nel suo campo visivo.

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