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Corona e Belen

Non posso esimermi dal commentare la prima grande notizia del 2009, ovvero la rovente passione scoppiata tra due personaggi che per rigore morale, curiosità intellettuale e, soprattutto, ammirevole sobrietà, potremmo definire i nuovi Henri Lèvy e Arielle Dombasle dello stivale, ovvero Fabrizio Corona e Belen Rodriguez. Per dirla in modo semplice, se mettiamo insieme i reati dei due, che vanno dal porto d’armi all’evasione fiscale alla guida senza patente per lui e al consumo di cocaina per lei, viene fuori che il curriculum di Totò Riina al confronto, è quello della mia babysitter ecuadoregna. Ma andiamo per tappe perché la telenovela è alquanto intricata. Fabrizio Corona respinge con forza le accuse di aver organizzato lui stesso lo scoop fotografico. (le foto sono state pagate, pare, ottantamila euro) Del resto, come non credergli. Intanto la scelta dei luoghi che hanno fatto da cornice alla fuga d’amore, ovvero Maldive e Parigi, è tra le più discrete dell’ultimo decennio dopo quella di Britney Spears di scendere dall’auto senza mutande. Diciamo le cose come stanno. Già Parigi non è un paesino colonizzato da mormoni nello Utah ma una meta turistica per eccellenza e tu, se proprio te ne vuoi stare lontano da occhi indiscreti, alloggi all’hotel Ritz e vai a fare la gitarella sulla Torre Eiffel? Certo. Io proprio l’altro giorno ho visto Osama Bin Laden fare la fila al Mc Donald’s di Corso Vercelli. E perché allora non fare Pasqua andando a limonare dietro all’inviato del Tg 5 e ferragosto accoppiandosi nei giardini della Casa Bianca? Riguardo la scelta dell’albergo mi limiterò a dire che il Ritz, anni fa, finì su tutti i giornali perché Lady D vi alloggiò con Dodi e ora è sulle pagine di “Chi” perché ha ospitato Corona e Belen. Nel primo caso Lady D finì la serata schiantandosi in un tunnel, nel secondo la moglie di Corona, Nina Moric, ha tentato il suicidio. A questo punto il dubbio che il Ritz parigino porti un po’ sfiga è legittimo, per cui non so voi, ma se dovessi capitare a Parigi, io piuttosto che andar lì, mi fionderei a dormire coi clochard sui cartoni. Permettetemi un’altra considerazione: i due si sono conosciuti all’Armani privè, sono volati alle Maldive, una capatina a Cortina nella casa che fu di Leonardo Mondadori e infine hanno dormito al Ritz di Parigi in compagnia della parrucchiera del Grande fratello. Dunque signori, a vedere chi frequenta i posti più raffinati del mondo, da oggi sappiate che se volete essere veramente chic dovete prenotare subito una cena dallo Zozzone a Trastevere. Sempre in sua difesa, Corona ha affermato che ha depistato gli amici non dicendo che andava a Malè ma a Dubai e che per raggiungere la sua bella nell’atollo corallino ha fatto ventotto ore di aereo. Tutto vero, peccato che secondo voci di corridoio, dopo aver detto agli amici che andava a Dubai, Corona avrebbe chiamato Alfonso Signorini per un’urgenza, ovvero chiedergli se a casa stanno tutti bene e se a Malè il pesce balestra è specie protetta. A quel punto Signorini si sarebbe insospettito e avrebbe allertato i fotografi. Le ventotto ore di aereo invece dipenderebbero dal fatto che i paesi arabi si sarebbero rifiutati di concedere al jet privato di Corona il permesso di sorvolare il loro spazio aereo poiché sulla fiancata destra del jet c’era una gigantografia delle chiappe di Belen con scritto sopra: “Belen arrivo in gran segreto da te!”. Alfonso Signorini nega fermamente di avere avuto la soffiata da Corona. Il direttore di “Tv sorrisi e canzoni” e di “Chi” ha spiegato così come faceva ad essere a conoscenza degli spostamenti dei due : “Semplice. Non tutti sanno che sono anche direttore dell’aeroporto di Malè, direttore della sala ristorante dell’hotel Ritz e direttore dell’associazione reduci da valaghe di Cortina”. C’è da credergli. Sempre secondo indiscrezioni, Belen e Corona si erano conosciuti due anni fa ma la storia aveva subito uno stop improvviso dopo che, scoperta la liaison, Lele Mora aveva tentato di farla finita ingoiando venti salame da sugo. Ad ogni modo, pare che lo scavezzacollo Corona sia davvero cambiato: sì, è stato fermato all’aeroporto di Malè con sei tartarughe marine nel portaocchiali Rayban, si sarebbe camuffato da pakistano e avrebbe fotografato tutte le coppie clandestine che posavano davanti alla Torre Eiffel minacciando poi di inviare le foto ai coniugi se non gliele compravano e infine avrebbe chiamato Carla Bruni dicendo che aveva delle foto di Nicolas a Gardaland con Rachida che sono le prove della paternità del presidente perché lui esce dal tunnel di Indiana Jones con la patta aperta, ma insomma, niente di così grave. Chiudo riportandovi il commento di Carlo Rossella su “Chi” alla vicenda: “Non c’è da scandalizzarsi se Corona e Belen vanno al Ritz perché l’hotel non è più quello di un tempo, oggi ci alloggiano magnati arabi con un seguito di mignotte“. Che dire. Se il magister elegantiarum Carlo Rossella può scrivere mignotte su “Chi”, io voglio Corona presidente del Rotary Italia da domani.

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