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Ha un altro se…

Visto che traditori e fedifraghi, nell’era tecnologica, seminano indizi inequivocabili, eccovi una guida ragionata sugli atteggiamenti femminili che dovrebbero indurvi a sospettare. Ha di sicuro un altro se: a) quando si sente il doppio bip che annuncia l’arrivo di un sms lei scatta in direzione del suo cellulare passando da zero a cento con l’accelerazione di un kawasaki ninja. E il tutto con tacco dodici. b) Legge gli sms ricevuti alla distanza di cinque centimetri dai bulbi oculari tenendo il cellulare stretto tra due mani e con l’aria rilassata non di chi se ne sta nel salotto di casa sua con un semplice telefonino in mano, ma di una che sta passeggiando con in mano un sangue di piccione da dieci carati nella periferia di Rio de Janeiro. c) Noti che mentre legge un sms le scappa un mezzo sorrisino e arrossisce vistosamente e quando le domandi “Chi era?” lei risponde serissima: “Niente, il mio amico veterinario, dice che oggi ha abbattuto un labrador di tredici anni”. d) Lei fa la casalinga, i genitori abitano sul vostro pianerottolo, sul suo cellulare ha sei numeri in rubrica compresi il codice pin del bancomat e il numero per televotare Enrico a “X Factor” e improvvisamente acquista un secondo cellulare sostenendo che lo terrà sempre spento ma una seconda linea le può sempre tornare comoda. e) Nonostante sostenga di ricevere solo sms dal figlio sedicenne che fa l’erasmus a Stoccolma, cancella tutti gli sms ricevuti e inviati con la stessa meticolosità con cui Mata Hari distruggeva i suoi scambi epistolari con i servizi segreti francesi. f) Il suo cellulare non ha mai avuto un pin e da un giorno all’altro, per accedere alla funzione del suo Nokia fucsia, bisogna comporre un codice alfa-numerico di settantaquattro cifre e sottoporsi a riconoscimento vocale in cui dovete dimostrare di essere lei mentre canta “Sbucciami” di Cristiano Malgioglio sotto la doccia. g) Comincia a portarsi dietro il cellulare anche quando va in bagno. Alla vostra richiesta di spiegazioni risponde serafica che nel penultimo numero di Focus ha letto che le onde elettromagnetiche hanno un notevole potere lassativo. h) Il salvaschermo del suo computer Vaio rosa è sempre stata la foto del vostro piccolo Diego che sgambetta nel girello mentre voi lo spingete con l’aria ebete in canotta e infradito e improvvisamente viene sostituito da una foto di lei in bikini zebrato. i) Dice che si è iscritta a facebook perché è utile per i contatti di lavoro e scoprite che nella lista dei suoi amici l’unica persona che avevate conosciuto insieme per ragioni di lavoro è l’idraulico ventenne jamaicano a cui avete pagato venti giorni di manodopera per risolvere uno strano ingorgo del bidet. j) Il suo user, nel suo indirizzo di posta ufficiale, è Maria.carmela@gmail.com. Un bel giorno scoprite che ha aperto il seguente account su Libero: tsunami.insaziabile@libero.it k) Sta ancora imparando come regolare il vapore della Stirella e vi chiede di montarle la webcam sul computer.

Processo a x factor

Vi ricordo che domani alle 14,30 la titolare è, come sempre, a “Processo a x factor” su Rai 2. (qui sotto un gran bel momento dalla puntata scorsa, ovvero Francesco che mi invita a farmi una bella padellata di cavoli miei)

Sanremo 2009

La rai e gli organizzatori del festival hanno tentato di insabbiarla in tutti i modi ma la prima, sconvolgente indiscrezione su questa edizione della kermesse musicale è che in realtà Walter Veltroni si sarebbe dimesso dal Pd perché su Rai uno, in un momento tanto delicato per il paese, è andato in onda il Festival di Sanremo anziché un documentario della figlia Martina sulla crisi degli affitti a Manhattan. Comunque, sorvolando sul fatto che vista l’inspiegabile scenografia finto acciaio e bulloni pare che Bonolis conduca la cinquantanovesima edizione del Festival di Sanremo dal caveau del Banco di Brescia e che quest’anno la presenza femminile all’Ariston ha più o meno lo stesso peso che ha la presenza femminile nella vita di Cristiano Malgioglio, bisogna ammettere che quello di Paolo Bonolis, al momento, è un bel festival. Ma passiamo all’immancabile pagella. Dolcenera: bella canzone e bella voce ma, soprattutto, indovinata la scelta di abbandonare l’immagine della dark lady per l’azzeccatissimo look acqua e sapone. Preoccupa fortemente Greenpeace la questione dello smaltimento del suo beauty-case il quale, attualmente, giace nella discarica romana di Malagrotta assieme a dodici bidoni di scorie radioattive e a settantaquattro fusti di extension usate di Daniela Santanchè, per cui si stanno valutando diverse ipotesi: o trasportarlo fino in Olanda, dove verrebbe smaltito presso un impianto autorizzato, o regalarlo a Fabrizio Del Noce per l’otto marzo. Voto: 9. Fausto Leali: nonostante il riflessante per capelli e la canzone dedicata ai figli che crescono, è evidente che a lui ormai sono cresciuti pure i nipotini. Pare che dopo aver ascoltato la canzone di Leali, Orietta Berti abbia deciso di proporsi per l’anno venturo con un pezzo sui denti da latte che crescono. A sentire un padre cantare un minestrone simile di banalità e luoghi comuni sui figli, uno si augura che l’anno prossimo, tra le nuove proposte , si presenti Pietro Maso. Voto: 4. Francesco Tricarico: a noi piace così, ma a voler dire la verità nuda e cruda è più probabile che Belen Rodriguez si converta al lefebvrianesimo che Tricarico azzecchi una nota. Voto 7. Marco Carta: dopo aver ascoltato il brano cantato da Carta, l’unica cosa non a rischio di querela che mi viene da dire è che al confronto. “Le tagliatelle di nonna Pina”, sono avanguardia pura. Voto: 4 Patty Pravo: la canzone non è un granchè e lei era decisamente svociata, ma la vera questione è che a furia di interventi di chirurgia plastica, Patty Pravo comincia a somigliare in modo inquietante all’alieno grigio dell’area 51. Voto 6. Marco Masini: in tre minuti di canzone Masini riesce a toccare gli argomenti più disparati, dallo stupro agli ultrà, dai gay alla Chiesa, dalla politica alla disoccupazione, dall’alitosi alle tarme nel mobile vetrina. Offesissimi i malati di alopecia areata e l’associazione vittime delle poesie di Sandro Bondi che non si sono sentite rappresentate dal testo. Voto 3. Francesco Renga: se la canzone di Renga è moderna, Rita Dalla Chiesa è dadaismo. Voto 5. Pupo-Belli-Youssou’n dour: una canzone dagli intenti nobili perché parla di integrazione, solidarietà e l’importanza di occuparsi di chi viene dai paesi più poveri, il problema è che la melodia è talmente brutta che io prima che finisse avevo già fatto tre bonifici ad Edoardo Costa. Voto 3. Gemelli Diversi: riassumere il testo della canzone è operazione complessa, comunque potrei dire che più o meno è il testo di Masini con una spruzzatina di retorica sulle foreste abbattute, l’alcolismo e la prostituzione. Era tanto bello quando i rapper parlavano di gnocche e marjiuana, ora se Pierferdinando Casini si mette due catene al collo può aspirare a diventare il nuovo Puff Daddy. Voto: 3. Albano: se la canzone di Albano non vi è dispiaciuta (come alla sottoscritta) le cose sono due: o è il terzo inequivocabile sintomo dell’incombere della vecchiaia dopo l’improvviso interesse per “Elisir” di Michele Mirabella e le vetrine di Max Mara, oppure siete Lamberto Sposini e state per intervistralo a “La vita in diretta”. Voto: 7. Afterhours: c’è chi sostiene che li abbiano fatti fuori perché il brano era musicalmente complesso. Io dico che il fatto che il cantante non si faccia una doccia dalla vittoria dei Jalisse ha avuto il suo peso. Voto: 6. Alexia-Mario Lavezzi: da oggi Flavio Briatore e Elisabetta Gregoraci scendono al secondo posto nella classifica delle coppie peggio assortite del globo. Voto: 5. Iva Zanicchi: io la penso come Benigni. A me, pensare alla sora Iva che va da una specie di gigolò e quello se la spupazza mentre lei tutta infoiata grida “Ok il prezzo è giusto!” fa un certo effetto. La rivogliamo a girare la polenta o a bere lambrusco mentre si gioca la casa a tresette. Voto: 5. Nicky Nicolai e Stefano Di Battista: ok, sono marito e moglie, ma non si è ben capito perché un sassofonista di talento si debba ridurre a starsene su un palco dietro alla moglie che canta limitandosi a suonare due note. Pare li abbiano già ribattezzati i Fabio e Mingo dell’Ariston. La canzone, però, è notevole. Voto: 9. Sal da Vinci: l’anno scorso c’era Gio’ di Tonno, quet’anno c’è Sal Da Vinci. Ma chi li sceglie i nomi d’arte al Festival? Totti e Ilary? Voto boh. Povia: a dar retta a Povia, se avete una madre ingombrante, un padre assente e i vostri genitori si separano, siete destinati a diventare gay. Però potreste anche cambiare idea. Che so. Se siete un Agnelli, vi fate fotografare mentre slinguazzate vostra cugina e Alfonso Signorini fa finta di crederci, potete pure tornare etero. Ha ragione Povia. Voto 10.

Dicheno di me

Luca Sofri per Vanity fair: Salvate il soldato Sposini Dice Selvaggia Lucarelli – su ItaliaOggi – che Lamberto Sposini dovrebbe trovare un equilibrio tra la bassezza degli argomenti che frequenta alla “Vita in diretta” e le memorie del suo notevole curriculum giornalistico. E che l’espressione schifata con cui conduce il suo programma non è in questo senso un equilibrio coerente. La Lucarelli ha frequentato diffusamente le stesse bassezze con grande disinvoltura e sincerità, riuscendo a sopravviverci attraverso un senso dell’umorismo raro, e spesso addirittura marziano, in quei mondi. Quello è il suo equilibrio. Certo, se uno stima la Lucarelli e il suo spirito, le augura cose migliori. E infatti ora è a X-Factor, che di certo è più dignitoso degli abominevoli pomeriggi Rai a base di bolliti di ogni generazione. E se uno stima Sposini? Lamberto Sposini è bravo. È un anchorman di esperienza, capacità televisiva e presenza che non hanno praticamente rivali tra i suoi colleghi. Vedere certi conduttori all’ora del telegiornale e sapere che ci sarebbe in circolazione Sposini è abbastanza deprimente. Ma in Rai le cose sono complicate, si sa. E non fosse per quell’aria schifata – che ai miei occhi invece lo nobilita – uno potrebbe pensare che magari a lui piaccia questa sua nuova incarnazione, e parlare di “sesso senza amore” con Lory Del Santo o di certe foto sui rotocalchi che documentano un adulterio di veline. Oppure, con uno sguardo ottimista, la si può vedere così: se questa demenza pomeridiana deve andare in onda, meglio che ad accompagnarci alla fine sia un uomo elegante, e un po’ schifato.

Se toccasse a me

(il pezzo che segue uscirà, con dei tagli, domani su Italia Oggi. Il direttore Franco Bechis era indeciso se pubblicarlo o meno. Poi ha optato per un sondaggio su facebook e pare che i lettori si siano equamente divisi tra chi dice sì e chi dice per carità. E’ finita che domani, come dicevo all’inizio, l’articolo uscirà con dei tagli e saranno pubblicate anche alcune opinioni di chi l’ha letto in anteprima. Qui di seguito c’è il testo integrale. Se volete dire la vostra al direttore (oh, anche in positivo, mica solo minacce di raid punitivi) potete scrivere ai seguenti indirizzi: fbechis@class.it oppure classroma@class.it) ——————————————— Se mi toccasse la morte cerebrale per un banale incidente o per aver assestato una testata a Gasparri, credo che i miei pensieri sarebbero più o meno questi: a) Lasciate che per il mio caso, in Senato, si scannino come si deve. La faccenda mi dà speranza: è pieno di senatori che nonostante siano cerebralmente morti ben più di me, sono ancora reattivi e vivaci. La medicina indaghi. b) Ha ragione Berlusconi. Io, in effetti, anche dopo aver trascorso sedici anni in stato vegetativo sarei ben felice di fare figli. Il piccolo problemino è che l’unica persona coi baffi che frequento regolarmente da sedici anni a questa parte è la suora ottantacinquenne che mi lava la schiena, per cui al momento il progetto è di difficile realizzazione. c) Ha ragione Berlusconi. Se mio padre lotta per porre fine alla mia agonia è solo “per togliersi una scomodità.” E quando una giovane ragazza per il premier è diventata una scomodità, tocca dargli atto, lui non ha mai pensato di toglierla di mezzo. Al massimo, per farla star buona, l’ha raccomandata per una fiction. Ecco. Potrei fare una fiction. Magari faticherei un po’ a pronunciare le battute ma più espressiva della Arcuri lo sarei di certo. d) Ha ragione Berlusconi. Continuo ad avere il ciclo mestruale. Certo, in quei giorni magari non faccio la ruota e non mi lancio col paracadute ma oggi, verso pranzo, il mio labbro superiore ha tremato ben due volte, per cui da qui a una serata al Pascià con le amiche il passo è breve. e) Ha ragione Berlusconi. Dopo sedici anni di piaghe da decubito e calli alle orecchie e muscoli atrofizzati e guance incartapecorite sono sempre di bell’aspetto, per cui mi spiace per Beppino Englaro se non sono d’accordo con lui, ma venisse pure Fabrizio Ferri a fotografarmi e col mio bell’aspetto ci realizzasse la copertina di Panorama. Sono certa che a Berlusconi piacerò: in fondo la mia mobilità oculare è di gran lunga superiore a quella della Carfagna. f) Lasciate che Berlusconi parli del mio caso perché a furia di sentire le sue tesi, può essere che mi risvegli giusto per la soddisfazione di lanciargli uno zoccolo dr Scholls della caposala. g) Ringrazio Giuliano Ferrara per l’appassionato interessamento al mio caso e per aver lottato strenuamente affinchè nessuno mi tolga cibo e acqua. Del resto, che non fosse un patito delle diete l’ho sempre sospettato. Certo, nei momenti di sconforto mi verrebbe da augurargli di nutrirsi per sedici anni attraverso una cannula nel braccio come me, ma per lui sarebbe davvero un grosso dramma perché l’ossobuco nel sondino non passa, per cui lo perdono quasi subito. h) Onestamente, preferisco che Mentana si dimetta da Mediaset perché a “Porta a porta” Alessandro Baricco sfoggia dei ricci più vaporosi dei suoi, che per la mancata messa in onda di una diretta sulla mia morte. Che vada pure in onda il Grande fratello. Nella bagarre di questi ultimi mesi mi sembra la scelta meno ipocrita che si possa fare. Sì, d’accordo, qualcuno, facendo zapping tra Vespa e la Marcuzzi, capirà che è passata a miglior vita una tizia con la sesta di reggiseno, ma l’ignoranza mi offende meno della presunzione di sapere. i) Non so stabilire cosa sia “vita”. Però una cosa ve la posso garantire: di sicuro non lo è giacere davanti a un tv in cui si vomitano sentenze, boiate e integralismi sul mio dramma e quello di chi mi ama e dover aspettare che arrivi l’infermiera per girarmi dall’altra parte.

Taci per favore

«Eluana è una persona viva – ha detto Berlusconi – respira, le sue cellule cerebrali sono vive e potrebbe in ipotesi fare anche dei figli. È necessario ogni sforzo per non farla morire». Che lui fosse della scuola “Basta che respiri” lo sapevamo già, non era il caso di ricordarcelo.