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Se toccasse a me

(il pezzo che segue uscirà, con dei tagli, domani su Italia Oggi. Il direttore Franco Bechis era indeciso se pubblicarlo o meno. Poi ha optato per un sondaggio su facebook e pare che i lettori si siano equamente divisi tra chi dice sì e chi dice per carità. E’ finita che domani, come dicevo all’inizio, l’articolo uscirà con dei tagli e saranno pubblicate anche alcune opinioni di chi l’ha letto in anteprima. Qui di seguito c’è il testo integrale. Se volete dire la vostra al direttore (oh, anche in positivo, mica solo minacce di raid punitivi) potete scrivere ai seguenti indirizzi: fbechis@class.it oppure classroma@class.it) ——————————————— Se mi toccasse la morte cerebrale per un banale incidente o per aver assestato una testata a Gasparri, credo che i miei pensieri sarebbero più o meno questi: a) Lasciate che per il mio caso, in Senato, si scannino come si deve. La faccenda mi dà speranza: è pieno di senatori che nonostante siano cerebralmente morti ben più di me, sono ancora reattivi e vivaci. La medicina indaghi. b) Ha ragione Berlusconi. Io, in effetti, anche dopo aver trascorso sedici anni in stato vegetativo sarei ben felice di fare figli. Il piccolo problemino è che l’unica persona coi baffi che frequento regolarmente da sedici anni a questa parte è la suora ottantacinquenne che mi lava la schiena, per cui al momento il progetto è di difficile realizzazione. c) Ha ragione Berlusconi. Se mio padre lotta per porre fine alla mia agonia è solo “per togliersi una scomodità.” E quando una giovane ragazza per il premier è diventata una scomodità, tocca dargli atto, lui non ha mai pensato di toglierla di mezzo. Al massimo, per farla star buona, l’ha raccomandata per una fiction. Ecco. Potrei fare una fiction. Magari faticherei un po’ a pronunciare le battute ma più espressiva della Arcuri lo sarei di certo. d) Ha ragione Berlusconi. Continuo ad avere il ciclo mestruale. Certo, in quei giorni magari non faccio la ruota e non mi lancio col paracadute ma oggi, verso pranzo, il mio labbro superiore ha tremato ben due volte, per cui da qui a una serata al Pascià con le amiche il passo è breve. e) Ha ragione Berlusconi. Dopo sedici anni di piaghe da decubito e calli alle orecchie e muscoli atrofizzati e guance incartapecorite sono sempre di bell’aspetto, per cui mi spiace per Beppino Englaro se non sono d’accordo con lui, ma venisse pure Fabrizio Ferri a fotografarmi e col mio bell’aspetto ci realizzasse la copertina di Panorama. Sono certa che a Berlusconi piacerò: in fondo la mia mobilità oculare è di gran lunga superiore a quella della Carfagna. f) Lasciate che Berlusconi parli del mio caso perché a furia di sentire le sue tesi, può essere che mi risvegli giusto per la soddisfazione di lanciargli uno zoccolo dr Scholls della caposala. g) Ringrazio Giuliano Ferrara per l’appassionato interessamento al mio caso e per aver lottato strenuamente affinchè nessuno mi tolga cibo e acqua. Del resto, che non fosse un patito delle diete l’ho sempre sospettato. Certo, nei momenti di sconforto mi verrebbe da augurargli di nutrirsi per sedici anni attraverso una cannula nel braccio come me, ma per lui sarebbe davvero un grosso dramma perché l’ossobuco nel sondino non passa, per cui lo perdono quasi subito. h) Onestamente, preferisco che Mentana si dimetta da Mediaset perché a “Porta a porta” Alessandro Baricco sfoggia dei ricci più vaporosi dei suoi, che per la mancata messa in onda di una diretta sulla mia morte. Che vada pure in onda il Grande fratello. Nella bagarre di questi ultimi mesi mi sembra la scelta meno ipocrita che si possa fare. Sì, d’accordo, qualcuno, facendo zapping tra Vespa e la Marcuzzi, capirà che è passata a miglior vita una tizia con la sesta di reggiseno, ma l’ignoranza mi offende meno della presunzione di sapere. i) Non so stabilire cosa sia “vita”. Però una cosa ve la posso garantire: di sicuro non lo è giacere davanti a un tv in cui si vomitano sentenze, boiate e integralismi sul mio dramma e quello di chi mi ama e dover aspettare che arrivi l’infermiera per girarmi dall’altra parte.

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