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Con tanto di frusta su Maxim

Questo mese sono su “Maxim” con una serie di foto stile “fetish-catwoman-mo’ te frusto”. E sempre su Maxim di marzo fa il suo esordio la mia nuova rubrica “Terra Selvaggia”. Qui di seguito la versione integrale dell’intervista che accompagna il servizio fotografico. (perchè sui maschili diciamoci la verità, sono mica le foto che accompagnano l’intervista…) Selvaggia Lucarelli, come fare per averti come… amica? Semplicissimo! Basta possedere una bifamiliare a picco sul mare sempre aperta per gli amici. O farmi una richiesta d’amicizia su facebook creandosi un profilo falso con la foto di Hugh Jackman. E’ poi fondamentale essere degli abili bugiardi in grado di sostenere tesi credibilissime quali “Oggi ti ho vista a Buona domenica e il tuo scambio di battute con Pasquale Laricchia sul perizoma zebrato di Melita Toniolo è stato avvincente”. O essere degli schifosissimi adulatori. Seriamente: saper mescolare l’alto e il basso, non avere nessun tipo di pregiudizio e snobberia, amare contaminarsi e non temere di sporcarsi le mani. Essere curiosi. I miei amici sul comodino devono avere che so, l’ultimo best seller di Fabio Volo accanto a una raccolta di poesie di Pedro Salinas. Amante? A parte avere una spiccata tendenza masochistica e una tessera sconto del 50% in tutti i negozi di scarpe femminili della penisola, per diventare “mio amante” bisogna essere, molto semplicemente, dei romantici. Amo gli uomini sensibili e generosi, quelli che non temono l’ amore assoluto e si lasciano sconquassare dal Sentimento. Voglio uomini impegnativi che danno senza risparmiarsi e non conoscono certe meschinità tipiche di chi lascia sempre le porte socchiuse. E poi il mio amante (sempre in linea col pensiero romantico) deve essere ironico, saper guardare se stesso e il mondo da un’altra angolazione. Va di moda, tra le soubrette, dire “Voglio un uomo che mi faccia ridere”. Ecco, io nel mio letto non voglio il pagliaccio di corte, voglio un uomo con cui ridere delle stesse cose, al limite. O un uomo che ride di sé, delle sue debolezze. Il romanticismo può uccidere se non c’è l’ironia a salvarti. Cuoca? Per avermi come cuoca, bisogna garantirmi che preparerò le pietanze per una cenetta a due tra Aldo Grasso e Carlo Rossella. Pare esista un fungo colombiano che se opportunamente occultato all’interno del polpettone al tonno, induce il soggetto che lo ingerisce (accidentalmente, ovvio) a migrare nell’isola d Pasqua e finire i suoi giorni osservando l’orizzonte nella posizione del fiore di loto senza più nuocere al prossimo. Collega? Per diventare mio collega basta aver conseguito con lode la laurea presso la cattedra di tuttologia presso l’Università di San Marino, conoscere il quadro astrale di Alessandro Meluzzi, possedere il plastico della casa del Grande fratello in salotto e praticare con grande sollazzo la sublime arte del cazzeggio. E ovviamente avere un’opinione su tutto, dalle oscillazioni del mibtel all’ultimo tatuaggio di Fabrizio Corona. Compagna di viaggi? Regalarmi il viaggio, ovviamente. Sul sito internet selvaggialucarelli.it la tua età è espressa in euro, anziché in anni. Quindi, quanti anni deve avere il tuo uomo ideale? All’incirca novantacinque. Purchè milionario e cardiopatico, of course. Quante scarpe possiedi? Espresse in euro? Nel mio armadio ci sono molte scarpe e molti scheletri confusamente accatastati gli uni sugli altri. Diciamo che se un mio amante si precipitasse in mutande nell’armadio per non farsi beccare da mio marito, come minimo verrebbe ritrovato trafitto al costato dal tacco 12 di un paio di stivali Jimmy Choo. Non ho idea del numero preciso ma sono una bulimica della scarpa, sono un’amante delle scarpe ultra femminili e di ispirazione un po’ fetish. E siccome ho un piede quasi orientale (ho appena un 36 ) , posso permettermi di osare forme e colori senza rischiare di ottenere il temutissimo effetto “pronta per lo sci nautico”. Insomma, sono un po’ l’Imelda Marcos dei salotti tv. Comunque ho scoperto negli uomini una passione per il piede femminile pari quasi a quella per il mercoledì di coppa. Ricevo centinaia di mail in cui mi si chiedono foto delle mia estremità inferiori e ogni tanto avrei voglia di smontare ogni fantasia feticista confessando che attualmente si trovano assieme all’uranio impoverito e al mercurio delle stampanti in attesa di smaltimento, ma anche io ho avuto le aromatiche Superga color salmone a 13 anni, per cui c’è poco da sognare. Quanto costa un paio di Jeweled Espadrille Wedges di Prada? E un chilo di zucchine? Posso dirti quanto costa un chilo di Jeweled Espadrille Wedges di Prada, al limite. Sei spesso circondata da persone dello spettacolo (X-Factor, Buona Domenica, La Talpa…) Sono meglio le cene con la dirigenza Mediaset o la coratella d’abbacchio con gli ex compagni romani di liceo? Io non vado a cena con dirigenti perché non sono mai particolarmente a mio agio col potere. In realtà non vado neppure a cena con gli ex compagni del liceo classico civitavecchiese anche perché confesso che purtroppo, quella della scuola, è una fase della mia vita il cui pensiero mi immalinconisce un po’. Al liceo ho subito la violenza dell’invidia femminile e il primo abbandono d’amore. Ho ritrovato tutti su facebook, i vecchi amici, le invidiose, l’ex infame. E la sai una cosa? L’ex, prima ha accettato la mia amicizia, poi mi ha cancellata. Capisci? Mi ha lasciata una seconda volta! Da oggi sei nostra rubricista (leggete Terra Selvaggia). Sei disposta a partecipere all’aperitivo di redazione, rito Maxim del venerdì sera? Aperitivo? Hai una strategia alternativa di broccolamento o mi devo scolare litri di mojito per settimane e lasciare che pistacchi e olive ascolane si depositino sulle mie chiappe prima che tu ti decida a chiedermi di uscire?  Sei una donna-femmina – esemplare raro immortalato nelle foto di queste pagine, manager, mamma di Leon – avuto con l’ex marito Laerte Pappalardo, figlio del cantante Adriano, self made woman – come si evince dal tuo website. Personalità multipla o dono dell’ubiquità? Né ubiqua né multipla. Sono una donna come tante, in realtà. E cioè una delle tante disperate che vivono incastrando lavoro, amore, parrucchiere, fila alle poste, libri da leggere e piatti da lavare. Poi certo, ci sono i privilegi della notorietà, ma non sono neppure così famosa, per cui magari il tavolo al ristorante me lo trovano, ma è quello sotto lo spiffero. Ho un figlio strepitoso con cui passo molto tempo perché, come ho letto da qualche parte, preferisco che assimili i miei difetti piuttosto che quelli di una badante filippina di venticinque anni. La tv mi diverte ma è la dimensione meno importante della mia vita. Credo che nella gerarchia delle mie passioni venga subito dopo la tartaruga d’acqua che ho in cucina. La televisione è, stranamente, una cosa che mi succede. Non la cerco ma mi cerca sempre e io cedo facilmente alle lusinghe. Io sto davvero bene ( o davvero male) quando scrivo. Quando viaggio. Quando amo. Sono le cose che mi fanno sentire viva. Quest’anno sei giudice al Processo di X Factor. Ti chiediamo 3 verdetti. Morgan, meriterebbe l’ergastolo a vita per quale imputazione? Traffico d’armi di seduzione di massa. Circonvenzione di incapace (di resistergli). Minacce (alla mia moralità). Usura (della mia lucidità mentale). Spero si aggiunga presto il sequestro di persona purchè la persona in questione sia io. Simona Ventura, le faresti un verbale per schiamazzi notturni? No. Farei un verbale al suo parrucchiere, al limite. Francesco Facchinetti, colpevole di essere (stato) tuo pretendente? Francesco ha tanti pregi ma non quello di essere un mio pretendente. In realtà abbiamo valutato seriamente l’ipotesi di metterci insieme ma capisci, sarebbe il secondo figlio di cantante con cui mi fidanzo, poi mi mancherebbero solo Yari Carrisi e il figlio piccolo di Leone di Lernia e non so se me la sento di chiudere il cerchio. Scherzi a parte, Francesco mi ha stupita perché è una delle rare persone di spettacolo che ha letto le cose (tremende) che ho scritto nel mio famoso blog su di lui e anziché assoldare due sicari uzbechi per farmi fuori, ha preso la faccenda con grande autoironia. Mi ha addirittura chiamata a lavorare con lui, capite bene che mi ha tolto ogni possibilità di scrivere di lui in futuro. Insomma, è un ragazzo che si sa far volere bene e è cosa da pochi. In chi ti cambieresti se avessi la bacchetta magica? Nella bacchetta magica. Mi piace fare magie per gli altri. Il difetto di Selvaggia Lucarelli? Beh, ne ho moltissimi e tutti spregevoli ma il peggiore è l’incapacità di rendere la vita facile a chi mi sta accanto. Sono esigente, ipercritica, passionale e con una grande propensione per sceneggiate e melodramma. Io lo dico sempre. Un anno con me è come un anno di vita dei cani: vale sette. Ci sono miei ex fidanzati che se solo sentono pronunciare il mio nome in una stanza chiamano l’esorcista per liberare la casa dalla mia presenza. Promettiamo di non dirlo a nessuno… ma ti chiami veramente Selvaggia? Ebbene sì. “Nomen omen” dicevano i latini e in effetti credo di essere addomesticabile quanto un puma argentino. I miei genitori, appassionati di poesia, mi hanno chiamata così perché un poeta stilnovista, Cino da Pistoia, dedicava bellissimi versi a tale “Selvaggia dei Vergiolesi”. Poi lei è morta di tisi, per cui spero che la faccenda nomen omen sia una mezza bufala, in fin dei conti. Consigliaci il libro della vita e il disco della vita. Ci sono troppi libri e troppe cose belle da leggere. Ti cito delle poesie, “Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock” di T. S. Eliot. “Questo amore” di J. Prevert. “Espettorazione di un tisico alla luna” di Gian Pietro Lucini. L’ultimo romanzo della Mazzantini è strepitoso. Le prime canzoni a cui penso quando mi chiedono cosa mi piace ascoltare sono, tra tante, “La cura” di Franco Battiato, “Una lunga storia d’amore” di Gino Paoli, “Suicidio d’amore” di Gianna Nannini. “Altrove” di Morgan. Ovviamente sono risposte per impressionare il lettore, io leggo le barzellette di Totti con “le tagliatelle di nonna Pina” in sottofondo. Fatti una domanda sconveniente, senza poi risponderti. Quanto photoshop è stato utilizzato per le foto che corredano l’articolo? p.s. A dire il vero la foto che vedete sopra è quella versione “pre-photoshop” (infatti sulla rivista ci sono leggere modifiche, per esempio al colore delle scarpe) . Spero apprezzerete la mia sinceritàààààààà“.

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