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Senza vergogna

Quelli del tg1 ci fanno sapere che se solo la terra tremasse un po’ più spesso per il tg5 sarebbero cazzi: Qui sotto la rubrica di posta sulla tv che curo su “Top” ( è di due settimane fa). La risposta alla prima domanda (quella sull’auditel) ha qualcosa di profetico: Cara Selvaggia, posso chiederti cosa ne pensi dell’auditel? Da telespettatrice più di una volta mi sono irritata per spostamenti di palinsesto o chiusure di programmi che io trovavo belli ma che non venivano premiati dai “numeri”. Possibile che conti solo quanta gente vede un programma e non a quanti piace un programma? Giulia Cara Giulia, la questione “ascolti e gradimento” è antica quanto l’ombretto rosa confetto della Marini, dunque ti risparmerò osservazioni trite e ritrite sulle esigenze delle tv commerciali. Ovviamente, così come te, sogno spesso un mondo migliore in cui la tv prediliga la qualità ai numeri, David Beckham molli quella specie di Topo Gigio anoressico che si porta dietro e Antonio Zequila lavori con la fiamma ossidrica, ma tocca essere realisti e accettare alcune logiche, ingiuste, ma inevitabili. Ci sono però due questioni sull’argomento auditel che mi fanno saltare i nervi: il primo è il luogo comune “in tv ci sono determinate trasmissioni perché la gente vuole quello!”. La verità è che ci sono programmi così volgari e incredibilmente brutti che spesso ti tengono incollato davanti allo schermo solo per curiosità mista a stupore. Hai presente la teoria del gatto schiacciato in autostrada? Ecco, ti fa schifo ma non puoi fare a meno di guardarlo. La seconda questione che mi infastidisce non poco è l’ossessione di chi lavora in tv per il grafico auditel, che poi è una sorta di scala Richter degli ascolti minuto per minuto. Lo strumento sembra innocuo, ma in realtà questo significa che se c’è stato un picco quando Martufello è rimasto a centro palco in perizoma fucsia, la settimana seguente Martufello rimarrà in perizoma per tutta la durata del programma poiché, come si dice in gergo televisivo, “funziona”. Capisci il dramma? La telenovela Nina Moric- Fabrizio Corona va avanti anche se si sono lasciati: lei che sfoggia il nuovo fidanzato, lui che va alla Fattoria, botta e risposta sulle riviste e in tv… Finirà mai? Delia Delia, stai scherzando? La telenovela è solo all’inizio. Anzi, in esclusiva mondiale per “Top” ti preannuncio le prossime puntate: Fabrizio Corona, tornato dalla Fattoria, passerà nuovi guai giudiziari per aver pagato gli avvocati con i soldi del Monopoli e per aver plastificato la prima pagina della Gazzetta dello sport esibendola ai posti di blocco della polizia stradale come “foglio rosa”. Nina Moric dichiarerà a “Mattino Cinque” di voler finalmente rivelare dove si trovi il tesoro segreto di Fabrizio Corona: nei suoi zigomi. Belen Rodriguez rimarrà incinta del suo primo figlio ma il padre risulterà essere Carlo Capponi. Fabrizio Corona chiederà al feto di tre mesi cinquemila euro per poter acquistare le sue prime ecografie, altrimenti se le comprerà Mayer e ci farà tre speciali della serie “Guarda con attenzione queste ecografie e anche tu, tra la rotula e l’anca sinistra, potrai scorgere il volto di Padre Pio!”. Insomma, mia cara Delia, perché augurarsi che la telenovela finisca? Lunga vita ai Corona’s! Adoro Rossella Brescia perché credo che tra le soubrette in circolazione sia la più sexy e contemporaneamente elegante. Approvi? Nicola Caro Nicola, intanto grazie perché con questa domanda consenti a un’oziosa come me di praticare lo sport estremo preferito dalle donne, ovvero parlar male delle altre donne. Ahimè, a me la Brescia non convince per niente. Non so, sarà colpa dei tanti anni di danza classica e della ferrea disciplina, ma io la trovo poco spontanea ed eccessivamente rigida per risultare simpatica e autoironica come dovrebbe essere chi conduce un programma con dei comici. Personalmente, ogni volta che la vedo duettare sul palco con Braida, temo per lui che da un momento all’altro, anziché lanciargli la battuta, lo mettaalla sbarra a fare i piegamenti e gli passi il gesso sull’alluce. Fisicamente, che dire. Bella è bella, ma a me sembra un po’ la faccia della Cucinotta montata sul corpo di Yuri Chechi… Dici che l’ho sistemata o vado avanti? Vorrei chiederti un parere su quelle che vengono definite “showgirl” ma in realtà non hanno mai svolto alcun lavoro artistico, sono sempre alle ribalta soltanto per i loro numerosi fidanzati, che cambiano continuamente senza pudore e dignità. Di solito il fidanzato ricco di turno che gira sul mercato è imprenditore o politico… La mia cara mamma, pur essendo di larghe vedute, invece di showgirl le definisce con un aggettivo che non posso citare. Ma quali modelli trasmettiamo ai nostri figli? Carmen Intanto sarei curiosissima di sapere con quale aggettivo definisce tua mamma queste famose showgirl! “Eclettiche”? “Versatili”? “Carismatiche”? A parte gli scherzi, cara Carmen, tua madre ha più di una ragione ed è innegabile che il mondo dello spettacolo sia tra i meno meritocratici in assoluto, però non farei neppure dell’eccessivo allarmismo sui modelli che vengono trasmessi ai figli. Dubito che ci siamo madri che rimbrottano le figlie con frasi del tipo: “Guarda la Gregoraci! Lei sì che è una santa donna!”, o “Impara dalla Arcuri!”. E se ci sono, ho paura che i modelli sbagliati, in quel caso, siano le madri stesse, non le soubrette. Cara Selvaggia, non puoi esimerti dal fare il pronostico su chi vincerà il Grande fratello! Io dico Marcello il panettiere, tu? Simona Simona, io non so chi si aggiudicherà la vittoria ma per quel che mi riguarda il vincitore assoluto c’è già: Alberto. Non so se fa lo stesso effetto alle altre telespettatrici ma io, al bell’ormeggiatore del porto di Genova, sarei pronta ad alleviare le fatiche caricandomi in spalla una peschereccio e infilandolo nel suo posto barca a mani nude. Riccio selvaggio, fisico scultoreo, utilizzo sensato del congiuntivo, Alberto è davvero l’unico vero maschio di questa edizione. Oddio, è anche vero che dicevo la stessa cosa del concorrente dello scorso anno Gianfilippo e al momento si hanno più notizie di Bin Laden che di lui, per cui speriamo che il mio fiuto quest’anno funzioni meglio…

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