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Dopo terremoto

Il caso eclatante del tg 1 che si autoincensa per il suo record di ascolti realizzato grazie alle cronache del terremoto in Abruzzo ha provocato una serie di reazioni furibonde da parte dei tg di tutto il mondo: la Cnn ha fatto sapere che in occasione del ciclone su New Orleans il loro speciale delle tredici realizzò il 70% di share con dei picchi del 98% quando il cameraman si soffermò sull’immagine di una madre che non riuscì a salvare il neonato dalla furia delle acque anche perché inciampò sul filo della telecamera e il cameraman preferì tirar fuori dal gorgo la batteria di riserva, quindi facessero meno gli smargiassi. Anche tele Bangkok ha fatto sapere che gli ascolti del tg 1 sono decisamente ridicoli se si tiene conto del fatto che in occasione dello tsunami del 2005 il loro telegiornale delle venti ottenne il 15% di share. Potrebbe sembrare una cifra modesta ma sulla rete concorrente, Tele Phuket, quel ventisei dicembre c’era la finale di “Amici” di Maria De Filippi e secondo un recente sondaggio commissionato da Klaus Davi nei paesi che praticano i massaggi shiatsu, Alessandra Celentano è ritenuta ben più incazzosa e temibile di una qualsiasi catastrofe naturale. Infine, il direttore di France 2, profondamente indignato per il cattivo gusto del tg 1, ha sottolineato che se proprio si devono scomodare le cifre, anche il loro speciale delle tredici in occasione delle due catastrofi nazionali, ovvero la rottura del tacco di Sarkozy sul tagatà di Eurodisney e il rifiuto dell’Unesco di riconoscere patrimonio dell’umanità la baguette al formaggio, realizzò ascolti record. A parte questa intelligente diatriba sugli ascolti, vale la pena elencare altri fatti salienti legati al terremoto che sono stati inspiegabilmente trascurati dai principali organi di informazione. Il primo riguarda la presenza di Emanuele Filiberto sui luoghi della catastastrofe: il principe ha fatto sapere che i Savoia hanno seguito con grande partecipazione emotiva la tragedia abruzzese. Non per niente doveva accompagnarlo anche il padre, la cui sensibilità è ben nota agli italiani, solo che quando Emanuele l’ha chiamato invitandolo a portare conforto agli italiani che trascorreranno la pasqua sotto una tenda e regalare qualche genere di prima necessità, Vittorio Emanuele si è presentato da Moira Orfei con una colomba Melegatti. L’altra notizia riguarda invece le probabili dimissioni di Guido Bertolaso: pare infatti che il capo della protezione civile, tra le lacrime, abbia ammesso alcune negligenze, perché se è vero che il terremoto non era prevedibile, almeno l’arrivo di Alessio Vinci sui luoghi della catastrofe poteva essere evitato. Così come andava evitata la fitta presenza di inviati assolutamente improvvisati, specie a “Matrix”, ai quali dallo studio si ponevano domande quali: “Che notizie hai dello sciame sismico?” e che davano risposte tipo: “Mah, onestamente il problema degli insetti al momento non preoccupa più di tanto.”. Immancabili poi i soliti arguti quesiti degli inviati sul posto quali: “Come ci si sente ad aver perso tutto?”, “Cosa ha provato nel vedere suo figlio sotto le macerie?” e altre perle di domande alle quali io ho sinceramente sperato che un terremotato qualunque rispondesse compunto: “Bene, c’è sempre la villa a Porto Cervo e mio figlio non andava bene in matematica e mi sa che era pure gay, per cui non tutti i mali vengono per nuocere, pezzo di deficiente. Ora te ne torni a casa tua o visto il mio stato d’animo nei confronti della natura preferisci che utilizzi il tuo microfono su di te e contronatura?” . Infine, un paio di notizie sulla ricostruzione: i vigili del fuoco hanno fatto sapere che dopo i primi accertamenti si è stabilito che né l’ospedale né la casa dello studente erano stati costruiti con del cemento scadente. Anzi. La cialda da cono utilizzata per le fondamenta era di ottima qualità e in alcuni punti, la sabbietta per gatti utilizzata dalle ditte di costruzione per i muri portanti, ha retto benissimo, per cui la colpa è dell’intensità delle scosse e degli abitanti de L’Aquila che si ostinavano a dormire nel loro letto anziché sulle pendici del Gran Sasso dove per esempio le grotte degli orsi marsicani hanno registrato solo qualche lieve danno. Il premier Silvio Berlusconi ha comunque fatto sapere che la ricostruzione comincerà subito e che per un fatto simbolico, il primo edificio sarà edificato proprio nel punto in cui vi è stato l’epicentro del sisma: ovviamente, sarà la nuova sede del Pd.

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