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Le mie domande a Silvio

Non so se sono l’unica cittadina italiana a pensarla così, ma onestamente, io tutta la saga Berlusconi-D’Addario, più che imbarazzante e scandalosa, la trovo incredibilmente comica. E sono certa che chiunque, dopo aver letto il contenuto dei verbali e delle registrazioni audio, vorrebbe porre a Silvio Berlusconi le seguenti, elementari domande: a) Silvio, ma io dico. Un uomo nella tua posizione potrebbe avere tutte le donne che vuole. Potrebbe sfogliare un numero a caso di Vogue America e farsi scaricare nel giardino di Villa Certosa orde di amazzoni estoni e brasiliane che una qualunque ex di Briatore al confronto è Gegia, e tu ti sei giocato la reputazione per tutta una serie di ragazze che, fattelo dire Silvio, sembrano prelevate direttamente da una convention di cubiste da balera abruzzese? Prendi esempio da Sarkozy: la first lady la voleva gnocca ma s’è scelto Carla Bruni, non Pamela Prati. Io già mi immagino la regina di Inghilterra seduta accanto a Patrizia D’Addario durante un pranzo ufficiale che dopo due ore di chiacchierata con la simpatica signorina pugliese scappa in toilette col beauty case tigrato della D’Addario e torna con la matita rosa attorno alla bocca e la french manicure a mani e piedi. b) Silvio, va bene il vulcano, va bene la giostra coi cavalli, va bene l’anfiteatro, va bene tutto. Certo, mi verrebbe da dirti che a questo punto, visto che dici che Villa Certosa non la senti più casa tua e la metti in vendita, potresti rilevare Gardaland e passeggiare tu, Topolanek, Minnie e Clarabella nel castello del Mago Merlino, ma il punto non è questo. La questione seria è: che cavolo te ne facevi di una gelateria in giardino? Una ghiacciaia in cucina non bastava? Un frigobar in camera sembrava misero? Mi vuoi dire che se Apicella, dopo una serenata pomeridiana tra i cactus texani, non trova un tizio dietro al bancone che gli fa un cono gusto puffo, abbandona stizzito Villa Certosa e va a suonare con i Bastard sons of Dioniso alle conventon di Franceschini? c) Silvio, io non ho ben capito una cosa. Non pretendo che tu, al premier di un altro paese che rimane a dormire da te, apra il divano letto Ikea in salotto, ma perché Putin avrebbe un letto tutto suo a Villa Certosa? Ci nasconde casse di polonio tra rete e materasso? d) Silvio, io questa storia del regalo o del favore dopo una piacevole serata passata insieme ad una ragazza non l’ho mica capita. Io, ad oggi, dopo una serata allegra con qualcuno, al massimo il giorno dopo ho rimediato un invito a cena o un sms con scritto “E’ stato bello, ci becchiamo!”. Ora, qual è la ragione per cui tu ti sentivi in dovere di mandare gente in cantiere ad una o una busta da cinquemila euro all’altra? Che poi, fattelo dire Silvio, per quelle cifre lì spero che le ragazze ti passassero pure la cera sul pavimento e ti concimassero il roseto a mani nude , perché sono un tantino fuorimercato. e) Silvio, come outing il tuo “Non sono un santo” è un tantino riduttivo e ritardatario. Per capirci, è come se Renato Balestra dichiarasse “E va bene, mi sono fatto due punturine alla faccia!.”. f) Silvio, ma quei poveri cigni, quando li tiri fuori dal lago per fare il bagno, dove li metti? Cosa te ne fai ? Come li ricicli questi poveri pennuti? Li dai in pasto vivi al barboncino che t’ha regalato Bush? Li metti sotto al letto di Putin? Gli dai un ministero? g) Silvio, ma le meteoriti nel giardino di casa tua, come ci sono finite? Mi vuoi dire che Veronica Lario è in combutta con la Nasa e dopo le foto a Casoria con Noemi Letizia ha ne ha fatte deviare un paio su Villa Certosa? O hai un hangar in giardino in cui conservi l’archivio completo delle poesie di Sandro Bondi e la natura s’è ribellata? h) Silvio, dì la verità. Non è che questa fantomatica balena fossilizzata è in realtà l’unico cetaceo che poteva arenarsi nel giardino di Villa Certosa dopo gli insuccessi del pd, ovvero Goffredo Bettini?

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