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Spigolature

Direttamente dallo zapping settimanale, qualche spigolatura sui principali momenti catodici: a) E vabbè. Siamo rassegnati. Ormai non c’è operatore telefonico che per i suoi spot non si affidi al testimonial di turno, questione per altro che mi fa imbufalire non poco, visto che chissa’ cosa cippa gliene frega a Michelle Hunzicher di risparmiare sei centesimi al minuto, quando con quello che guadagna potrebbe tranquillamente chiamare in Guatemala e lasciare la cornetta alzata mentre si mette lo smalto ai piedi. L’ultimo è quello con Belen e Christian De Sica. Allora, diciamocela tutta: va bene la finzione, va bene il gioco delle parti, va bene tutto, ma io mi domando e dico, non c’era qualcuno di leggermente più credibile di Belen Rodriguez nel ruolo dell’edotta professoressa di latino e, soprattutto, di Christian De Sica nel ruolo dell’implacabile corteggiatore della prof? Voglio dire, lo sanno tutti che se proprio fosse costretto a varcare la soglia di una scuola De Sica al massimo ci proverebbe col prof di educazione fisica e che per la Rodriguez “Ave Cesare!” è il saluto che in mediaset si fa a Cesare Cadeo. Morale della favola: non so voi, ma io faccio un po’ fatica a ritenere affidabile un operatore telefonico che mi racconta ‘ste bufale e visto che la fregatura, in questo genere di abbonamenti, è sempre svelata nei microscopici asterischi, inviterei il signor Telecom, per correttezza, ad apporre un asterisco sulla testa di De Sica e scrivere in piccolo, a fondo pagina, la seguente frase esplicativa per il cliente: “In realtà è maschio quanto mia sorella”. Grazie. b) Non so se ve ne siete accorti ma c’è Vladimir Luxuria che per la serie “ho ballato al Muccassassina vestita da Biancaneve, ho dato della sgualdrina alla Rodriguez con gli slip della Marini in testa e ho scritto un libro di favole transgender, mo’ che m’invento per far parlare di me?” se ne va in giro per tutti gli studi televisivi possibili a rivelare che presto decapiterà il pendaglio per cambiare definitivamente sesso e che, udite udite, lo ha deciso dopo che Solange (avete capito bene, Solange) l’ha predetto leggendole la mano. Dunque. Intanto va detto che a ‘sto punto sarebbe ora che qualcuno leggesse la mano a Solange così si decide pure lui, ma soprattutto, io mi chiedo come sia possibile sostenere che quella specie di Chicken Little travestito da medium possa essere decisivo nelle scelte epocali ed esistenziali di qualcuno. Mi aspetto da un momento all’altro che Obama riveli di aver deciso di candidarsi a presidente dopo che il Mago Gabriel gli è apparso in sogno cavalcando nudo il vecchio labrador di Clinton e che Osama Bin Laden confessi che l’attacco alle Torri gemelle gliel’ha suggerito Paolo Fox leggendogli i fondi del karkadè. c) No so se vi è capitato di ascoltare la nuova canzone di Gigi D’Alessio. Ve lo assicuro: non sono tipo da snobismi musicali. Della serie: se hanno inciso un disco Jo Squillo e Anna Laura Ribas figuriamoci se mi permetto di schifare Gigi D’Alessio. Però lasciatemelo dire: l’ultimo singolo di D’Alessio è qualcosa di veramente brutto. Non so, immaginate Dario Argento, nudo, che si accoppia con Tina Cipollari di “Uomini e donne” sul tavolo di un mattatoio. Ecco, la canzone di D’Alessio è qualcosa di ancora più brutto. E non è solo una questione di melodia, che comunque il mio chihuahua pestando a caso i tasti di una pianola Bontempi tira fuori qualcosa di meglio, il vero dramma è il testo. In pratica lui si scusa con la fidanzata per una sua ingiustificata scenata di gelosia ma lo fa in un italiano talmente elementare e stentato che io mi auguro che la Tatangelo gli metta tante di quelle corna che D’Alessio sarà costretto a fare il suo prossimo concerto con un cappello di Jamiroquai in testa. Per carità, nessuno pretende che le canzoni di Gigi siano firmate Mogol-Panella-Fossati, ma neanche Elkann-Di Pietro-Totti, e che cavolo. d) Succede da qualche mese che zitto zitto, quatto quatto Antonio Zequila riappare in tv e sui giornali con un’assiduità che definirei preoccupante. E non liquiderei la faccenda con un semplice “c’è posto per tutti”, primo perché in tv c’è posto per pochissimi e secondo perché pure in casa mia c’è posto per più di quattro persone ma non è che faccia entrare pure spacciatori e mandrie di buoi “perché tanto c’è posto”. No dico, possibile che nell’ultima delle balere cosentine ci sia la selezione alla porta e se non ti fai la barba da tre giorni ti lasciano fuori e uno con quell’aria da damerino viscido e leccaculo entri ed esca da mediaset come se fosse casa sua? Ora, va bene l’assenza totale di meritocrazia, ma qui stiamo parlando di un tizio il cui curriculum, a quarantacinque anni suonati, è fatto di un reality che gli fece guadagnare l’edificante appellativo di “er mutanda”, di telerisse raccapriccianti, di squallidi escamotage per riapparire in tv con racconti strappalacrime sulle malattie terminali della madre o su gravidanze interrotte dell’ex compagna, di flirt completamente inventati e di telefonate ai paparazzi per farsi beccare con la sfortunata di turno. Cosa dobbiamo sperare che accada perché tutti si decidano a non invitarlo mai più in un salotto? Che la polizia locale gli trovi i corpi di sei ex fidanzate che avevano rifiutato un posato con lui per “Dipiù” nel pozzo in giardino? e) Fateci caso: ultimamente i metereologi non stanno capendo una beata mazza. Ti dicono “domani splenderà il sole” e il giorno dopo uno si ritrova a spalare neve dalla tettoia. Ti dicono “Da martedì una corrente fredda in arrivo dall’Atlantico abbasserà le temperature in tutta Italia” e martedì mezza Italia è a fare pediluvi rinfrescanti nella fontana di Trevi. Io stessa ho rimandato almeno un paio di weekend al mare per le gufate di Giugliacci e mi sono ritrovata a fare il bagno nella piscina gonfiabile dei Power Rangers sulla terrazza condominiale. Insomma, roba che se l’associazione alberghieri becca Corazzon rincasare da solo dopo le tre di notte gli frattura tante di quelle ossa che il nostro caro metereologo, da quel momento, sarà in grado di prevedere i cambiamenti climatici nel Belize centrale solo tastandosi la tibia destra.

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