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X factor: la musica è cambiata

Pare che Claudia Mori abbia affisso sulla porta del camerino dietro le quinte di “X factor” un cartello con scritto: “Per favore evitiamo di salutarci con baci e strette di mano. C’è l’influenza a. E’ amore anche questo.”. E che chieda ai suoi truccatori e parrucchieri di indossare guanti e mascherina. A occhio, direi che le richieste della Mori sono superflue. Immagino che tutti, da Mara Maionchi a Giorgio Gori, piuttosto che buttare le braccia al collo alla Mori o infilarle la lingua in bocca per eccesso di entusiasmo alla sua vista, si farebbero arruolare nella resistenza afghana. Diro’ di più: dopo aver visto la Mori a “X factor” non solo ho rivalutato la simpatia di Alessandro Rostagno ma ho finalmente capito il perché dei tic di Celentano. Dopo trent’anni accanto ad una donna così è già tanto che Adriano non si aggiri per Galbiate brandendo un’ ascia e ripetendo “Il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca..”. Adrià, dammi retta: rientra nel CLAN , ma quello dei Madonìa, e falla fuori ‘sta megera. Per quel che riguarda la questione dei poveri truccatori costretti a indossare guanti e mascherina e dunque a travestirsi da Michael Jackson per pettinarla come il cantante dei Tokio Hotel, io mi auguro che qualcuno lì dentro si decida a prendere il vasetto di cipria e a sostituire il contenuto con un concentrato di ortica liofilizzata cosicchè la signora abbia un buon motivo per sfoderare quel perenne sguardo da murena minacciata da una fiocina. Infine, la Maionchi che si fa il botulino, Morgan con le extension, Francesco Facchinetti che con mezzo centimetro di barba da babbeo è diventato maledetto, la Ventura in collegamento telefonico come Berlusconi a Porta a porta… ragazzi, te credo che “X factor” perde colpi, non ci sono più certezze, punti fermi. Noi spettatori dobbiamo continuare a pensare che la Maionchi si preoccupi della consistenza dello stufato con i piselli, non di quella dei suoi zigomi. Che Morgan si dimentichi anche di pettinarsi, non che lasci metà del suo stipendio ad Aldo Coppola per sfoggiare la chioma di qualche contadina russa in menopausa. Che Facchinetti sia sempre lo stesso pirla miracolato di una volta, non quella specie di figo barbuto e stropicciato pure bravo che si aggira sul palco quest’anno. E soprattutto, che la Ventura, lei, proprio lei, quella che nell’ipod c’ha la sigla di “Kiss me Licia” e il coro degli alpini, non fosse indispensabile. Cribbio!

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