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Grande fratello 10 (seconda puntata)

Eccovi il riassunto dei momenti salienti della seconda puntata del Grande fratello 10: Maicol viene decretato “il preferito dal pubblico da casa” per cui, ragazzi miei, qui bisogna mettersi in testa che di ‘sti tempi se non sei gay, trans, ermafodito, transgender, tranformer o eunuco non ti si fila nessuno. Non so voi ma io mi sto facendo crescere le basette e stamattina ho messo una mano sul culo alla donna delle pulizie, sta a vedere che salgono le mie quotazioni. Certo è che dopo le partecipazioni di Rocco Casalino (maschio quanto “Candy My little pony”) , Siria (lesbica mangiafuoco, una roba da far resuscitare Freud), Jonathan (mezzo uomo e mezzo pashmina), Floriana Secondi (una donna al cui confronto un Grizzly di sei metri è un’odalisca), Ascanio Pacelli (il primo uomo con tre gameti diversi: uomo, donna e zerbino) , Maicol (uno che è gay e lo dichiara anche perché sarebbe più facile nascondere un jumbo sotto un kleenex che il suo orientamento sessuale) e ora Gabriele (una donna che è diventata uomo e che beata lei s’è liberata di cellulite, tampax, cerette e sguardi da ingravidabalcone addosso), al Gf sono trans-itate tutte le specie sessuali in circolazione. Mancano solo l’infibulata, l’uomo a tre palle e il cetriolo di mare. E a dirvela proprio tutta, se si dà un’occhiata ai maschi eterosessuali della casa, diventa facile comprendere il perché gli omo riscuotano tanto successo: George Leonard, va detto, è bono come il pane e in effetti ha in quoziente intellettivo di una michetta al sesamo. Dopo il suo meraviglioso: “Meglio un giorno da leoni che mille da cento” ieri sera, sollecitato dalla Marcuzzi a regalarci altre perle di saggezza, ci ha deliziati con un memorabile: “Raccolgo tutte le mie parole in una singola parola che è Carpe diem!”. Ora , non so se il ragazzo abbia difficoltà a contare fino a due o sia convinto che si scriva carpediem tutto attaccato, fatto sta che raccolgo tutte le mie parole in una singola parola e dico che questo è completamentestordito. Terminato il siparietto col pirla ternano, si passa al nodo cruciale della serata, ovvero la minaccia di abbandonare il gioco da parte delle due concorrenti Daniela e Sabrina. Ora, sarà anche vero che il giochetto “vado/non vado, resto/non resto” ci ha stracciato i maroni, ma onestamente il processo intentato da Alfonso Signorini alle due sgallettate mi ha lasciata basita. Credo che manco la moglie di Marrazzo abbia fatto un cazziatone di tale portata al marito. Al grido di “Andatevene, fuori!” Signorini, nel giro di tre minuti netti, le ha accusate di ingratitudine, incoerenza, mancanza di palle, alitosi, pedofilia e apologia del nazismo. Ci mancava solo un atto di sodomia punitiva praticata col gambo spinoso della rosa che brandiva in mano e giustizia era fatta. Difesa d’ufficio a parte, non s’è ben capito il perché le due volessero uscire. Daniela era convinta che il Grande fratello fosse una vacanza, roba che di ‘sto periodo a Sharm dormi, mangi, bevi e trombi col capovillaggio a trecento eurI tutto compreso, non capisco perché una debba considerare vacanza una clausura a Cinecittà tra peti e rutti. L’altra, Sabrina, è in crisi perché il suo fidanzato non approvava la sua partecipazione al Gf. Sabrì, bella de zia, dà retta a Selvaggia: sei bionda, bella, giovane, educata, intelligente, sensibile e manco te la tiri, damme retta, dà un bel calcio in culo a quell’egoista insicuro che ti vuole a Brindisi a fare le orecchiette con le cime di rapa sperando che ti inchiatti il prima possibile cosicchè anziché i provini in tv andrai a raccogliere le olive a Cellino e goditi ‘sto Grande fratello che se ti impegni lo vinci pure. Tiè. Arriva il momento tanto atteso: Alessia Marcuzzi presenta Gabriele, ovvero il concorrente che era una donna ed è diventato un uomo. Scorrono le foto di Gabriele (che poi si chiamava Elettra) da piccolo e bisogna dire che se nell’osservare una polaroid scattata a mia figlia mi rendessi conto che ad undici anni imbraccia la chitarra con l’avambraccio di Hulk Hogan, due domande me le farei. Comunque, il ragazzo racconta un’infanzia in cui la madre gli disse “Vedi, nella mia borsa ci sono il rossetto e lo specchietto, ma l’affetto per te non c’è” e di una nonna che l’ha cresciuto prendendolo a schiaffi se tardava il rientro a casa di cinque minuti, per cui è piuttosto comprensibile il perché un bel giorno gli sia venuta voglia di essere nella posizione di quello che rutta sul divano guardando la finale di coppa mentre la donna lava i piatti. Il suo ingresso nella casa è accompagnato da uno strano avvertimento della Marcuzzi: “Gabriele, sei superstizioso? Perché sai, sei il diciassettesimo concorrente della casa, che dici?” e a quel punto non si capisce se l’intento della conduttrice sia quello di verificare se ‘sto pover’omo abbia qualcosa da grattarsi o sia ancora in fase di assemblaggio. Comunque, Gabriele glissa con eleganza e apre la porta rossa. Manco a dirlo, Camila, ovvero la ninfomane indemoniata, gli salta addosso tra urletti ebeti e vi giuro che a vedere donne così viene voglia di operarmi pure a me. Tutti lo salutano calorosamente senza sospettare di nulla, a parte del fatto che possa essere il gemello di Den Harrow separato alla nascita. L’attenzione si sposta nuovamente su George Leonard al quale il Gf ha preparato una sorpresa: apprendiamo infatti con dolore che il tizio si è riprodotto, faccenda preoccupante perché la sua pirlaggine non è più un caso isolato ma potrebbe tramutarsi in focolaio a breve, e quindi gli viene mostrato un videomessaggio del figlioletto. Che per la cronaca, ha cinque anni, si chiama DAN LEONARD come un eroe del wrestling ma parla come Martufello. Segue l’ingresso della gnocca Veronica che è una specie di animale mitologico metà Pamela Camassa e metà Fiordaliso che nella vita dichiara di lavorare in un asilo come educatrice e a Rimini come cubista. Che è un po’ come se Gino Strada dichiarasse di fare il medico di guerra in Afghanistan e assemblare mine in Serbia, ma sorvoliamo. (e comunque sia chiaro, io con un’insegnante così manderei mio marito a prendere mio figlio a scuola solo scortato da Miriam e Tom Ponzi, oltre che in collegamento satellitare col monitor del mio ufficio). Ovviamente, siccome qui un padre impiegato con un principio di calvizie e ancora in vita non ce l’ha nessuno, Veronica dice di avere un cattivo rapporto con la figura paterna per ragioni misteriose tra cui un suo lungo viaggio in Angola. Non ci è dato di sapere se ‘sto padre commerci in diamanti, in zanne d’elefante o organizzi colpi di stato con mattanze di civili a colpi di macete, ma siamo preparati al peggio. L’unica buona notizia è che all’ingresso della bella Veronica per la prima volta in dieci giorni la brasiliana ninfomane non esulta né butta braccia al collo ma emette una specie di rantolio e la guarda con la faccia di chi sta già meditando su come decapitarla nel sonno e farlo sembrare un incidente domestico. Da segnalare la pietosa (e consueta, al gf) gag di Tullio in confessionale che finge di tormentarsi profondamente all’idea di nominare qualcuno. Lui poi. Uno che non ci pensa due volte prima di farsi quella pettinatura da pirla e poi si spreme due ore per dire “Daniela”. Ah Tullio, come disse l’operatore aci al mitico Furio: “Ma va a caghèr!”. Infine, come non spendere due parole su Padre Alberto, ovvero lo gnocco vastese, ovvero l’omo della casa che piuttosto che farlo intravedere a qualcuna se lo farebbe tagliare e sotterrare in giardino come l’osso di un labrador. L’omo che ogni volta che entra nel confessionale anziché dire la sua sulle chiappe di Mara come tutti i maschi della casa, comincia a elencare i suoi peccati, dal furto di una pecorella del presepe a scuola all’omissione di soccorso a una cavalletta sul ciglio della strada. Inutile dirvi che il ragazzo ha capito tutto perché la faccenda, ad una donna, intriga parecchio. E poi insomma, un altro caso di maschio invaghito d’un maschio. Ma almeno una se la deve giocà con un tizio che se chiama Dio, non con una specie di camionista siliconato che di nome fa Natalì. Amen. Alla prossima puntata.

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