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Vacce a capì

Visto che il caso Marrazzo ha scatenato un tourbillon di articoli e speciali tv sull’argomento, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni sul tema del momento: i trans (e, appunto, il caso Marrazzo). 1) Ma io dico. Voi uomini non eravate quelli che ci chiedevano a gran voce di tornare a fare le donne, di recuperare grazia e femminilità, di ricominciare a mettere la gonna? Non ci rimproveravate di essere troppo simili a voi? Insomma, tutte ‘ste menate per anni, una cerca di accontentarvi e spende un patrimonio in tacchi a spillo e cerette alla brasiliana e voi spendete un patrimonio in brasiliani pelosi come kiwi? Ma che dobbiamo fare noi altre per rimettervi sulla retta via? Farci crescere le basette? Cominciare a togliere le imbottiture dal reggiseno e infilarcele nelle mutande? 2) E ora? Dove sono finite tutte le care vecchie certezze, tutti i cari vecchi segnali che erano sicuro indizio di tradimento? Dobbiamo cominciare a cercare tracce di dopobarba sul colletto delle vostre camicie? 3) E a proposito del povero Marrazzo. Piero, tranquillo. Lancia una bella linea di occhiali in carbonio, carbonfossile o carbonella da quattromila euro al pezzo utilissimi nel qual caso uno volesse andare a trans in tangenziale a mezzogiorno senza essere riconosciuto, infilati un mocassino viola, limonati una tua cugina o una vecchia zia e noi ci dimentichiamo tutto. Anzi, mi stupisco che la Sozzani non ti abbia già proposto la copertina di Vogue in quanto raro esempio di eleganza e stile. 4) Pare che uno dei riti irrinunciabili di Marrazzo a casa di Natalì fosse quello di farsi un bagno e mettere le pantofole di lei. Considerato che io ho un trentasei scarso e che in una mia pantofola al mio fidanzato entra a malapena un alluce, oltre all’invidia del pene mi deve venire pure quella del piede? (numero 43 per giunta) 5) Al povero Piero è toccata in sorte pure la sfiga di un cognome che si presta a battute e allusioni sessuali di ogni tipo. Qualcuno s’è scomodato a dire “nomen omen”. Se è così, chissà cosa bisogna aspettarsi da Casini e Bocchino. 6) Tra le cose che non ho ben capito della vicenda c’è la seguente: ma se questo benedetto video l’aveva visto Signorini che poi l’ha passato a Marina Berlusconi che poi l’ha girato al padre che se l’è visto con Bondi che l’ha passato a Belpietro che l’ha rimbalzato a Feltri che l’ha visto in salotto coi nipotini che l‘hanno restituito per sbaglio al Blockbuster di Viale Corsica al posto di Kung fu Panda e che quindi alla fine è stato proiettato all’Uci cinema Bicocca sabato sera nella sala cinque, io mi domando: ma perché cavolo se lo doveva comprare più ‘sto benedetto video il povero Marrazzo, chè tanto l’avevano visto tutti? 7) Io dico. Ma con tutti i posti in cui poteva andare, il buon Marrazzo, proprio dai cappuccini si doveva rifugiare? Saranno uomini di chiesa ma sempre uomini con la gonna, sono. 8) Diciamo che almeno un indizio sui gusti sessuali dell’ex presidente della regione Lazio lo avevamo. Prediligeva i non operati. E in effetti anche in fatto di consulenze e incarichi s’è sempre opposto ai tagli. 9) Ma che è questa storia dei tremila euro per… sì insomma… per il BATOCCO? Ma neanche un lapislazzulo proveniente da una miniera del sud della Cina costa tanto al grammo. 10) Ormai non c’è salotto tv che non abbia un trans tra gli ospiti. Eva Robins, Maurizia Paradiso e Platinette hanno raddoppiato il loro cachet. Gira voce che psicologi e criminologi siano molto preoccupati. Pare, addirittura, che Paolo Crepet ora si faccia chiamare Lola e si aggiri nei corridoi della Rai in golf di cachemire,calze a rete e zatteroni. 11) Non so se la Gardini le abbia fatto le sue scuse, ma ora è chiaro perché la povera Vladimir Luxuria, in parlamento, preferiva andare nel bagno delle donne. Non era una conquista. Era prudenza.

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