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E però.

Azione deprecabile, per carità. E però io trovo che nel gesto di uno che colpisce un tizio che s’è fatto costruire un vulcano artificiale in giardino con un souvenir del duomo ci sia una sorta di continuità estetica.

Grasso che cola

Gentile signor Grasso, mi perdoni la scelta impietosa della foto, ma non sono riuscita a reperire un suo ritratto in cui, fisiognomicamente parlando, non venga evocata in un colpo solo l’inquietante weltanschauung della triade Moggi-Giraudo-Bettega. Ma veniamo a noi. Le scrivo per ringraziarla dal profondo del cuore per lo spazio a me dedicato nella sua consueta rubrica sul “Corriere della sera”. Credo di non aver mai ricevuto tante telefonate, mail ed sms in vita mia da parte di amici e sconosciuti. E credo che raramente un suo pezzo sia stato tanto ripreso da siti internet e letto sul sito del Corriere. Ho avvertito tanta di quella attenzione e solidarietà intorno a me che per un attimo ho creduto di essere la moglie di Marrazzo. Si sono rifatti vivi persino un paio di ex fidanzati che non sentivo all’incirca dal giorno dell’allunaggio di Armstrong e se la faccenda le pare trascurabile lei deve considerare che il mio ex fidanzato medio posto di fronte all’alternativa “Preferisci una lenta agonia nella calce viva o risentire Selvaggia?” opterebbe per la prima ipotesi. C’è solo qualche dubbio che m’assilla. Il primo riguarda i tempi della messa in onda dello speciale su “Sex and the city” da me condotto che le ha provocato rigurgiti gastroesofagei ed episodi isolati di possessione demoniaca e la data d’uscita del suo articolo sull’argomento. Il punto é che tra l’uno e l’altro è passato quasi un mese. Ora la domanda è : signor Grasso, le è caduto un fulmine sulla parabola e da quel giorno il suo decoder si è reso protagonista di curiosi fenomeni d’anarchia temporale quali la messa in onda, oggi, della celebrazione per i dieci anni dalla scomparsa di Barack Obama o dell’ultimo capolavoro della Duse spacciato come prima visione? O è lei che ha un rapporto conflittuale o faticoso con la tecnologia? Perché se è così io sono molto preoccupata per l’avvento del digitale terrestre. Non è che lei mi va da Trony una domenica e anziché il decoder mi acquista l’xbox con “Furious Motocross” in omaggio, poi lo collega al televisore e nella prossima rubrica a me dedicata scrive che la Marini fa freestyle sulle rampe meglio di me? Secondo dubbio. Che io le sto sulle balle da sempre lo sappiamo entrambi. Credo proprio ci sia un qualcosa di atavico o karmico nella tenacia con cui le sto attaccata ai maroni. Probabilmente lei nella sua vita passata è stato ucciso a duello da un opinionista in calzamaglia o mollato sull’altare da una tizia con la quinta di reggiseno, non so, però caspita, possibile che nel parlare di me ogni volta accenni al mio curriculum con quella vaghezza e imprecisione di chi finge di non ricordare neanche cosa ho fatto per lanciarmi il seguente messaggio con sottotesto “Sciacquetta, scrivo di te ma sei di così scarsa rilevanza che a malapena so chi sei?”. Voglio dire, Signor Grasso, lasciamole fare a Emilio Fede ‘ste cose perché guardi che dopo una certa età tra il cominciare a storpiare nomi e curriculum di chi le sta sui maroni e uscire con la Zardo il passo è breve. Se non sa cosa ho fatto va su google e si informa. Io lo dico per lei, mi creda. Perché le garantisco che se proprio volesse scrivere un’invettiva fatta bene su di me potrebbe tirar fuori una quantità tale di scheletri che manco passando con un aratro al Verano se ne disseppellirebbero tanti. Che so, potrebbe citare il mio “Miss Grand Prix” con Cristiano Malgioglio o il mio contraddittorio con Antonio Zequila, potrebbe dire che una che passa da Pappalardo a Morgan per coerenza stoica se la batte solo con Mastella, potrebbe dire che schifavo i programmi domenicali e ora me ne sto appollaiata sui divani di quei salotti a conversare di relativismo cosmico con Daniele Interrante. Terzo dubbio. Siccome io la leggo sempre, mi domando da tempo : con tutti i mononeuronici che girano in tv e con la considerazione di cui gode il suo parere, possibile che lei debba accanirsi con particolare veemenza con a) i pesci piccoli b) quelli che non associano la parola libro alla barzellette di Totti c) quelli che in tv hanno il potere decisionale di Moira Orfei al G8? Cioè, anziché prendersela ciclicamente con Gene Gnocchi o Morgan o Andrea Pezzi non potrebbe occupare quelle venti righe che ha a disposizione con testi e concetti utili alla società (oltre che più coraggiosi) quali, fantozzianamente parlando: “Uomini e donne è una cagata pazzesca!”. (ed è diseducativo, sta “crescendo” una generazione, soprattutto al sud, se ne è accorto?) Infine. Signor Grasso. Lei scrive che lo speciale di Sex and the city è “Un diario di assoluta vacuità, la cosa più lontana che esista dal glam della serie”. Signor Grasso. Le sta parlando una che venera Carrie e la serie quanto sua madre. Perché è scritta divinamente, perché le protagoniste sono eccezionali, perché gioca sull’ironia. Ma le sta scrivendo anche una perfettamente consapevole del fatto che “Sex and the city” è la celebrazione, il trionfo, l’apoteosi della vacuità. E, per giunta, di una vacuità di nicchia, alimentata da scarpe costose, aperitivi, trombate con broker e frustrazioni femminili piuttosto invidiabili. E mi perdoni, ma in questo senso, il confine tra il vacuo attribuito a me e il glam attribuito a Carrie è piuttosto sottile. Poteva darmi della coatta, della scialba, dell’inadeguata, dell’analfabeta, della peracottara ma abbia pazienza, Carrie e le sue Jimmy Choo sono perfino più vacue di me. E poi suvvia, il termine “glam” per il quale io provo un ribrezzo assoluto lo faccia usare alla Sozzani. O dice anche “stiloso” e “bella gente”? Detto questo, non è che io non le possa far schifo. Ci mancherebbe altro. E posso pure fare ribrezzo a qualcuno per ragioni epidermiche o professionali senza alcun precedente di natura personale. Il punto è che a dirla proprio tutta, curiosamente con lei qualche precedente c’è. Per la serie “i casi della vita”, in data 21 gennaio 2009 su questo blog e su “Italia Oggi” scrivevo questo articolino su di lei. E nonostante non possegga palle di vetro, le ultime tre righe suonano come una profezia. Leggere per credere: …”Sul “Corriere della sera” di ieri Aldo Grasso, nella sua consueta rubrica, diceva la sua su “X Factor”. Il problema è che il lunedì sera, Aldo Grasso, anziché guardare “X Factor”, molto probabilmente fa zapping sui canali Hot club di Sky o guarda le repliche di Lilo e Stitch col nipotino, perché di tutto quello che ha scritto non c’è una cosa vera. E non è un problema di opinioni, ma di fatti. Grasso scrive, testuale, che ” a X factor l’ultima preoccupazione è la musica” ed è un programma in cui ci sono all’incirca sedici esibizioni musicali a puntata più quella del super ospite. Manca solo che si esibisca Marano con la banana in testa in veste di sosia di Little Tony . Poi va avanti dicendo che “la Ventura capisce poco di musica” e d’accordo, la conduttrice non sarà Uto Ughi in gonnella, ma ricordate a Grasso che Giusy Ferreri, lo scorso anno, fu una sua scoperta. E ancora: “Mara Maionchi dei tre giudici è la più esperta, davvero molto brava”, peccato che se Grasso avesse seguito mezza puntata del programma si sarebbe accorto che la povera Maionchi, lo scorso anno, è stata battuta su tutti i fronti da Morgan e la Ventura e che anche quest’anno è in netto svantaggio. Infine, “il programma delude non poco perché il talent show serve per scoprire cantanti veri e duraturi”. Forse è il caso di spiegare a Grasso che i dischi di platino conquistati dalla trionfatrice di “X Factor” Giusy Ferreri non sono il servizio di piatti da dolce vinti con i punti dell’Esselunga, ma il riconoscimento per le copie vendute. Infine, per uno strano scherzo del destino, il cantante più talentuoso di questa seconda edizione di “X Factor” si chiama Daniele Magro. Giuro solennemente che a questo punto, pur di rendere un Magro più famoso del Grasso, mi vendo la casa al mare e comprerò io da sola sessantamila copie del suo album. Sì, lo so che Aldo Grasso è notoriamente poco vendicativo per cui presto scriverà che non merito tanto spazio in tv anche se mi vedrà accarezzare un materasso all’interno di una televendita condotta da Raffaello Tonon, ma che ci volete fare. Sono un’impavida. p.s. Dite che dovrei smettere di fare l’opinionista e darmi alla cartomanzia?