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Differenze tra Roma e Milano (parte seconda)

So che c’è già stata una prima puntata ma le differenze tra Roma e Milano sono tali e tante che la questione merita sicuramente un approfondimento. Ecco dunque le altre, sostanziali distinzioni tra le due metropoli: 1) arrivati all’aeroporto di Linate succede che spesso, quando si scede dalla navetta e ci si reca al nastro dei bagagli, le proprie valigie abbiano già fatto tanti di quei giri che neanche i sushi su nastro trasportatore e che il proprio trolley sia già fuori davanti ai taxi a fumarsi una sigaretta. Una volta giunti a Roma Fiumicino invece, nei casi peggiori le valigie sono state incidentalmente imbarcate su un volo per Kabul via Civitanova Marche, quindi per recuperare le valigie Colannino usa trattare personalmente con i guerriglieri afghani proponendogli, in cambio del vostro set Samsonite, almeno la testa di Daniela Martani. La seconda possibilità, meno sventurata, è che vi capiti di attendere trepidanti davanti al nastro tra le sei e le dieci ore solari meditando propositi sovversivi con gli altri passeggeri infuriati quali ad esempio creare il servizio cocchio per la tratta Roma-Milano. Nel frattempo, vedrete scorrere sul nastro trasportatore qualsiasi cosa, da renne impagliate a resti umani o, in alternativa, valigie sì, ma appartenenti a emigranti palermitani che si recarono nelle miniere belghe negli anni ’50. Pare che il mese scorso a Roma Fiumicino sia stato rinvenuto su un nastro trasportatore un beautycase contenente effetti personali di Giuseppe Garibaldi, ma la direzione di Alitalia non ha ancora confermato. 2) I tassisti, a Milano, sono per la maggior parte pugliesi o calabresi piuttosto taciturni o, in alternativa, molto loquaci su argomenti che vanno dall’urbanistica alle nuove iniziative della Moratti. I tassisti, a Roma, sono romani, quindi dopo aver posto la fatidica domanda “Da dove ARIVA?” e aver commentato il “BEATO ALLEI!” d’ordinanza anche se gli hai appena detto: “Ero al funerale a Bergamo del mio unico figlio maschio”, spaziano su svariati argomenti con una spiccata predilezione per il calcio, la politica, le battute di spirito e, ovviamente, la gnocca. Nel pieno del caso Marrazzo il tassista romano medio, pur di raccontare tutto il repertorio di barzellette pecorecce sull’argomento, per portarti al Campidoglio passava per il centro di Frosinone. 3) A Milano, statisticamente, c’è un ristorante sushi o fusion ogni dieci abitanti. A Roma, statisticamente, c’è una pizzeria al taglio ogni due romanisti e su facebook nascono gruppi in difesa della cucina tradizionale romana quali il noto e popolarissimo :”Er sushi dallo ar gatto!”. 4) A Milano, se in un bar entra Sharon Stone e chiede un latte macchiato freddo, il barista la serve continuando senza scomporsi a guardare la finale di coppa nella tv in fondo alla sala. A Roma, se in un bar varca la soglia un cugino di secondo grado di Beppe Convertini, la proprietaria abbassa la saracinesca e lo tiene in ostaggio sei giorni a pane e acqua finchè lui non gli ha rivelato come fa la D’Urso a essere sempre cosi’ giovane, se Belen nei giorni del mestruo soffre almeno di un po’ di ritenzione idrica e se è vero che la De Filippi provvede personalmente all’impalamento sull’asta del microfono di tutti gli ospiti di “C’è posta per te” che si rifiutano di aprire la busta.

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