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E’ andropausa

Se il problema vi sembra la foto che riesce ad essere più triste di alcune storiche copertine di “Panorama” su cui per lanciare l’argomento “Gli ogm: sappiamo cosa mangiamo?” posava La Yespica con un cesto di pannocchie sulla patonza, vi garantisco che in realtà il dramma sta nell’intervista. Questi i passaggi più significativi: “Nude in copertina si vedono solo le donne. E quando sono uomini si tratta di attori o modelli. Un cantautore non si è mai spogliato”. Certo. Se è per questo non si sono mai spogliati neppure direttori d’orchestra e scrittori di gialli, quindi? Questo vuol dire che domani Carlo Lucarelli dovrebbe posare ignudo con “Almost blue” sullo sdrufolo perchè i suoi colleghi non l’hanno ancora fatto? “Questa foto vuol essere soprattutto una provocazione: magari nei prossimi mesi qualche collega mi imita.” Immagino che Francesco De Gregori non se ne veda l’ora, ovvio. Ma io dico: non si fa prima a dire “Mi sono tolto le mutande perchè volevo ‘sta benedetta copertina di Vanity fair e magari vendere qualche disco, oltre che far vedere al mondo che tra me e quella scimmia pelosa di Lucio Dalla ci passa un’autostrada?”. “Ai concerti non mi sono mai tolto neanche la camicia sebbene le mie fan me lo chiedano tutte le volte”. Questa non l’ho capita. E perchè dovresti togliertela? Sei un cantautore o un Centocelle Nightmare? “La musica è la mia fertilità: non è casuale la mia scelta di coprirmi con un disco proprio lì”. Quello che ti dà da vivere deve essere la propria foglia di fico, non fa una piega. Quindi i fornai se ne devono andare in giro con una baguette sul pacco? Un giorno mi sono detto: “Però Biagio, che belle spalle!”. Vabbè, sei figo, questa te la passo. Ma ora basta. “Il mio aspetto non è mai stato un problema, le donne non mi mancavano neanche prima!”. Abbiamo capito, sei un grande trombeur de femme. Ecco, e se magari quel giorno ne avessi approfittato per accoppiarti con una fan anzichè scrivere ciofeche di canzoni come “Convivendo” o “Mi fai stare bene” avresti fatto del gran bene alla musica italiana. Di recente ad una mostra di pittura sono andato da un gruppo di donne: “Buonasera sono Biagio Antonacci, mi avete riconosciuto? Mi trovate bello?”. Questa è andropausa conclamata. “Di testa mi sento 25 anni. Un tempo un uomo di 60 anni era considerato vecchio, oggi non è piu’ così. Io poi sarò sempre un Peter Pan perchè chi scrive canzoni deve saper sognare e a sognare sono bravi i bambini.”. Ok. Se ti serve a star meglio, al tuo sessantesimo compleanno ti faccio recapitare le scarpe luminescenti dei Gormiti, ok? “Quando ho iniziato a perdere i capelli ho pensato: “Addio donne!”. Mi sbagliavo. Le amiche del resto me l’hanno detto: pelato è sexy. Pelato è sexy, chiaro. Io non faccio che sognare tutte le notti di essere posseduta su un trattore da Sandro Bondi. “A 47 anni il sesso è meglio che a 20”. Va bene. Sei una macchina da sesso. Non fai cilecca. Concedi il bis. Sei uno stallone. A te altro che Viagra, ti ingrifi pure con una pasticca di Zigulì, ora parliamo d’altro? “Ci tengo a sottolineare che queste foto non sono ritoccate”. No, certo. E’ quello che dici che andrebbe ritoccato, ma non hanno ancora inventato un photoshop correggi-minchiate. Nel frattempo l’intervista è finita e l’unica cosa che mi viene in mente guardandoti come mamma t’ha fatto, è se, freudianamente parlando, tutta ‘st’ostentazione sia dovuta al fatto che là, sotto al vinile, c’è la puntina. (Lo dice pure l’attuale riferimento culturale del paese, Ruby Rubacuori, che si tende a parlare troppo di quello che si vorrebbe essere).

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