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Pannolini sporchi

Premesso che tra premier che comprano case su internet come fossero mutande di Victoria’s secret e risse da bar a Montecitorio, ci sarebbero cose ben più importanti di cui occuparsi (e infatti me ne occupo e se ne occupa la parte sana del paese). Premesso che nessuno mi obbliga a rispondere al telefono ad un giornalista, per cui mea culpa. Premesso che non sono Alice nel paese delle meraviglie e quindi so benissimo che se scrivo uno status su Facebook qualcuno potrebbe riprendelo e pubblicarlo. (lo faccio io con gli altri, figuriamoci) Ecco. Premesso tutto ciò, qualche giorno fa mi telefona un giornalista. Mi racconta, divertito, di aver letto un mio status su Facebook. Questo: “Questa sera faccio un gesto di rottura: guardo l’isola. Dai flash giornalieri mi è parso di capire che ci siano i presupposti per chiedere l’annullamento alla Sacra Rota”. Era solo una battuta. Avevo visto il mio ex marito sfanculare naugraghi e paguri con la stessa veemenza e l’ho buttata sul ridere. (neanche mi sono sposata in chiesa, tra l’altro). L’ho spiegato al giornalista, il senso del mio status (divertita anch’io), aggiungendo che non volevo commentare nè rilasciare interviste. Il giornalista mi ha chiesto di fare una battuta su presunti flirt sull’isola e ho risposto: “No grazie. Il mio ex marito è lì e si racconta benissimo da solo.”. Titolo dell’articolo: “Ora capisco che dovevo lasciarlo”. E un collage di tre frasi che ho pronunciato ironizzando sul carattere del mio ex marito fatte passare per un commento ad altro. Il mio status su Facebook fatto passare per un riferimento a presunti flirt che non mi appassionano, non mi interessano, non mi riguardano. Lo dico qui e non aggiungerò altro. L’unica cosa che mi lega al mio ex marito (oltre a qualche bel ricordo) è mio figlio ed è davvero l’unico argomento che mi interessa. Il resto (i reality, i flirt e le chiacchiere) sono fatti suoi e della sua fidanzata, al limite, non miei. Non voglio essere messa in mezzo. In tre anni non gli ho mai fatto una domanda sulla sua vita privata, figuriamoci se la cosa comincia ad appassionarmi adesso. Ribadisco. Mi interessa mio figlio. Solo lui. Che non venga strumentalizzato e che non si parli della mia separazione come una guerra dei Rose’s che non esiste. E di questo parlerò (malvolentieri) ma solo per replicare a dichiarazioni del mio ex marito e del suo avvocato e, soprattutto, per proteggere mio figlio. Il resto sono chiacchiere al vento e che il vento se le porti. Ah, no. Questa l’ha già detta la Carfagna.

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