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Il Mein Kampf delle zanzare

Chiedo scusa in anticipo per lo spessore del tema che vado a trattare, ma qui bisogna che qualcuno rompa la cortina di silenzio che aleggia intorno alla questione zanzare. Io non so cosa sia accaduto negli ultimi anni, ma non so se vi siete resi conto che l’accanimento dell’uomo contro ‘sto povero insetto sta raggiungendo dei livelli preoccupanti. Viviamo in un paese in cui si tollera tutto, gli editoriali di Minzolini, i tronisti, il gommone catarifrangente di Roberto Cavalli, Il Trota, lo stipendio della Minetti e i libri di Carlo Rossella, ma per le zanzare non c’è pietà. Contro le zanzare si scatenano delle guerre di una violenza inaudita, si studiano tecniche di sterminio di un’efferatezza e di una crudeltà tali che io non mi stupirei se un giorno ‘ste poverette mettessero in piedi un’organizzazione terroristica per contrastare le persecuzioni degli uomini occidentali. L’Al Qaeda delle zanzare. In principio furono gli zampironi, che erano un metodo innocuo e diplomatico per togliersele di torno. Poi deve essere arrivato il giorno in cui il sistema ha perso la sua efficacia e in effetti parecchi contadini dell’oltrepo’ pavese giurnano di aver visto più di una zanzara fumarsi lo zampirone a mo’ di narghilè dopo la mezzanotte. Siamo quindi passati all’Autan, che se permettete io schifo da una vita, visto che una spende 80 euro per comprarsi l’ultimo profumo di Viktor&Rolf e poi ti ci devi spalmare sopra una roba che ti fa emanare lo speciale aroma “ringhiera appena verniciata”. Che scappano le zanzare figuriamoci gli uomini. Si è arrivati poi alla citronella. Sull’efficacia della citronella ci sono varie correnti di pensiero. C’è chi la trova miracolosa e chi ritiene che allontani le zanzare ma attiri la pantegana raptor, ma solo una cosa è certa: la citronella sciolta nella formina di alluminio tocca i 690 gradi fahrenheit, per cui capita più spesso che faccia fuori la mano destra della madre di famiglia mentre sparecchia la tavola che un insetto di una qualsiasi specie. Qualcuno s’è poi inventato i braccialetti, ma ben presto è stato chiaro a tutti che contro la zanzara tigre non basta manco la parure De Grisogono. E allora l’uomo s’è incazzato sul serio. Non bastava manco più la griglia con i neon sterminatori, quelli che tu sei lì al ristorante all’aperto nell’atto di addentare una braciola e senti l’inconfondibile “zac” della povera zanzara finita sulla sedia elettrica manco avesse sparato a una scolaresca. No. Non bastava il quotidiano del giorno prima sapientemente arrotolato dal capo famiglia che a mezzanotte era tutto fiero perchè a zero spese aveva 765 cadaveri color vermiglio sulla partete della camera e il giorno dopo a milleduecento euro aveva 876 imbianchini in casa a riverniciare le pareti. No. Siamo arrivati al delirio. Siamo alla lotta armata. Alle minacce. Non mi credete? Guardate le due foto qui sotto: Ditemi se questo oggetto rinvenuto dalla sottoscritta nel giardino di un albergo non è un ordigno militare. E soprattutto, ma che nome è “Attila, il flagello delle zanzare?“. Neanche i napoletani danno nomi così enfatici alle bombe carta per il Capodanno. Al massimo le chiamano “Fabrizio Corona” o “Vesuvio”. Ma passiamo all’apice della follia. Questa volta si tratta di una pubblicità su un giornale: Qui siamo davvero al delirio. Quella che ha partorito ‘sta roba qui è gente pericolosa, datemi retta. Analizziamo il tutto scientificamente. Già il nome, Sandokan, vabbè, è un tantino esagerato e lo trovano così geniale che l’hanno pure depositato alla siae e protetto col copyright. (il tondino con la r a fine parola) La cosa seria però è che hanno pure depositato il sottotitolo “e…state senza zanzare!”. Ora, “E..state” non solo è un gioco di parole agghiacciante ma è sui manifesti di tutte le sagre e le manifestazioni di piazza nelle varianti “E…state con noi!” e minchiate varie da 1943, quindi io domani vado a depositare un marchio che m’è venuto in mente stanotte. Si chiama Coca Cola. Ma andiamo avanti. Mi regali la racchetta stermina insetti, ok. Sono io che ci vedo male ma con quella roba la Sharapova c’ha vinto a Wimbledon? Cioè, una retina normale non bastava? Con quella c’ammazzi un cinghiale, non un insetto. E poi il finale. Meraviglioso. “Scarica gratuitamente il libro Scacco alla zanzara”. Certo, la lettura ideale sotto l’ombrellone. Una valida alternativa ai libri Harmony. La storia di un’ereditiera americana che in vacanza tra le colline del Chianti incontra una zanzara tigre del Comacchio di sei etti e mezzo con un pungiglione di 25 cm e trova l’amore. E speriamo che sia così. Perchè a me la faccenda inquieta. Temo seriamente che ‘sto plico da scaricare sia il Mein Kampf delle zanzare. Fermateli. Neanche Alfonso Luigi Marra è arrivato a tanto.

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