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Categoria maschile da evitare: il musicista maledetto

La scomparsa di Amy Winehouse mi ha spinta a ripescare un mio articolo per “Italia Oggi” di qualche tempo fa: Una categoria maschile altamente nociva nella quale potreste avere la sventura di imbattervi, specie d’estate nelle varie piazze e arene e specialmente se a trentacinque anni suonati soffrite ancora della sindrome della groupie, è la specie “musicista maledetto”. Il musicista maledetto, ve lo dice una che c’è passata, andrebbe trattato esattamente come la stalattite in grotta: rimirare a distanza, scattare un paio di foto, lasciarsi andare a qualche esclamazione di giubilo per il fascino che emana e arrivederci e grazie. Come la stalattite infatti, il musicista maledetto, se solo viene sfiorato con un dito, ingrigisce irreversibilmente. E vi consiglio di credermi perché ad uscire con un appartenente alla specie, potreste scoprire l’amara verità: “maledetto” è la versione sintetica di “maledetto egoista bastardo egocentrico narcisista sfigato”. Le icone e i compagni di vita sono due cose diverse, evitate le sovrapposizioni. Comunque, perché siate almeno preparate al peggio, ecco a voi le principali caratteristiche della specie “musicista maledetto”: – il musicista maledetto, non è un mistero, ha una certa propensione per le droghe. A voler essere realisti, diciamo che dieci leader di band famose provvedono a mantenere costante il prodotto interno lordo della Colombia da almeno una quindicina d’anni. Ne consegue che il suo stato umorale è alquanto variabile e strettamente legato all’assunzione delle stesse per cui nella fase up avrete a che fare con un individuo lucido e romantico che non esiterà a imbracciare la chitarra per dedicarvi le sue melodie più famose. Nella fase down vi troverete davanti una sorta di pazzo schizoide che uscirà di casa in tutta fretta alle quattro del mattino con scuse plausibili quali: “Mi è venuta una voglia improvvisa di biscotti allo zenzero, vado a cercarli!” o che, nella peggiore delle ipotesi, vi rincorrerà per casa brandendo la chitarra a mo’ di arma contundente e accusandovi di passare in gran segreto gli inediti del suo nuovo disco alla Zanicchi. – Nella vita del musicista maledetto aleggia sempre lei, la protagonista assoluta del novanta per cento del suo repertorio musicale: il fantasma di una donna arida, cinica e opportunista che l’ha fatto soffrire a tal punto da spingerlo sull’orlo del suicidio e che finisce sempre per sposare un direttore di banca perché, come dirà lui, “voleva uno con la station wagon e il coprisedile coi pallini auto-massaggianti, la cretina!” . Il problema è che basteranno un paio di domande fatte bene per scoprire che la tizia insensibile l’ha mollato dopo averlo sorpreso in camerino mentre si accoppiava con tre fans ventunenni autandosi con l’asta del microfono e che la sua insensibilità è consistita nel non stringere la mano alle ragazze quando lui ha tentato di presentargliele, ma soprattutto, che il suo tentato suicidio è stato un atto particolarmente drammatico: ha ingoiato un intero barattolo di sottaceti Saclà in presenza della mamma, di un appuntato dei carabinieri e del manager, per cui ha rischiato grosso. – Dal punto di vista sessuale, il musicista maledetto gode di una fama decisamente meritata. Come narrato dalle sue numerose conquiste femminili è, effettivamente, un animale a letto: più precisamente il criceto, visto che fa una serie di scatti frettolosi e ripetitivi come il roditore sula ruota e poi scappa a cercare l’erba. – Tra le più eclatanti contraddizioni insite nella specie ne spicca una: il musicista maledetto vive costantemente borderline eppure, incredibile a dirsi, ha delle paure idiote e infantili. Che so, con un notevole sprezzo del pericolo si pippa l’uranio impoverito ma poi, se solo una blatta gli attraversa la strada, salta sulla sedia come una signorina. Oppure, si mette alla guida della sua macchina sulla Salerno- Reggio Calabria alle cinque del mattino con in corpo una quantità di birra pari alla capienza idrica della diga di Assuan ma non prende l’aereo perché ha paura degli incidenti. – L’orologio biologico del musicista maledetto è settato sul fuso orario birmano per cui per lui la notte è il giorno e viceversa. Il risultato è che di notte il nostro eroe conserverà il suo fascino maledetto e vagamente mefistofelico aggirandosi per casa con fare irrequieto e strimpellando con la chitarra, di giorno vi capiterà di sorprenderlo a ronfare con la bolla al naso come un pensionato in canotta in qualsiasi luogo gli capiti, dal divano di casa alla vasca dei pesci rossi nel giardino condominiale e col kajal che gli cola sul naso come alla Marini dopo un balletto al Bagaglino. Davanti a scene così edificanti, vi risulterà difficile continuare a giudicarlo un mito, ve lo garantisco. – In casa di un musicista maledetto c’è un gesto incauto che non andrebbe mai commesso: aprire il suo frigorifero. Aprire il frigorifero di un soggetto simile infatti è rischioso almeno quanto aprire la porta di un reattore nucleare o spalancare la porta della camera da letto del premier la notte di Capodanno. Al suo interno potreste trovare qualsiasi cosa: wurstel parlanti, petti di pollo con baffi e basette, fossili di pulcini nati da uova del paleolitico, crauti ventriloqui e resti umani di chitarristi che avevano espresso il desiderio di intraprendere una carriera da solisti. – Il musicista maledetto è notoriamente incapace di risolvere qualsiasi problema pratico, organizzativo o burocratico, per cui è sempre circondato da una serie di individui che lui definisce “manager” o “assistente” ma che nella sostanza gli fanno da badanti, ovvero: lo svegliano, gli ricordano gli impegni, aprono la posta, rassicurano madre e fidanzata al telefono, gli preparano il pranzo e, ovviamente, gestiscono il suo conto corrente. Il rapporto idilliaco e simbiotico si chiude sempre quando il musicista maledetto scopre che sul suo conto c’è un buco da due milioni di euro e la madre bidella del suo manager ha aperto una SPA in San Babila. – L’igiene personale, per il nostro caro musicista, è un concetto del tutto astratto. Diciamo che in linea di massima teme l’acqua almeno quanto un Gremlin per cui il suo ultimo contatto con il liquido cristallino è avvenuto a circa sei mesi di vita presso la fonte battesimale. Sappiate dunque che se tante ragazze accalcate in prima fila ai concerti svengono non è per l’emozione, no. E’ per via delle correnti ascensionali provenienti dall’ascella del loro musicista preferito. – Possiede sempre una giacca appartenuta a Elvis o a John Lennon. Se poi gli fate notare che all’interno della giacca appartenuta a John c’è una targhetta con scritto Oviesse ed è una taglia 56, lui comincerà a imprecare e ad insultare quella sfruttatrice di Yoko Ono che lo faceva vestire nei grandi magazzini e lo rimpinzava di cheesburger. – Voi avete compreso perfettamente che è un egoista narcisista, gli altri componenti della band hanno compreso perfettamente che è un presuntuoso egoriferito, il suo manager ha compreso perfettamente che è un ingrato inaffidabile. Ciononostante il nostro musicista maledetto passerà il resto della sua vita a sentirsi, senza alcuna ragione plausibile, incompreso. – E’ sempre incazzato con la casa discografica che ovviamente ha la colpa schifosa di ragionare in termini troppo commerciali. Allora comincerà trattative estenuanti con altre case discografiche che avranno anche loro la colpa nauseante di ragionare in termini troppo commerciali. Quindi litigherà col manager che tenta di spingerlo a fare scelte troppe commerciali. Poi sfanculerà il suo amico di sempre con cui fondò la band al liceo perché si sta lasciando inquinare da ragionamenti troppo commerciali. Dopo due mesi firmerà un contratto di esclusiva con la casa discografica che lo paga di più e uscirà il suo cofanetto “The best of” contenente l’inedito duetto con Andrea Bocelli e la versione metallara di “Finchè la barca va”. – La mamma del nostro musicista maledetto è sempre una signora mite, di bassa statura e piuttosto tarchiata vagamente somigliante a Mara Maionchi che possiede una meravigliosa caratteristica: è sempre ignara di qualsiasi cosa combini il figlio e anche se il figlio entra e esce dalla galera per detenzione di armi da fuoco e stupefacenti e sale sul palco con la capra satanica tatuata sull’avambraccio sinistro, lei, nelle interviste, lo chiama sempre “il suo bel cucciolotto”.

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