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L’isola dei rifatti

E finì che dopo mesi di gufate a suon di “Povero Savino”, “Savino raccoglie un’eredità pesante” , “Chissà che isola sarà senza la Ventura” e “Sarà dura”– manco Nicola Savino avesse ricevuto l’incarico di ritoccare l’articolo otto – la nuova edizione dell’Isola dei famosi fece un punto in più di share rispetto alla precedente edizione. Certo, il sospetto che molti telespettatori che volevano vedere “Notte al museo” alla stessa ora su Italia uno siano rimasti sintonizzati su Rai due tratti in inganno dal primo piano di quel pezzo di museo di Carmen Russo, è forte, ma non vogliamo togliere meriti al conduttore. Conduttore nella cui forza mediatica la Rai credeva a tal punto da costringerlo al passaggio di testimone con Simona Ventura con tanto di videomessaggio benaugurale, manco fosse il bambino a cui il padre sul letto di morte dice “Prenditi cura di mamma e studia”. Comunque, visto che la prima puntata è più una carrellata sui personaggi che una soap, vado ad analizzare le prime folgoranti impressioni su ogni singolo protagonista, opinioniste e inviato in Honduras Vladimir Luxuria. Nicola Savino. Dopo cinque minuti dall’inizio del programma , è stato chiaro a tutti quale fosse l’eredità che Simona Ventura lasciava al programma: il botox. Questo povero uomo era convinto di avere una gatta da pelare e invece s’è ritrovato sette donne gatto da gestire. Tra Carmen Russo e Nina Moric, sembrava di stare nella colonia felina di Torre argentina piuttosto che negli studi di Via Mecenate. A questo, va aggiunto che è ufficialmente la prima edizione di un programma in cui non c’è una tetta vera, compresa quella dell’inviato, per cui l’arrivo delle concorrenti nell’arcipelago honduregno ha più le sembianze di un disastro ecologico che dello sbarco di naufraghi. Premesso questo, va detto che Nicola Savino ne esce con onore. Diciamo che non ha il carisma della rockstar e in un paio di momenti non s’è capito se le redini del programma le teneva lui o il terzo signore da sinistra seduto in prima fila col gilet verde e un sigaro cubano nel taschino, ma se l’è cavata con un certo decoro. Unico consiglio: sappiamo che ha una dipendenza da twitter pari solo a quella della Panicucci per le ciglia finte, però dovrebbe evitare di leggere i tweet degli spettatori perchè il più interessante era su per giù: “Che bello il pareo di Flavia vento! E’ puro cotone o misto acrilico?”. In molti hanno detto che soffre il confronto con Vladimir Luxuria e bisogna dire che quella specie di cravattino mozzato che aveva al collo era, freudianamente parlando, un clamoroso richiamo alla competizione sotterranea con Luxuria. Vladimir Luxuria. Il fatto che Vladimir sia stata insindacabilmente la primadonna dell’isola, la dice lunga sulla situazione del maschio italico. Certo è che a sentirla urlare “Taglia la corda, sposta il tronco, passa sotto, scava, pancia in su, corri, non inciampare!”, viene da pensare che piuttosto che star lì preferirebbe andare a svuotare i serbatoi della Concordia con la cannuccia del mojto, ma dissimula bene. Ci si chiede solo il perchè si sia vestita da venditore di cocco col pantalone di lino bianco e una specie di mezzo caftano, ma confidiamo nel rinsavimento della stylist. Le tre opinioniste Barriales-Agosti-Moric sono il più grande mistero di questa edizione dell’Isola. Un autentico tripudio di neuroni. Una ola di sinapsi. Un florilegio di eloquenza. Sostanzialmente, in tre non riescono a partorire un pensiero più elaborato del “metterà un po’ di pepe nel programma”. Enzo Paolo Turchi e Carmen Russo. A parte il buon gusto della clip di presentazione su Enzo Paolo in cui si rammenta al telespettatore distratto il suo antico problema di emorroidi, la visione dei due provoca confusione mentale con sporadici episodi di labirintite acuta. Tu li guardi e non sai più chi sia chi. Lei somiglia a lui che somiglia a lei che somiglia a un gatto siamese uscito dallo studio di Roy De Vita. Pare che per riconoscerli, gli autori ricorrano al test della ciambella: chi ci si siede sopra anziché buttarla in acqua, è Enzo Paolo Turchi. Den Harrow. Il dubbio è che qualcuno gli abbia dato il consiglio di ispirarsi al naufrago più famoso della storia dell’Isola, Adriano Pappalardo, e lui si sia presentato conciato come Pappalardo versione sergente Scherone in Classe di Ferro. Io fossi stato un autore, l’avrei invitato a rimanere nel boschetto di Viareggio a giocare a guerra simulata coi pallini di vernice. Cristiano Malgioglio non smentisce la sua vocazione di ruffiano da competizione. Ma non è tanto la t-shirt col faccione della Ventura stampato sopra a lasciare basiti, quanto il fatto che ha infilato due visibilissime spalline sotto la fruit, spalline che nella speciale classifica delle cose utili alla sopravvivenza su un atollo vengono subito dopo i sottobicchieri in madreperla e il sifone da lavello. E sempre a proposito di materiale occultato sotto gli abiti, dedicherei una profonda riflessione a quello che si avvia a diventare il vero personaggio dell’isola: il Mago Otelma. Se quello che si intravede negli slip non è un libro di magia nera in sei volumi, quest’uomo è sempre stato clamorosamente sottovalutato. E dai paramenti smessi dal mago Otelma, passerei ai quattro menti messi su da Flavia vento. L’ex coniglietta di playboy s’è trasformata in un grazioso abbacchio ma non è la forma fisica a preoccupare quanto il fatto che si sia convinta di essere Leopardi in pareo, per cui è probabile che gli altri naufraghi, al sesto componimento poetico declamato all’ombra dei palmizi, la tumulino sotto la sabbia, coperta da un nido di cormorano. Sui restanti concorrenti, c’è poco da dire: Rossano Rubicondi sembra doppiato da Galeazzi e si guadagna due minuti di primo piano mentre si pulisce i denti con l’unghia del mignolo manco avesse appena mangiato una pannocchia al sale, Arianna David si conferma simpatica quanto Claudia Mori col dito nella portiera della macchina, sulla testa di Cecchi Paone, inquadrata da dietro, ci sono meno capelli che su quella di William d’Inghilterra, Guendalina Tavassi è sbarcata sull’isola e dopo cinque minuti c’era già una palma incinta di Remo e infine Aida Yespica. Che sarebbe perfino un personaggio trascurabile, se non fosse che con lei, Savino e Luxuria, sono riusciti a inanellare una boiata dopo l’altra: a parte un gratuito “Aida, la maternità t’ha dato una luce straordinaria!” (sì, certo, quella pulsata per le smagliature), pronunciato da Savino, Valdimir ha poi commentato: “Bella senza trucco e senza inganno!” (certo, come se a lei il silicone sgorgasse naturalmente come l’acqua dalle rocce di montagna) e infine, sempre detto dal conduttore, un clamoroso: “Aida, mamma MA sempre bella!”. Come a dire: sopravvissuta a un’esplosione in un oleificio, ma ancora guardabile.

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