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Cecchi Paone scrivo a Libero per via del mio…

Cecchi Paone scrivo a Libero per via del mio articolo partorendo una pappardella confusa in cui infila matrimoni gay, vescovi di San Francisco, l'amore puro e presunte gufate. A parte che io non gufo un bel niente e che se proprio devo ho altri su cui concentrarmi, il passaggio più esilarante è quello in cui sostiene che il mio articolo è finito sul giornale "complici le vacanze del direttore amico di una vita". In pratica secondo il Cecchi quando Belpietro non c'è io scrivo un po' quel che cippa mi pare tanto nessuno mi vede. Bene, se il direttore è ancora in ferie, visto che non mi prende il telefono, domani faccio un editoriale in cui dico a mia madre che sto bene e che qui in Inghilterra è un po' freschino ma la campagna inglese ha il suo perché. O in alternativa, pensavo a un bel "Lacourt, che te farebbi!" a tutta pagina. Tanto nessuno s'accorge di niente.

Non conosco il caso specifico (Celle ligure) ma…

Non conosco il caso specifico (Celle ligure) ma gli albergatori liguri hanno poco da essere imbufaliti con le recensioni degli ospiti su Trip Advisor. Io ho rinunciato da tempo ai weekend in Liguria (per le Langhe o i laghi vicino Milano) perché stufa di pagare cifre folli per stanze brutte, spoglie, che in un mondo normale, non varrebbero più di 50 euro a notte. Dico solo che nell'ultimo spegnevo la luce e si spegneva l'aria condizionata, per cui ne approfitto per dire una cosina all'albergatore: ho svitato la lampadina e ho dormito al fresco. Tiè.

benvenuti su WordPress

Gentili lettori è lo storico webmaster di Selvaggia che vi parla. Stiamo passando dal vecchio blog che girava su un software ormai obsoleto a WordPress. La grafica rimane la stessa e quello che vedete ora è infatti il nuovo sito. Se notate qualcosa di strano in giro per il sito fatemelo sapere, basta un commento a questo articolo o una mail a info@ottimizzare.com. Critiche, consigli, suggerimenti ma soprattutto problemi relativi alla migrazione a wordpress :) Buona navigazione Claudio

Benvenuti nella Stanza Selvaggia [buon compleanno, blog]

Di solito un pezzo così si potrebbe iniziare con un classico “sembra ieri”. Qualcosa come “Ho aperto un blog dieci anni fa e sembra ieri”. Ma sarebbe una balla retorica.

Ho aperto un blog dieci anni fa e non sembra affatto ieri. E’ passata tanta acqua, secchiate d’acqua, sotto i ponti. E il vecchio blog, con quell’aria vintage rosa confetto non mi somigliava più. Quel blog, come ho raccontato tante volte, era stato un regalo di compleanno. Il 30 luglio del 2002 il mio amico Claudio mi disse “Digita selvaggialucarelli.it/diario”, c’è una cosa per te. Fu l’inizio di un viaggio attraverso la scrittura, l’ironia e poi la tv, cose che rifarei, cose che non rifarei, e poi mio figlio, irrequietezze sentimentali, fasi in cui ho tradito la scrittura per cose più sceme o solo meglio pagate.

Il blog c’è stato a singhiozzi e da un po’ ormai era definitivamente appannato. Del resto, è il blog come erano i blog nove anni fa a essere un concetto superato. Twitter e facebook hanno disordinato le carte e se oggi usassi il blog come l’ho utilizzato agli inizi, sarei come quelle che se ne vanno in giro in minigonna leopardata a 60 anni. Fuori tempo.

E’ per questo che il mio blog rinasce, oggi, e mette l’abito nuovo. Si sposta sulla piattaforma OverBlog, che ho scelto perché è la più completa, la più bella graficamente, la più funzionale per quello che voglio fare. Perché desideravo un luogo in cui far confluire tutto quello che scrivo. Su twitter, su facebook, ma anche sui giornali con cui collaboro. Ma ci sarà anche altro, cose che troverete solo qui.

E la cosa bella, a cui mi piace attribuire un piccolo ma importante valore simbolico, è che il mio blog rinasce in una data speciale. Che è quella del mio compleanno, ma anche quella del suo.

Che ci volete fare, c’è chi invecchia con un uomo e chi con un blog.

Ecco tutte le balle di Cecchi Paone e del suo nuovo fidanzato da copertina

La scienza di Alessandro: baci all'alluce, gite in surf e il compagno folletto. Ma in questo amore sbandierato ci sono molte lacune…

Forse voi non ne siete al corrente, ma io ho un approccio scientifico alle cose, che mi restituisce un’idea della realtà oggettiva e verificabile. Premessa necessaria, per comunicare a voi lettori e alla comunità scientifica tutta, che ho un numero sufficiente di argomentazioni epistemologiche per dimostrare un’inconfutabile verità empirica: Alessandro Cecchi Paone è un cazzaro professionista.

E dubito potrà smentirmi, visto che il più strenuo sostenitore dell’approccio scientifico è proprio lui e mio caro Alessandro, non è che puoi chiedere al mondo di non credere agli ufo, agli spiriti e ai cerchi nel grano e poi pretendere che si creda alla tua ultima intervista rilasciata su Chi. Intervista che, per chi non lo sapesse, Cecchi Paone ha rilasciato in coppia col suo nuovo compagno, il ventiquattrenne portoghese Claudio Viana Fernandes e in cui i due fidanzatini di Peynet si dichiarano teneramente innamorati. Del resto, è di qualche settimana fa il raccapricciante scatto fotografico in cui Cecchi Paone ciucciava l’alluce del baldo giovane in mezzo alle acque di Ponza, una roba da spaventare la fauna ittica del Mediterraneo fino alle coste del Nord Africa, per cui è amore certo e di questo non dubitiamo.

I dubbi li sollevano invece svariati passaggi dell’intervista, la quale tocca delle punte di surrealismo che manco Dalì sotto anfetamine. Seguitemi attentamente. Cecchi Paone dichiara certo: «La solidità del mio rapporto con Claudio si basa sul fatto che lui è stato eterosessuale fino a quando non mi ha incontrato». Ovviamente, Claudio conferma: «Prima di Alessandro ho frequentato solo ragazze. Poi ho conosciuto lui».

Ora, io vorrei farmi gli affaracci miei, ma il mio noto approccio scientifico mi costringe ad analizzare una serie di dati in mio possesso e viene fuori che qualcosa non torna. Claudio apparve per la prima volta pubblicamente tra la platea dell’Isola dei famosi in qualità di parente stretto di Paone quando lui era sull’isola. Cecchi Paone lo presentò come il suo convincentissimo “personal trainer” e da quel momento fu un continuo domandarsi come mai il parente più stretto di Paone fosse uno che pareva un tronista scappato di casa, anziché un vecchio zio come quello di tutti gli altri.

Poi vennero fuori delle foto di Claudio, “il folletto” come lo chiama affettuosamente Paone (foto in cui da buon personal trainer maneggia attrezzi di varia natura), su un sito di appuntamenti galanti, di quelli in cui gli uomini cercano altri uomini per il calcetto del martedì sera ovviamente, accompagnate da una breve presentazione in cui si descriveva testualmente così: «Sono un bellissimo ragazzo bissex bello come quelli ragazzi che vedi nella pubblicità di Kelwin Klein (!). Sono qui per sodisfare ogni tuo desiderio per donne uomini e coppie. Lo so che le foto sembrano finte ma garanto che sono io». Ora, a parte che a me che uno sia così doppio da mettere la doppia pure nella parola BISSEX interessa poco. A parte che Cecchi Paone fa prima a imparare lui la breakdance che questo l’italiano. A parte che io comprendo tutti i gusti e le inclinazioni sessuali eccetto quelle che prevedano la presenza di Massimo Giletti. Ora la domanda è: se prima di Cecchi Paone ‘sto ragazzo era etero, quali desideri realizzava agli uomini? Montava parabole Sky sul terrazzo? E alle coppie? Pagava l’Imu per la casa? Ma soprattutto: chi ci “garanta” che non facesse altro? L’intervista non finisce qui. Cecchi Paone, alla domanda «Come vi siete conosciuti?», risponde: «Cercavo un personal trainer che avesse tempo di seguirmi e ho saputo che c’era un gruppo di brasiliani e portoghesi che s’erano appena laureati in scienze motorie a Lisbona e stavano girando l’Italia per festeggiare e cercar lavoro».

Ora. Anche qui l’approccio scientifico mi suggerisce che ci sia qualcosa che non torna. Mandrie di laureati in “filologia della tartaruga scolpita” che dal Portogallo vengono a transumare in Italia e della cui presenza si vocifera nel paese manco fossero gli ultimi dei Pellerossa venuti qui a svernare? Poi aggiunge: «Avere per casa questo folletto m’ha cambiato la vita. Andiamo al cinema quasi tutti i giorni. Sai la stupidata cinema/ pizza/ gelato?». Che voglio dire. Sono rivoluzioni. Se Claudio introduce pure il noleggio dvd e la termocoperta nell’esistenza di Cecchi Paone, alla prossima intervista anziché “folletto” lo definirà il Che Guevara della vita di coppia. Poi dice: «Portarlo col mio motoscafo a fare surf mi rende felice come un bambino!», dinamica che francamente risulta oscura perchè non ho mai visto un surfista arrivare sulla spiaggia dal mare come uno scafista tunisino ma questa gliela passo. Infine, dichiara: «Io spiego il rapporto che lega me e Claudio come il rapporto che c’è tra Batman e Robin».

Certo. E due supereroi sono omosessuali, Iron Man è metrosexual e Joker non s’è più levato quel ghigno dopo che ha visto Spiderman senza mutande. Francamente. La metamorfosi di Cecchi Paone è iniziata da un po’ per cui non ci si stupisce più di nulla. Che l’indole del cazzaro sia quella, ce ne eravamo accorti quando fece la piazzata ai Telegatti criticando i reality e partecipando all’Isola dei famosi pochi anni dopo per abbandonarla perchè incapace di stare lontano dalla civiltà per poi tornarci due anni dopo. O anche quando la sua sensibilità per la causa omosessuale fu tale che in occasione dell’uscita del suo libro, per ragioni certo ben lontane dal marketing, innescò la caccia al gay nella nazionale di calcio. E a noi Alessandro Cecchi Paone è stato sempre anche bene così, sia chiaro. Del resto, ha il suo alibi: ha insegnato alla Bocconi dove la Tommasi s’è laureata per cui è evidente che circola qualche strana sostanza nei condotti dell’areazione di questa università. Ma per quanto mi sforzi di credere nella sua buona fede, la scienza è scienza, per cui la domanda è: Alessandro mio, hai condotto “La macchina del tempo” e mi vuoi dire che sai cosa facevano i Babilonesi 4mila anni fa e non sai cosa faceva il folletto Claudio fino a qualche mese fa? Perchè se colui che ha fatto della scienza la sua ragione di vita e ha basato la sua conoscenza su dati empirici, ha queste distrazioni, allora la prossima edizione di Quark la può condurre Paolo Fox.

Selvaggia: “La regina del bunga bunga ha tutto il futuro davanti a sé”

La regina del Bunga bunga Il futuro della Minetti è ancora tutto davanti È la donna più cliccata e discussa, la meno discreta e impegnata. Con quella faccia tosta ci riserva ancora molte sorprese

Non so voi, ma io sono tre notti che non dormo all’idea di cosa ne sarà di Nicole Minetti. Le incognite sul futuro di questa sobria ragazza non mi danno pace e temo che se entro qualche giorno non si risolverà la questione dimissioni sì/dimissioni no, io dovrò passare allo xanax. Non potrei più vivere senza Nicole. Senza la mia amica chips, la sua bocca sempre un po’ schiusa a mo’ di cozza nel sautè e i giornali che mi briffano giorno e notte sulle sue ultime traversie.

Sono affascinata da tutto quello che fa Nicole, perché lo fa con lo stesso sfacciato menefreghismo della sua collega di protesi Belen Rodriguez e proprio come a Belen, a Nicole si perdona tutto. Anzi. I suoi inciampi, gli scandali, gli eccessi, amplificano la sua fama e abbindolano i media come neanche Paris Hilton ai bei tempi. Prendiamo le intercettazioni. Una donna normale, dopo quello che s’è sentito nelle sue telefonate al premier e a olgettine varie, si sarebbe scavata una fossa del diametro di un cratere meteoritico. Una donna normale, dopo che tutto il paese ha ascoltato i suoi “love of my life!”, le sue dissertazioni sulle tipologie di smutandate o la mitica telefonata al premier in cui lui le diceva di essere stato tradito da Fini e lei gli diceva di essere stata tradita dal boiler, si sarebbe infilata il casco da motocross anche per andare a fare la spesa.

Nicole no. Lei, con la sua voce da liceale in un film di Moccia, non solo se ne frega, ma mette su la faccia spavalda e piccata di quella “oraescoevadocolprimochecapita”. E che esce, ce ne accorgiamo per forza, perchè la Minetti, per ragioni insondabili quanto le smorfie di Filippo Facci, è la donna più ritratta e pubblicata mentre sfila su una strada asfaltata, dopo lo studente che sfidò il carro armato in Piazza Tienanmen. Basta che Nicole appaia sulle strisce pedonali o in prossimità di un passo carrabile, che i paparazzi si scatenano manco avessero visto Rosy Bindi limonarsi Balotelli contro un muro. Ed è per questo che io non potrei più fare a meno di Nicole. Le gallery “Nicole fa shopping senza reggiseno”, “Nicole passeggia coi leggins blu”, “Nicole fa la spesa col cappellino”, “Nicole esce e pesta una cicca”

sono ormai gli ultimi capisaldi dell’informazione di questo paese e io ne sono letteralmente affascinata. Così come sono affascinata dall’esoterica discrepanza tra la sua età reale e quella dimostrata.

Nicole ha ventisette anni all’anagrafe, diciotto al mare, trentacinque alle feste e cinquantotto in regione. Ma la vera forza di Nicole, sta nella sua profonda repulsione per il low profile. La parola sobrietà per Nicole è come l’acquasanta per un posseduto. E guardate che c’è della coerenza, in questa ragazza. Mentre una Carfagna qualunque si fa il taglio menopausa per sembrare credibile in politica, lei, in pieno ciclone Rubygate, con la gente che alla notizia del suo stipendio in regione vorrebbe appenderla per le estension al Pirellone, sfoggia la maglietta “Senza t-shirt sono ancora meglio”. Si presenta tutti i giorni con una Birkin diversa: il lunedì quella orange, il martedì quella nera, il mercoledì quella in pelle di struzzo, il giovedì quella in pelle di Emilio Fede e così via. E considerato che il prezzo medio di una Birkin è di 6000/10 mila euro, con la sua collezione di borse si appianerebbe il debito greco.

Del resto, che la Minetti schifi il basso profilo lo si evince anche dalla mitica intercettazione in cui un’olgettina la informa che entreranno nel registro degli indagati e lei risponde che sta entrando dalla massaggiatrice brasiliana. Ripeto. C’è il fascino della coerenza, in questa donna. E la sua vita sentimentale ne è l’ennesima dimostrazione. Dopo papi, dopo il “love of my life”, Nicole non s’è più vista in compagnia maschile. Sì, è apparsa in qualche foto in compagnia di Bobo Vieri, ma la sagoma di Vieri appare in sovraimpressione su tutte le foto in cui venga ritratta una showgirl dalla quarta in su, come le sagome dei fantasmi nelle polaroid, per cui non fa testo. S’è mormorato di una simpatia con Fabrizio Corona, ma si sarebbero visti troppo poco: i turni in tribunale non coincidevano. E siccome in questo paese di ipocriti la coerenza non paga, i detrattori della mia amica chips, ora che il “boss of the boss” sta per tornare in campo, spuntano come funghi. Angelino Alfano, che fino ad oggi aveva avuto paura di dire a Berlusconi anche “hai l’insalata tra i denti”, le dice di dimettersi. Formigoni, anziché preoccuparsi di far dimettere le sue camicie, pretende le dimissioni da Nicole. La Gelmini dichiara che “è ora di dare spazio alla militanza” e qui scusate, ma c’ è più militanza nel mettere in piedi una gara di burlesque che nel redigere un comunicato sui neutrini del Cern. La Santanchè le chiede in pubblico di lasciare il posto in Regione e in privato di lasciarle il posto dal chirurgo, che alle sei ha l’acido glicolico. E poi la solita Boccassini. La solita signorina Rottermeier che non crede alla buonafede di Nicole. L’amica chips non si presenta in tribunale per un legittimo impedimento che l’ha costretta ad un viaggio a Parigi e Ilda la vuole multare. Ora, se mettono le udienze il giorno in cui lei ha una gara di lapdance per i dirigenti del Paris Saint Germain , poi non è che uno può prendersela con la Minetti. Insomma, c’è un accanimento nei confronti della mia eroina preferita, che accresce ogni giorno di più la mia preoccupazione per il suo futuro. Cosa ne sarà di Nicole? Farà un calendario con i santi, ovvero tutti quelli che l’hanno sopportata in Regione? Farà il cinepanettone sfruttando le sue conoscenze linguistiche nei dialoghi col Cipolla? Si occuperà finalmente della piccola Ruby che non dimentichiamolo, le è stata affidata e l’avesse mai accompagnata una volta a fare una cosa normale, che so, una liposuzione, un filler per le labbra, una blefaroplastica? E infine, la questione che mi sta più a cuore: se è vero che vuole un milione di euro per andar via dalla Regione, il buon Silvio non le può fare un forfait di due e chiederle una buonuscita dal paese? Infine, ci sarebbe l’alternativa più estrema: seguire le orme di Sara Tommasi e darsi al porno. Il titolo c’è già: “Nicole vuole il Pirellone”, ma speriamo che gli alieni, questa volta, abbiano altro da fare.