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L’onorevole (si fa per dire) Enzo Raisi torna a…

L'onorevole (si fa per dire) Enzo Raisi torna a occuparsi di me (nonostante io non mi sia mai occupata di quest'uomo e delle sue gesta) sulla sua pagina facebook chiudendo una sua invettiva contro Libero così: " Ma quel poveretto di Belpietro quando si decide ad andare a zappare la terra insieme alla sua amichetta Selvaggia la pseudo giornalista…..". Ora. Io faccio passare tutto. Offese, insulti, volgarità, battutine da caserma, commentini da maschi castrati, misoginia conclamata, ossessioni travestite da ostilità e meschinità varie, ma attenzione a utilizzare il termine "amichetta di " con me, perchè su questo non transigo. L'onorevole, col suo sigaro penzolante alla Tinto Brass, il labbro umido e la foto di tre quarti come Lory Del Santo ai bei tempi, si mettesse in testa che esiste un mondo diverso da quello popolato e disegnato da tanti suoi compagni di partito. Che il termine "amichetta" è slang da conversazioni coi suoi "amichetti", ma che con me non si azzardasse. Le allusioni da omuncoli minetticentrici, convinti e rassicurati all'idea che per ogni donna che lavora ci sia una zaffata di profumo sulle lenzuola di un capo, si ficcassero nella loro bella testa incorniciata dal capello unto, che con me questo giochino non funziona. Non ho scheletri in mutande nell'armadio. Per sentire queste storielle pruriginose, se ne vada a prendere un caffè al bar di Montecitorio, onorevole Tinto Raisi.

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