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Sono su un treno Termoli-Milano, di quelli che ci…

Sono su un treno Termoli-Milano, di quelli che ci impiegano sei ore a riportarti a casa, pieni di facce cupe da vacanza finita e valigie buttate in mezzo ai corridoi. L'aria condizionata funziona a tratti, e nei tratti in cui non funziona la sensazione carro bestiame e' prepotente. Sale una coppia di vecchietti. Lei ha un cane piccolo e bianco al guinzaglio. Passa nel corridoio e all'improvviso una specie di energumeno con il figlio accanto che gioca al Nintendo da tre ore, urla: "e stia attenta a quel cazzo di caneeeee. Mi ha leccato il piede! Mi fa schifo!!!"! La vecchietta lo guarda imbarazzata, borbotta qualcosa. Forse delle scuse. Poi fa per andare avanti cercando due posti vicini. L'energumeno strilla ancora: "La prossima volta gli do un calcio in culo a quel cane!!!". I vecchietti fingono di non sentire ma sono rossi in faccia. Dalla vergogna, mica dalla rabbia. Ci sono due posti liberi. Uno e' accanto a me e uno e' un posto singolo, nella fila accanto all'energumeno. Capisco la situazione. Mi alzo e dico: " vi lascio il posto così state vicini, vado io nel posto singolo vicino al signore". Mi ringraziano. Ora, io siedo a 50 cm dall'energumeno che mi guarda con la faccia di chi ora il piede e tutto il resto se li farebbe leccare volentieri. Peccato che io a questa bestia, farei leccare ogni singolo pavimento di ogni singola schifosa carrozza di questo treno malconcio per poi dare a lui un calcio in culo e lasciarlo sulle rotaie nell'orario preciso in cui arriva il Freccia Rossa da Bologna. E lui ancora non sa che davanti al figlio, al momento di scendere ( perché questo scende a Milano, lo so), io gli dirò: "spero che suo figlio diventi un uomo migliore di lei". E glielo dico. Cazzo se glielo dico.

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