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Avete presente Enzo di Un sacco bello che comincia…

Avete presente Enzo di Un sacco bello che comincia a chiamare gente con cui ha fatto il militare 20 anni prima per trovare un povero Cristo con cui andare in vacanza? Ecco, Enzo esiste. Solo che ora usa whastapp. (la mia frase su whastapp è "uozzappo solo con referenziatissimi", ecco perchè accenna alla questione referenziato)

Fa abbastanza tristezza sentire alcune delle radio…

Fa abbastanza tristezza sentire alcune delle radio più importanti lasciare come supplenti estivi speaker da sondaggino scemo col radioascoltatore e col congiuntivo confuso. Ho sentito cose imbarazzanti, in questo periodo, ed è un vero peccato perchè anzichè piazzare dei tappabuchi, potrebbero sperimentare con giovani bravi o fare cose pensate non solo per chi d'estate non va oltre le parole crociate e il coccodrillo gonfiabile. (parlo di alcune radio eh, non tutte)

L’onorevole (si fa per dire) Enzo Raisi torna a…

L'onorevole (si fa per dire) Enzo Raisi torna a occuparsi di me (nonostante io non mi sia mai occupata di quest'uomo e delle sue gesta) sulla sua pagina facebook chiudendo una sua invettiva contro Libero così: " Ma quel poveretto di Belpietro quando si decide ad andare a zappare la terra insieme alla sua amichetta Selvaggia la pseudo giornalista…..". Ora. Io faccio passare tutto. Offese, insulti, volgarità, battutine da caserma, commentini da maschi castrati, misoginia conclamata, ossessioni travestite da ostilità e meschinità varie, ma attenzione a utilizzare il termine "amichetta di " con me, perchè su questo non transigo. L'onorevole, col suo sigaro penzolante alla Tinto Brass, il labbro umido e la foto di tre quarti come Lory Del Santo ai bei tempi, si mettesse in testa che esiste un mondo diverso da quello popolato e disegnato da tanti suoi compagni di partito. Che il termine "amichetta" è slang da conversazioni coi suoi "amichetti", ma che con me non si azzardasse. Le allusioni da omuncoli minetticentrici, convinti e rassicurati all'idea che per ogni donna che lavora ci sia una zaffata di profumo sulle lenzuola di un capo, si ficcassero nella loro bella testa incorniciata dal capello unto, che con me questo giochino non funziona. Non ho scheletri in mutande nell'armadio. Per sentire queste storielle pruriginose, se ne vada a prendere un caffè al bar di Montecitorio, onorevole Tinto Raisi.

La povera Rihanna non sa quello che dice. Perchè…

La povera Rihanna non sa quello che dice. Perchè è una delle tante donne convinte di poter salvare uomini profondamente malati, senza accorgersi che malate lo sono anche loro. Dipendenti dalla dose quotidiana di botte come lo si è dalla droga, dall'alcol e da altre spirali perverse che hanno a che fare con l'autolesionismo. Aspiranti crocerossine che alla Croce Rossa finiscono ricoverate. E è vera la manfrina "l'uomo che ti picchia non ti ama", ma è ancora più vero che "la donna che si fa picchiare non si ama". Rihanna sorriderà pure da tutti manifesti del mondo, ma deve avere demoni profondamente tristi e ingenui dentro di sè per non capire che come canta lei "Good girl gone bad", forse, ma un bad boy non diventa buono neanche col più devoto dei pungiball accanto.