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Poche righe sulla questione. Non avrei voluto che…

Poche righe sulla questione. Non avrei voluto che la cosa degenerasse su argomenti pecorecci perchè mi pareva logico che "si va per trombare" fosse una battuta per dire che si va per ragioni più ludiche che altro, ma trovi una fessa che strumentalizza il tutto e finisce così. La volgarità mi infastidisce, faccio fatica a leggere la parola "scopate" abbinata a una mia foto ma va bene, ci sta. Io, tornata da Dro, ho fatto il mio lavoro. Che è scrivere come scrivo io, con la mia lettura sulle cose, che non è il pezzettino di cronaca per far felici tutti quanti. Faccio satira. Potevo non farlo, potevo fare come la maggior parte dei giornalisti e non lì (non tutti, sia chiaro): ho cenato, bevuto, dormito gratis, visto un concerto e mangiato cipollotti con Renzi, figuriamoci se scrivo mezza riga stonata. Anzi, figuriamoci se ne scrivo proprio, che so' pure stanco perchè Hadley ha finito tardi. E poi il prossimo anno ce voglio tornà, mica so' scemo. Ho scritto perchè mi andava di scriverne. Perchè il senso del mio lavoro è raccontare. Il pezzo non me l'ha neppure chiesto Libero, ma l'ho proposto io a loro, quindi chi ha sempre bisogno di trovare un mandante è lontano dalla verità. Chi vive di dietrologia da bar, non sa cosa voglia dire essere liberi. Non contempla neppure l'ipotesi che si possa scrivere semplicemente quello che si ha voglia di scrivere, senza secondi fini nel sottotesto. Che si possa avere un briciolo di onestà intellettuale. Da Dro mi porto a casa due chiacchiere informali con Michel Martone, simpatico e intelligentissimo, che mi ha detto, molto gentilmente, una cosa: tu hai un pensiero. Ecco, questo è il succo. Non c'è altro. E mi spiace, molto, che una cosa molto lontana dal flirtino da stanza d'albergo passi per la notte hot in un hotel, perchè manco è andata così, tra l'altro. Ma questo fa parte del gioco e io del gioco ho accettato le regole. Amen.

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