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Il mio pezzo su Libero di oggi e le magagne di…

Il mio pezzo su Libero di oggi e le magagne di Grillo: le donne, come il Berlusca.

Lo so. Sono una peccatrice. Vado in tv, scrivo per un giornale a cui ogni tanto scappano parolacce tipo “grillini” o “leader” e, credo, ho perfino un punto g. (che però non è mai apparso in tv, quindi Grillo me lo perdonerà). Però un consiglio a Beppe Grillo vorrei darlo lo stesso. Oltre al vademecum del bravo grillino (non si va in tv, non si congela due volte, non si usa la Vaporella sulle tende, Fazio è cattivo e Lerner ha l’orchite) e a quello del bravo giornalista (guai a chi dice grillino, grilletto, grigliata, autogrill e a chi usa la funzione “grill” del microonde), il portavoce del Movimento 5 stelle dovrebbe scrivere al più presto il “Vademecum per il buon parente di Beppe Grillo”. Perchè a furia di preoccuparsi di quello che fanno la Salsi, Favia e il parrucchiere di Casaleggio, il portavoce del movimento è un po’ distratto sulle questioni domestiche. E come spesso succede ai padri e ai mariti distratti, molto presi dal lavoro e molto egoriferiti, finisce che a briglie sciolte, i parenti stretti combinano tanti di quei casini che neppure in casa Bossi. Tra l’altro, se non fosse che gli scandali non sono di natura sessuale, verrebbe da dire che per una sorta di karma beffardo, Grillo è inguaiato dallo stesso problema che ha inguaiato Berlusconi: le donne. Quelle col punto g, insomma. Prima ci si mette Luna, la figlia cantante, che viene fermata da una volante con una modica quantità di droga e finisce su tutti i giornali senza neppure un moto di umana comprensione: reggere un padre così con soli 0,16 grammi è qualcosa di eroico. Ma soprattutto, interviene un’altra donna di casa Grillo, la sua prima moglie Sonia Toni, che attraverso un’ invettiva su facebook , dà la colpa ai giornalisti rei di vomitare gossip e fango. Certo. Rei di non rispettare il suo vademecum del buon giornalista e di scrivere “cocaina” anziché “sostanza con effetto farmacologico sul sistema nervoso centrale” o ancor meglio “Zigulì” e di aver utilizzato il termine improprio “figlia di” anziché “sedicente parente di”. Ma questo è niente. Perchè i veri casini in casa Grillo li sta provocando la sua bella moglie, Parvin Tadkj, che col suo stile di vita poco aderente agli slogan anticasta del marito, rischia di diventare la sua spina nel fianco. Come Veronica Lario fu una spina nel fianco dell’ex premier, del resto, ma con una sostanziale differenza: che la Lario professava il low profile come Grillo, mentre la Tadky ama la bella vita come il premier. E le affinità tra la moglie di Grillo e il mirabolante mondo di Silvio sono così tante che non mi stupirei se prima o poi lei finisse per sfoggiare una farfallina al collo e passeggiasse mano nella mano con l’ex premier sulle spiagge keniote. Rifletteteci. Intanto è il tipo di Silvio. Mora, appariscente e sempre truccatissima come una Began o una Minetti qualunque, Parvin gira impellicciata come la Santanchè, totalmente incurante delle battaglie animaliste del marito. Non solo. I luoghi di vacanza che predilige sono esattamente quelli preferiti da Silvio: Porto Cervo, in cui entrambi trascorrono parte delle vacanze estive e Malindi, in cui entrambi stanno svernando a pochi ombrelloni di distanza. Una di quelle coincidenze da far venire pure qualche sospetto, a dirla tutta. La giornalista di Piazza Pulita la sorprende a prendere il sole a Malindi e lei definisce la casa sulla spiaggia che sta acquistando “una capanna”. Che poi è un po’ come “Era una gara di burlesque”. Ma di lei si dice anche che sia una grande amante dello shopping e un’assidua frequentatrice di raffinate boutique genovesi, mentre Grillo la vorrebbe a far la spessa al discount e ha sempre l’aria di quello non entra in un negozio di abbigliamento dalla breccia di Porta Pia. Insomma, io non vorrei mettere in testa all’ex premier idee malsane, ma se davvero è aperto il casting fidanzate, io farei salire la Pascale su una bella jeep da safari e la mollerei nella savana, per buttarmi su Parvin. Una passeggiata un po’ più lunga sulla battigia fingendo di cercare qualche conchiglia da portare alla Biancofiore, un’offerta per la misera capanna accanto alla sua e potrebbe togliersi lo sfizio di togliere almeno un consenso a Grillo. Che a detta della moglie, in Kenya non ci va. “Non gli piace prendere l’aereo” ha dichiarato alla giornalista di Piazza pulita. Già. Evidentemente, quando qualche anno fa ho incontrato Grillo e la moglie all’Hyatt Regency di Sharm (altra capanna sulla spiaggia), lui era già in campagna elettorale: prima ancora dello stretto di Messina, ha attraversato il golfo di Suez a nuoto.

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